Citazione Originalmente inviato da luigi '84 Visualizza messaggio
Sono d'accordo. Ma se il problema fosse la psicologia accademica? Spesso si assiste ad arroccamenti che non fanno che impoverire il sapere psicologico, ci si vede trincerati su posizioni ''esclusive'' che non fanno che togliere alla ricchezza della materia psicologica. I corsi di laurea sono organizzati male a mio parere, si tende alla perequazione, a infarinature blande...Il fatto che il mercato sia ormai saturo è un indice importante su cui riflettere. I corsi dovrebbero essere più complessi, organizzati per attingere ad un sapere che è troppo vasto per una triennale ed una specialistica: lo psicologo deve avere il coraggio di riconsiderarsi il detentore di un sapere sempre al limite, vastissimo, complesso, le cui implicazioni sono da rintracciarsi nell'intera storia della nostra cultura. Se il nostro lavoro viene depauperato è perchè altri si accorgono di alcuni palesi limiti che andrebbero già affrontati in ambito accademico: per quanto riguarda la clinica, exempli gratia, serve più antropologia, più filosofia, più psichiatria...serve studiare le grandi opere di un passato spesso troppo facilmente obliato, serve creare una coscienza ''clinica'' che affondi solide radici nel passato e sia tesa al futuro: basta con esami scimmiottature!...chi si occupa di clinica psicologica deve ''vivere'' con coscienza e passione necessaria questo percorso e non sperare in facili esiti che rasentano più una cultura da crocerossismo che la realtà ''perturbante'' (concedetemi la passione freudiana...) a cui necesseriamente si deve essere esposti. Vorrei vedere allora se ad uno psicologo di tal fatta verrebbe rubata anche un unghia di un sapere che, sviluppatosi in tale maniera, farebbe gola (e paura...) a chiunque intendesse appropriarsene, psichiatri e santoni compresi. Certo, nella pratica questo si tradurrebbe in azioni complesse volte a riformare radicalmente lo statuto universitario: forse si aumenterebbero gli anni di studio, forse molti studenti sarebbero scoraggiati da programmi fin troppo complessi...ma una identità forte si costruisce con il sacrificio e la dedizione incondizionata alla propria ''via'' e non livellandosi su criteri che, oggi, sono sotto lo sguardo supponente di una gran parte di professionalità e utenze disorientate.

Saluti,
Luigi
Io sono d'accordissimo con te.
Sono laureta in scienze dell'educazione e spessissimo mi accorgo della differenza che vi è con la formazione accademica degli psicologi.
Non me ne vogliano ma spesso sono chiusi nel loro mondo.
Trovo assurdo che ignorino le basi fondamentali della filosofia e quindi dei padri fondatori di quella che poi è diventata la psicologia, dell'antropologia, della sociologia e della pedagogia. Non si può costruire una scienza e ignorare i presupposti di questa scienza.
Non si possono ignorare le scienze dell'educazione in generale perchè tutte contribuiscono alla formazione e allo sviluppo educativo, psicologico e sociale dell'uomo.
Non si può passare per il pensiero psicologico senza essere prima entrati in quello filosofico, non si può pensare che tutto sia di pertinenza esclusiva della psicologia senza considerare le molteplici implicazioni e gli sconfinamenti negli altri campi.
Un minimo di umiltà...
Io auspico una riforma del sistema universitario, un unico corso per la triennale e magari poi una specializzazione nel settore specifico ma x carità..smettetela di guardare tutti dalla vostra posizione e di dire che solo voi potete fare quello o questo e ammetete invece che qualcosa vi è "sfuggito"!!!