Per chiarire e specificare che neanche lontanamente mi passa per la testa, come dice Gieko "questa sfumatura che sento molto intellettualistica ", vorrei semplicemente chiedere a voi esperti:
se un paziente chiede all'analista: "lei per quale partito voterà?" oppure:"lei crede o è ateo?", il paziente in analisi, perchè deve sentirsi rispondere: non posso dire nulla per non influenzarla! Ma pensate, voi analisti, di avere a che fare con mezze teste che anche qualora ricevessero una qualche risposta, poi non filtrano e decidono autonomamente, o solo perchè ci rivolgiamo ad un terapeuta, secondo voi le nostre capacità intellettive sono compromesse? Questo comportamento è un insulto all'intelligenza del pz, che dopo aver vomitato e ruminato all'infinito le sue intime angoscie, ad un certo punto, cerca un momento di confronto più adulto, globale, che oltretutto è un segnale della sua crescita e della sua esigenza di ricerca di riferimenti più aderenti ad una realtà che prima o poi dovrà affrontare senza il supporto della terapia e del terapeuta.
Ciao.







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