Pur con non poca demotivazione (anche se nessuno mi costringe a farlo), provo a ricostruire il mio sogno che avevo intitolato così perchè cronologicamente era stato l'ultimo in una notte densa di personaggi sconosciuti che mi avevano tenuto compagniaCerto quella di adesso non sarà uguale alla prima stesura
molti particolari sfuggiranno
, qualche altro sarà leggermente differente
, gli aggettivi che utilizzerò non saranno i medesimi
ma dopotutto, chi se ne importa? Quel che conta è trovare degli spunti per chiaccherare e giocare insieme
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... Dopo aver discusso con Futura riguardo all'acquisto di un CD degli 883, ci imbattevamo in un rivenditore di giornaletti usati e ne acquistavamo due di Topolino; la invitavo a sceglierne degli altri ma non sembrava interessata. A questo punto ci trovavamo entrambe dentro un ascensore tipo "gabbiotto" e confabulavamo su non so che quando avvertivo, inequivocabile, la sensazione che l'ascensore cominciasse a salire. Credo che acquistasse via via velocità, che uscisse dal tetto e attraversasse il vuoto, che viaggiasse ora dentro ora fuori. Tutto ciò era ben visibile perchè, ad un certo punto, l'ascensore non era più chiuso ma era simile alla postazione di una giostra, aperto sul d'avanti, con una catena che avremmo dovuto chiudere per protezione ma che, liberamente penzolava. Poichè l'ascensore saliva in diagonale e, talvolta, si inclinava da una o dall'altra parte, avvertendo il vuoto e, credo, anche il vago pericolo di cadere, tenevo Futura circondandole la vita. Ricordo che siamo passate anche d'avanti ad una specie di portiere con berrettino con visiera, seduto su una sedia, col braccio distrattamente appoggiato alla spalliera. C'era anche un altro signore. Fuori l'ascensore continuava a salire, ad un certo punto ha rallentato, abbiamo avuto la sensazione che si stesse fermando e allora Futura con un salto è scesa... ma l'ascensore ha ripreso velocità e ricordo di aver risposto ad un suo sguardo interrogativo dicendole "aspettami, torno a prenderti" o qcs del genere. Dopo un tragitto forse non troppo lungo ma che mi ha allontanata parecchio, finalmente l'ascensore si è fermato su un pendio pietroso e assolato
Senza perdere un attimo mi sono messa in cammino percorrendo la stessa strada nella direzione inversa, non riuscivo ad essere veloce per via delle pietre sotto i miei passi ed il caldo che mi fiaccava
Ho cmq incrociato lo stesso portiere di prima, ho fatto per chiedere ma, quasi prevenendomi, ha detto "è già scesa, l'aspetta giù!" Consapevole e preoccupata per la distanza che mi restava da percorrere, nervosamente
mi sono avviata...
Capite adesso perchè ero e sono tanto arrabbiata![]()
di aver perso il mio sogno?







Certo quella di adesso non sarà uguale alla prima stesura
. A questo punto ci trovavamo entrambe dentro un ascensore tipo "gabbiotto" e confabulavamo su non so che quando avvertivo, inequivocabile, la sensazione che l'ascensore cominciasse a salire. Credo che acquistasse via via velocità, che uscisse dal tetto e attraversasse il vuoto, che viaggiasse ora dentro ora fuori. Tutto ciò era ben visibile perchè, ad un certo punto, l'ascensore non era più chiuso ma era simile alla postazione di una giostra, aperto sul d'avanti, con una catena che avremmo dovuto chiudere per protezione ma che, liberamente penzolava. Poichè l'ascensore saliva in diagonale e, talvolta, si inclinava da una o dall'altra parte, avvertendo il vuoto e, credo, anche il vago pericolo di cadere, tenevo Futura circondandole la vita. Ricordo che siamo passate anche d'avanti ad una specie di portiere con berrettino con visiera, seduto su una sedia, col braccio distrattamente appoggiato alla spalliera. C'era anche un altro signore. Fuori l'ascensore continuava a salire, ad un certo punto ha rallentato, abbiamo avuto la sensazione che si stesse fermando e allora Futura con un salto è scesa... ma l'ascensore ha ripreso velocità e ricordo di aver risposto ad un suo sguardo interrogativo dicendole "aspettami, torno a prenderti" o qcs del genere. Dopo un tragitto forse non troppo lungo ma che mi ha allontanata parecchio, finalmente l'ascensore si è fermato su un pendio pietroso e assolato
Senza perdere un attimo mi sono messa in cammino percorrendo la stessa strada nella direzione inversa, non riuscivo ad essere veloce per via delle pietre sotto i miei passi ed il caldo che mi fiaccava
Ho cmq incrociato lo stesso portiere di prima, ho fatto per chiedere ma, quasi prevenendomi, ha detto "è già scesa, l'aspetta giù!" Consapevole e preoccupata per la distanza che mi restava da percorrere, nervosamente
di aver perso il mio sogno?
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