Ciao, non mi riferivo a te... ma al fatto che nessun altro posta. Eppure mi sembra un argomento che riguarda noi giovani in primis...
Per quanto riguarda l'Università hai ragione, la cosa è devastante...
Ciao, non mi riferivo a te... ma al fatto che nessun altro posta. Eppure mi sembra un argomento che riguarda noi giovani in primis...
Per quanto riguarda l'Università hai ragione, la cosa è devastante...
no,no ... avevo capito che non dicevi a meOriginariamente postato da quattrostracci
Ciao, non mi riferivo a te... ma al fatto che nessun altro posta. Eppure mi sembra un argomento che riguarda noi giovani in primis...
Per quanto riguarda l'Università hai ragione, la cosa è devastante...... è che aspettavo anche io qualche altro post ... prima di postare ancora ... ma ... mi sa che "siamo solo nooooooooooooooooooi!!!!!!! siamo solo nooooooooooooooooooi!!!!!!!"
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ps. secondo te per entrare in una specializzazione pubblica bisogna conoscere qualcuno ... insomma avere una prof alle spalle??? avrei sentito dire che è così ... ma non so!
Francamente di porcate in questo settore ne ho viste tante, ma per foruna questa ancora mi manca... è comunque indubbio che "tecnicamente" la cosa è più che possibile e non mi meraviglieri se accadesse.Originariamente postato da psicosarix
ps. secondo te per entrare in una specializzazione pubblica bisogna conoscere qualcuno ... insomma avere una prof alle spalle??? avrei sentito dire che è così ... ma non so!
D'altra parte l'Italia poggia tutta su un modello post-vetero-statalista dove il termine "meritocrazia" è poco conosciuto...
Buondì a tutti.
Sì, lo so, il topic è di 5 anni fa, ma l'ho trovato interessante e vorrei dire la mia, magari richiamando Psicosarix, Quattrostracci et al., nonché nuovi partecipanti.
La mia visione della Psicologia è quella più storicamente evidente e intrinseca, eppure sono ben conscio che oggi non ne parla più nessuno. La mia identità come psicologo si rifà, per primo, al filone di ricerche in Psicofisica iniziato da Weber e Fechner 150 anni fa e poi proseguito per tutte le linee sperimentali oggi ben sviluppate, più o meno bene, nei vari paesi dell'OCSE. Anche da psicologo clinico, non perderei per niente al mondo la mia impostazione da scienziato naturalista, a mio avviso una connotazione che non teme il minimo problema di cannibalismo da parte della Medicina, da parte dei vari mediatori e consulenti di turno, ancor meno confusioni con la Psicoterapia e la Psichiatria. Detto questo, riconosco e vado fiero di tutta la sfilza di branche della Psicologia, da quelle più sanitarie e o "medicalizzabili" a quelle più onto-antropologiche a quelle più sociali-lavorative (sebbene queste ultime non riescano proprio ad appassionarmi più di tanto).
In linea con ciò, sono contrario ad una unione universitaria tra Psicologia e Medicina e tra Psicologia e "chicchessia", per il semplice motivo che la serietà di una una disciplina autonoma con 150 anni di intensa storia va rispettata e ben connotata. Il problema, quindi, non è solo medicalizzarsi nel senso di un approccio diverso alla persona, ma anche semplicemente che se voglio fare lo psicofisico o il neuroscenziato non vedo cosa ci azzecco con Medicina. Al massimo, Psicologia si poteva accorpare con Biologia, le affinità sono maggiori, ragionando in questo senso (a Biologia studiano anche Etologia e Neurobiologia).
Quanto alla Psicoterapia, io sono tra quei vecchi antipatici che dice che, seppur riconoscendo ad essa una certa ed indispensabile autonomia, dovrebbe essere riservata solamente ai laureati in Psicologia e Medicina (magari non necessariamente iscritti agli albi, ok, sono d'accordo nel creare un albo autonomo di psicoterapeuti, questo sì, se proprio lo si vuole...).
Orbene, Quattrostracci si chiedeva, se proprio bisogna restringere l'accesso alla specializzazione, perché permetterlo anche ai medici (se non perché "se la comandano") e non solo agli psicologi? Io dico che la Psicoterapia, benché in buonissima parte autonoma, attinge largamente al sapere psicologico e attinge anche ad alcune componenti del sapere medico, tanto per iniziare perché di cura si tratta e, uno psicoterapeuta dovrebbe avere almeno una vaga idee dei cambiamenti metabolici che induce nel corso della psicoterapia, che non sono nient'affatto da meno di quelli indotti farmacologicamente. Inoltre, il sapere del funzionamento dell'organismo sarà di certo più adeguato alla Psicoterapia del sapere appreso ad Architettura.
Io, personalmente, non andrei mai da un architetto-psicoterapeuta, o da uno psicoterapeuta letterato o dottore in Filosofia. Tutt'al più, se proprio si volesse insistere, potremmo allargare il cerchio, oltre alla Psicologia e alla Medicina, includendo Antropologia, Biologia e qualcosa di affine.
Questo, ovviamente, non vale, ed infatti è così, per tutti quegli psicoterapeuti (anche psicoanalisti) di un'età tale da avere iniziato ad esercitare prima del 1971. Alcuni di questi sono validi, altri meno, ma erano altri tempi. Anche chi ha inventato la Psicologia non era laureato in Psicologia... ma oggi il sapere si è stratificato e si è reso più complesso. Una laurea semplifica le cose (o così dovrebbe!), non le complica.
Tutto qui. Non penso sinceramente che l'albo vada abolito (in tal caso chiederei almeno qualcosa in cambio, visto che lo sforzo per l'iscrizione c'è stato). Penso però che dire che si debba fare meglio e di più sia un mero eufemismo...
Saluti!
Ultima modifica di Veterano : 18-07-2011 alle ore 05.18.27
Cancellare questo post, grazie.
Ultima modifica di Veterano : 18-07-2011 alle ore 05.17.58