• Opsonline.it
  • Facebook
  • twitter
  • youtube
  • linkedin
Visualizzazione risultati 1 fino 15 di 189

Threaded View

  1. #10
    Postatore Epico L'avatar di RosadiMaggio
    Data registrazione
    10-02-2006
    Residenza
    Tra le Alpi e gli Appennini
    Messaggi
    11,960

    Riferimento: C'ERA UNA VOLTA UN PEZZO DI LEGNO ... (sull'auto-determinazione)

    Citazione Originalmente inviato da neuromancer Visualizza messaggio
    Il fatto che parti dalla frase consapevolezza profonda e la spieghi con presenza a se stessi, non è che hai aggiunto molto. Mi ricorda un po' il termine tautologia . Non è facile intravvedere la tua rivoluzione copernicana.i

    Ma tornando al soggetto che si osserva in quanto tale, questa è una frase incredibilmente strana! é chiaro che ogni azione e movimento parte da un essere da sè piuttosto che da una palla di biliardo, ma cosa hai aggiunto in più? quale è la differenza con la palla da biliardo? Che ci siamo scordati che la complessità emergente di un io che riflette su se stesso è possibile grazie ad una specie specifica capacità sociale, relazionale. La coscienza, continuando su questo filone, è tra noi, non nel tuo soggetto.

    Per dare una risposta a RosaDM, che chiede cosa succede a proposito di questa autodeterminazione (sic!) se un bambino non trova nessuna risposta dal suo ambiente, bisogna che specifichi meglio la tua richiesta. Vuoi dire: se è abbandonato per strada e lo prendono in carico i servizi sociali? vuoi parlare della deprivazione delle cure materne? oppure di un bambino che riceve maltrattamenti o abusi da uno dei due genitori o da entrambi? ci sono innnumerevoli casi e sono tutti drammaticamente interessanti.Voglio aggiungere una cosa, il bambino non si adatta all'ambiente, lo adatta, interattivamente.

    ciaz.
    Ciao neuromancer, si mi riferisco a tutti i casi che hai citato - oltre all' abbandono a sé intrafamiliare - a cui aggiungo una, tra quelle possibili, specificazione: se un bambino cerca più volte di iniziare un'interazione visiva - che é fondamentale per il neonato - con la madre ma non trova rispondenza in lei oppure viene guardato con occhi "vuoti", "fissi" , non accoglienti (e capita drammaticamente ), occhi che "non lo guardano", (limitandosi all'interazione oculare ) questo cosa eco- determinerà nelle possibilità di autodeterminazione del bambino stesso - che avrà anche aree di vulnerabilità e di forza personali- e del suo evolversi? (Gli studi delle osservazioni madre-bambino di Selma Fraiberg sono molto interessanti su questi casi -non trattano di pensiero magico ma di drammi interattivi - senza nulla togliere a quelli pioneristico di Daniel Stern- Sè nucleare - dell' Infant R. ecc, ma volevo provare ad introdurre l'altro aspetto, qui non considerato come possibilità, quasi a forzare forse, una "coerenza" interna del discorso ). Quindi, considerando che anche in questi casi e non solo in quelli più fortunati o meno sfortunati, c'é un'interazione continua individuo-ambiente, di cosa dovremmo e/o potremmo parlare in realtà? Di consentire uno svincolo, di acquisizione di indipendenza -dai limiti che l'individuo si "autoimpone come residui della sua storia" - ed autodeterminazione nel presente? Non capisco però dove sia la rivoluzione, neppure nel pensiero di Tronik - nè di altri che lo citano in alcuni lavori - in cui ho ritrovato sedimentato e molto "presente" il pensiero di autori precedenti

    Ps: forse quello che sembrerebbe un bisogno di rendere coerente il discorso con i risultati di determinate ricerche - importantissime, tra l'altro - potrebbe dipendere da una necessità interna al discorso riferito alla clinica nel "qui ed ora" .
    Ultima modifica di RosadiMaggio : 19-11-2009 alle ore 13.20.30
    Gaia

    Tessera n° 15 Club del Giallo

    Guardiana Radar del Gruppo insieme a Chiocciolina4

Privacy Policy