Ho da poco iniziato una scuola di specializzazione in Psicoterapia centrata sul cliente (Rogers) e nel corso delle prime lezioni si è trattato dei fattori terapeutici secondo la visione rogersiana: empatia, accettazione incondizionata del cliente (o paziente che dir si voglia) e congruenza del terapeuta. Alcuni studi e metaanalisi hanno dimostrato che questi fattori risultano essere comuni alle varie Psicoterapie e spiegano buona parte dei successi.
Qui su ops, per esempio, è presente un articolo che specifica quanto appena sinteticamente detto:

Gli studi sull’esito delle psicoterapie hanno focalizzato l’attenzione, tra le altre cose, sulle tecniche terapeutiche specifiche e sui fattori intrinseci della relazione tra terapeuta e paziente.
Da una metanalisi effettuata, su circa 100 ricerche (Lambert e Barley, 2001) è emerso che il fattori relazionali incidono per il 30% sul risultato di una psicoterapia mentre, le tecniche specifiche, spiegano soltanto il 15% del successo.
Queste variabili relazionali sono: lo stile razionale e le caratteristiche personologiche del terapeuta, l’empatia, il calore e la congruenza espressi nella relazione e l’alleanza terapeutica. L’azione sinergica di queste variabili accresce molto le probabilità di un esito positivo della terapia.
Il successo della terapia viene attribuito dai pazienti alle modalità relazionali del terapeuta che vengono descritte come calorose, attente, disinteressate, comprensive e rispettose.
Revisionando più di 2000 studi dal 1950 al 1994 Orlinsky et al. (1994) hanno identificato una serie di variabili relazionali efficaci capaci di orientare positivamente il trattamento psicoterapico. Le variabili significative risultano essere: la credibilitàdel terapeuta, l’abilità, la comprensione empatica, l’accettazione incondizionata del paziente, la capacità di focalizzare l’attenzione del paziente sull’esperienza affettiva e la congruenza del terapeuta. Ciò che emerge da queste ricerche è che nelle terapie che hanno un esito positivo, il paziente si sente compreso, accettato e apprezzato in un modo che è significativo per lui in quel momento.

Link all'articolo completo: Gli ingredienti di una psicoterapia efficace e la forza dei modelli umanistici integrati - Articoli di psicoterapia

Secondo la visione rogersiana della terapia, i fattori citati sono necessari e sufficienti a provocare il cambiamento nel cliente.
Ma io mi sono chiesta: se sono veramente sufficienti, perchè la maggior parte degli altri orientamenti teorici utilizza tecniche specifiche? Perchè gli altri hanno quel "qualcosa in più" che, forse, potrebbe fare la differenza? E soprattutto, visto che gli studi sembrano non confermare pienamente ciò, questa differenza la fanno davvero?

Ho davvero tanti tanti dubbi su questo aspetto teorico fondamentale per il tipo di scuola intrapresa. E forse è meglio che lo dissolva il prima possibile, anche per essere sicura di aver fatto la scelta giusta per me stessa.