Le pensano tutte in Gran Bretagna per mettere in campo medici più preparati e meno inclini all'errore. La riforma che potrebbe scattare già il prossimo anno, la più rivoluzionaria dal 1858 ad oggi, contiene un modello di verifica della preparazione dei camici bianchi. Ogni 5 anni dovranno sostenere una sorta di riesame complessivo dell'attività basato anche su quiz annuali. Questionari compilati da pazienti e colleghi oltre a rapporti dei superiori finiranno agli ispettori ministeriali.
Il candidato con basso profitto perderà posizioni, con ricadute negative sulla carriera e anche il rischio di essere radiato dall’ordine. Il progetto ha l'obiettivo di individuare gli anelli deboli della catena e di lasciare al lavoro i più bravi. Quelli che si aggiornano di più e meglio, che sfoggiano una cultura clinica moderna. In pratica i medici si sentiranno in dovere di aggiornarsi e concentrare l'attenzione sulla prevenzione dell'errore clinico in ospedale e negli studi privati. Tra le novità, incentivi ai chirurghi che non sbagliano. «E' uno strumento che andrebbe adattato alla realtà italiana — commenta il sottosegretario al Welfare, Francesca Martini —. Noi ci basiamo sul progetto di formazione continua in medicina, l'Ecm, che andrebbe rivisto. C'è l'obbligo di ottenere un certo numero di crediti all'anno attraverso la partecipazione a congressi e corsi ma poi nessuno controlla se il risultato è stato raggiunto».
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