A parte che puzza tanto da caso montato ad arte da autori che non sanno più come animare un programma che oggettivamente non ha più niente di nuovo da dire (a farci caso sono gli stessi teatrini ogni anno, addirittura hanno ormai dei ruoli fissati, ad esempio abbiamo il romanaccio un po' tamarro, il milanese chicchino, ecc),
concordo con chi sostiene che il nesso tra professionalità e fare una sega ad uno sia quantomeno discutibile.
E poi, è ipocrita e ridicolo stare lì a dire che se un medico chirurgo in pubblico fa una cosa non ci vai più da lui, e se la fa in privato è diverso.
E se è pur vero che l'Ordine avrebbe cose più pregnanti cui interessarsi, è anche vero che le regole son quelle e sì, la loro interpretazione può variare da caso a caso, ma non ci trovo niente di strano, dopotutto, è come per gli avvocati che di volta in volta fanno cantare le leggi a loro piacimento.
Non trovo oggettività neanche in quello. Semmai, norme.