Mi trovavo a casa mia, intorno alle 19 (era il tramonto). Mia sorella, col pancione, stava uscendo di casa per andare a prendere la macchina e andare in ospedale, poichè in procinto di partorire (ma senza alcuna urgenza). Io la guardavo e le dicevo che ci saremmo visti là, ed eravamo contente. Guardando verso la mia destra, dove c'è una stradina che si immette nella strada dove abito, in quel momento vedo un mio amico, Y., che svolta verso casa mia. Lo guardo e vedo che ha la faccia stravolta, preoccupata, e le occhiaie...penso che stia male fisicamente ed emotivamente, e lo invito ad entrare. Ci sediamo nella stanza in cui studio e gli prendo la mano, chiedendogli cos'abbia. Lui comincia a dire qualcosa, affranto, e io lo abbraccio, chiamandolo "tesoro" e tranquillizzandolo.
Mentre parliamo, accade una cosa: che lui diventa un bambino. Anche se continuiamo quello stesso discorso di prima, adesso i suoi comportamenti sono quelli di un bambino di circa 7 anni, e quindi cerco di rassicurarlo.
Lui fa i capricci e io cerco di calmarlo, ma mentre parliamo ecco che lui diventa ancora più piccolo, fino ad avere circa 3 anni...Le sue reazioni si adattano alla sua nuova età e quindi piange e si lamenta, e anche se-mi pare-gli ho dato un biscotto (o un cracker, questo non lo ricordo chiaramente, ma era qualcosa di rettangolare e piatto...)continua a piangere; per cui penso che il modo migliore per calmarlo sia portarlo a casa. Apro il portone ed è sera, penso che siano circa le dieci, alzando la testa vedo le stelle in cielo (che nella realtà posso vedere veramente, non è un'aggiunta onirica). Dato che è tanto piccolo lo prendo in braccio e lo porto a piedi verso casa, tranquillizzandolo. Anche se è tanto piccolo comunque è sempre lui, non è cambiato, è solo....ridiventato bambino, con i capelli come li aveva da piccolo. Lo riporto a casa e qui avviene un'ulteriore trasformazione: il bambino scompare e a me resta....un pezzetto di torta, o più precisamente una crostatina che io identifico come crostata alle mele.
E il mio pensiero nel sogno è: "Alla fine è questo che mi rimane..."
Un'altra scena-non so se dello stesso sogno o di un altro-comincia con me che cammino in una strada buia, solitaria, mentre costeggio un contenitore verde per la differenziata e in fondo alla strada scorgo un gruppo di persone che sostano davanti ad un localino, e sento il loro chiacchiericcio. Ho un'attimo di paura, ma solo un'attimo. Sto andando da mia sorella all'ospedale...mentre cammino ricordo che mi ha detto di non entrare dal portone principale ma da un'altro ingresso, e di andare poi dritto e subito a sinistra. Arrivata in ospedale non vedo mia sorella, ma mi dicono che non ha ancora partorito.
Alla fine del sogno provo una sensazione di felicità perchè il parto è andato bene e mia sorella ha avuto....questo non lo ricordo, ma sapevo che stavano tutti bene. Poi mi ricordo che io e i miei genitori avevamo 3 contenitori, io una bottiglietta e loro forse delle piccole insalatiere di plastica...per contenere qualcosa che non ricordo più, ma che nel sogno mi era chiaro e perfettamente logico...
Al risveglio ero contenta per il parto di mia sorella-che non è incinta-ma pensando che poteva essere un preannuncio di qualche buona notizia.
Mi sono stupita di aver sognato il mio amico, perchè un sogno così lungo e chiaro su di lui non l'avevo mai fatto...e naturalmente mi sono preoccupata....







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