
Originalmente inviato da
federico81
non ho letto il caso in questione, ma da altri che ho avuto modo di vedere, mi pare di capire che sono tutti così, cioè con informazioni incomplete. Non avremo mai la descrizione perfetta dei sintomi come riportato dal DSM (d'altronde, se ci pensi, anche nella realtà raramente si presentano categorie nosografiche "pure"). La nostra capacità sarà proprio quella di prendere in considerazione le varie ipotesi diagnostiche possibili: cioè, nel tuo caso, puoi dire che hai come ipotesi i due disturbi d'ansia, e che però mancano "elementi da approfondire" (voce che spesso ha fatto parte proprio delle richieste della traccia); puoi dire che ti serviranno altri due o tre colloqui prima di effettuare un ipotesi d'intervento, o che sarà necessaria la consulenza di uno psichiatra, o che vorrai somministrare, per essere sicuro, un test, tipo MMPI o che so io.
Insomma, quello che mi pare di capire è che non dobbiamo azzeccare la diagnosi perfetta, ma muoverci da equilibristi in una molteplicità di dati incompleti. Dai un'occhiata "GUIDA ALL'ESAME DI STATO PER PSICOLOGI - PROVA PRATICA" di Dettinger, d'ippolito ed al., edizioni kappa. Qui ci sono esempi di discussione di casi clinici in passato presentati alla II prova, e possono chiarirti molte cose.