Mi sembrano risposte alquanto esaustive.
Non mi trovo completamente d'accordo con Willy nel pensare agli effetti del farmaco come analoghi a quelli della psicoterapia che lavora ad altri livelli ed in maniera specifica.
Sul sintomo mi sembra chiaro che non sia inteso solo nella sua accezione concreta e materiale. Il sintomo psichico spesso non è "avvertito" dalla persona in quanto talmente strutturale da costituire una modalità di essere radicata che comporta sofferenza. Gli episodi "acuti" (ad esempio una fase di depressione inserita in una struttura narcisistica) ne costituiscono gli epifenomeni, che, se da un lato possono essere eliminati con la psicoterapia, dall'altro possono venire "imbavagliati" dal farmaco. In entrambi i casi le possibilità che l'improvvisa alterazione dell'equilibrio comporti ricadute e di comune riscontro.







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