
Originalmente inviato da
DerTodesking
Io sono consapevole che il mio spazio vitale potrebbe eliminare lo spazio vitale di altre persone, ma se mi manca spazio la soluzione non può consistere nel reprimere il mio bisogno di spazio. Se per avere questo spazio si è costretti a reprimere lo spazio di cui ha bisogno un'altra persona soluzioni non ce ne sono proprio per tutti. Però visto che ho notato che gli ambienti nel corso della storia non restano fissi si può sperare in una rivoluzione oppure favorire delle idee che attecchiscano anche fuori dal ristretto ambito della psicoterapia.
Era questo il mio discorso.
Avevo parlato di rivoluzione ambientale inizialmente, e non avevo accusato nessuno mi sembra (soltanto gli psicoterapeuti di non essere abbastanza onesti), e nemmeno ho detto che si sarebbe dovuta attuare con la violenza, sei tu che parli di responsabilità e perciò poi per forza di cose ti sentirai responsabile e sotto accusa se ti senti libero in assoluto di scegliere cosa desiderari per te e di reprimere liberamente quel che nella realtà ambientale attuale non puoi avere credendo di poter stare comunque abbastanza bene.
Se quel che sei in questo senso lo decidi tu (entità fittizia indipendente), allora io ti direi di decidere di essere quel che converrebbe a me (scegli i tuoi desideri in base alle mie esigenze, visto che altre esigenze che li determinano non dovrebbero esistere proprio) e visto che i motivi li scegli, giustifica la cosa scegliendo che "ti sono simpatico", ma a questo punto non ci sarebbe bisogno di giustificarlo, tanto che ti sono simpatico lo puoi scegliere. Se poi lo decidi in base ad altro e non puoi scegliere diversamente pure tu questo altro, perché dovrei poterlo fare io? Allora questa decisione non è libera, ma vincolata e determinata da tutto il sistema, quindi il problema di fondo non è decidere qualcosa a questo livello qua, è già deciso questo qualcosa. Si può avere la sensazione di scegliere probabilmente altro, ma non cosa desiderare e nemmeno in che gerarchia stanno questi desideri ed aspettative.
Comunque è chiaro che per mettere in atto una cosa del genere (una rivoluzione ambientale) devono essere messe in atto una serie di scelte possibili e autonome, e bisognerebbe disporre di una produzione teconologica comunque più avanzata, tutte queste cose non dipendono da un solo individuo (si è arrivati all'organizzazione sanitaria attuale non grazie ad un solo individuo e io in questo ambiente vivo meglio che in un altro, questo dicevo, questo ambiente per me è meno tossico di sicuro, a sparta m'avrebbero già gettato giù da un dirupo). Ora non so nemmeno se una cosa del genere sia possibile, e l'ho sempre detto.
Io poi ti ho spiegato solo come si è sviluppato il mio male, con il conoscere come sono fatte certe cose. A svilupparsi s'è sviluppato così. Comunque sì, non c'è stato sempre, questo è vero, prima di nascere non c'era di sicuro, ma detto questo non s'è detto quasi nulla.
Insomma ti ho risposto...
E' vero, si è sviluppato, dato che mi sono sviluppato io stesso da un ovulo.
Ma ti avevo già risposto affermativamente pure prima era una specificazione quella.
Per me non è affatto un gioco e comunque anche giocare non è detto che non sia una cosa seria. Spiegami dove ti ho messo cose in bocca che non hai detto. Hai parlato tu di ambiente tossico e io ti ho fatto solo notare che in un ambiente si vive sempre e per tutta la vita e non solo in un certo periodo della vita.
Ho riscritto e cosa penso l'ho espresso. Sto scrivendo, ma più di questo non posso farlo in un forum.
Se non vedi un'incongruenza nel prestare un aiuto individuale (rispetto ai malanni esistenziali) sia ad un ebreo che ad un despota nazista (che abitano magari nello stesso campo di concentramento, non è colpa mia).
Io per poter fare qualcosa devo prima immaginare tutta la situazione risanata o migliorata in cosa debba consistere, so che si dovrebbero riuscire a soddisfare certe esigenze dei vari agenti in gioco, ma soluzioni raggiungibili tramite una serie di scelte che non facciano saltare per aria i vincoli degli agenti stessi spesso non se ne vedono e per produrle davvero bisogna aspettare secoli.
La vita tranquilla per un ebreo consisterebbe nell'eliminazione del tipo nazista e viceversa, questo "tutto" insieme non può coesistere. Ora una volta capito che insieme non c'è una coesistenza in cui tutti possono stare abbastanza bene bisogna scegliere cosa si dovrebbe eliminare e in cosa consiste "il disturbo"...
Questa scelta del come dovrebbe essere il mondo, è una scelta etica a monte, non ha a che fare col mondo com'è o con le scelte d'azione individuali effettive, se avessero vinto i nazisti la guerra e il mondo fosse diverso sceglierei lo stesso così.
Poi si può cercare un corso di azioni e scelte effettive per realizzarlo, se pure sia possibile, ma per me si può arrivare coerentemente a condannare il mondo stesso là dove il sistema etico non permette di individuare gli individui come un male... Insomma in questi casi sono le situazioni stesse in cui sono immersi, (in cui il conflitto non può essere eliminato) ad essere il male.
In questi ambiti qua non si tratta di curare un raffreddore, in questi casi (quelli del raffreddore) possiamo dire di poter aiutare entrambi con una tecnica da applicare senza doverci esporre eticamente in un qualche modo, ma il benessere psicologico non può essere indipendente dall'ambiente che producono le persone intorno a noi, e così sparisce l'idea di malattia che attacca un singolo individuo come se fosse un morbo o un malfunzionamento interno.
In tutto il sistema, costituito da più persone in relazioni di vario tipo, ci sono vari conflitti, questo in fin dei conti accade concretamente, non è identificabile un punto preciso in cui c'è qualche morbo, c'è un vivere male di questa o quella persona in questo o quel contesto, ma non si sa né è decidibile se la parte guasta che fa vivere male una persona si trova nell'individuo o altrove, scegliere dove è situato il pezzo guasto da cambiare rappresenta una scelta etica che potrebbe produrre effetti diversi e sensi di risanamento e risoluzione del male completamente opposti.
Infine non abbiamo alcuna altra realtà con cui confrontarci per decidere quale sia il pezzo "malato" o se vuoi "guasto", ci sei tu che dici a me di essere guasto in questo e quell'altro (mortifero e così via), ma potrei dirlo anche io a te d'essere guasto, che tu stai bene (o dici di star bene) non c'entra nulla. Potrei mostrarti che spostando certe risorse economiche all'interno del sistema, insomma sottraendole a te e dandole a qualche altro che risulta guasto, si sposterebbe anche buona parte del male di vivere (questo altro inizierebbe a vivere meglio di prima e tu peggio di prima), se tu poi sostieni che staresti ugualmente bene senza queste risorse perché sei fondamentalmente più sano, a maggior ragione si potrebbero sottrarre a te queste risorse.
Per questo non credo nel risanamento mentale delle persone, (ci sono le malattie cerebrali di sicuro, ma morbi mentali non ne esistono proprio) e penso che il problema del male umano sia complesso e ramificato nel sociale e nelle organizzazioni e non semplicemente individuale.
Non è mica detto che vadano curate le persone, in questi casi è tutto il mondo che andrebbe messo in barella, ammesso che sia possibile farlo.