Non so se il tempo della seduta abbia un peso maggiore del tempo che il paziente passa con moglie e figli (anche se non escludo che per qualcuno possa anche essere così, e se anche fosse?), in ogni caso io porrei la questione in maniera diversa. Non è tanto, o non solo, il tempo della seduta che è qualitativamente diverso, è il tempo dell'accadere psichico che non è a misura di orologio. Prova ne è il fatto che il percorso di cura non è mai lineare e continuo né progressivo/cumulativo, ma soggetto a continui rovesciamenti e involuzioni a cui seguono magari cambiamenti imprevisti, apparenti risoluzioni sintomatiche e ritorni del sintomo per spostamento.Se ho capito bene vorresti dire che il tempo della seduta è di qualità diversa rispetto al tempo che per esempio la paziente passa coi figli o il marito? e che quindi il tempo della seduta ha un peso maggiore?
Saluti,
ikaro







Rispondi citando