Ad ogni modo provo a chiarire i punti su cui ti soffermi:

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Il sintomo, correggimi se sbaglio,
è visto quindi come un campanello d'allarme di un sistema ormai irrigidito poichè privo di coerenza..
No il sistema è irrigidito su un'eccessiva coerenza e quindi perde in capacità di interazione libera e produttiva con l'ambiente. Avviene uno sbilanciamento che è segnalato dal sintomo. La perdita di coerenza è l'estremo a cui si arriva quando la rigidità è talmente tanto grande che la coerenza diviene chiusura totale. Da qui la cessazione del sistema stesso.

Citazione Originalmente inviato da sarabarone Visualizza messaggio
e non si può parlare di equilibrio perchè il sistema è dinamico..perciò in continua evoluzione..
mmh...
E perdonami, come potrebbe un sistema DINAMICO(e perciò continuamente in moto) bloccarsi??
Considera che parlando di blocco si sta parlando di un sistema patologico, che quindi vede danneggiata una delle proprie proprietà fondamentali. Da sistema dinamico diviene tendente all'omeostasi. E' interessante il confronto con il concetto di attrattore della teoria del caos.

Citazione Originalmente inviato da sarabarone Visualizza messaggio
E questa rigidità come mai è vista come la punta dell'iceberg(in fondo in realtà c'è il nocciolo del problema) e non come il problema stesso? (infondo il sistema se si è bloccato genera una problematica)..
E chi ha detto che non sia visto come il problema? La punta dell'iceberg è il sintomo, che infatti non il focus dell'intervento della psicoanalisi.

Citazione Originalmente inviato da sarabarone Visualizza messaggio
E se un sistema dinamico-irrigidito non è in grado di essere autonomo, e l'eccesso di rigidità porta all'auto distruzione(al'estremo c'è il suicidio), come si poò pretendere che AUTONOMAMENTE riesca a riprendersi e a ridimensionarsi??
Mediante la possibilità di contatto con la propria modalità offerta dall'interpretazione, e di conseguenza alla riattivazione di processi sintetici e auto-organizzanti propri del soggetto.

Citazione Originalmente inviato da sarabarone Visualizza messaggio
cioè è tollerata la dipendenza dalle relazioni instaurate con gli altri(che dovrebbero procurare al soggetto sollievo, poichè ne è in cerca; bisogno, poichè incapace di agire da solo) e non è tollerato l'intervento dall'esterno, che comunque risulta essere influente allo stesso modo delle relazioni??
Se ho capito bene quello che vuoi dire, ti riferisci alla dipendenza espressa dal panico. Se è così non ho mai detto che "non è tollerato l'intervento dall'esterno" anzi! Il problema è che perpetua collusivamente la struttura dipendente, ovvero non cambia alcunchè.