Mah, Megiston. Che ti devo dire? Sei un po' permaloso, come tutti noi a nostro modo.
Ma col cavolo che vengo a dirti cosa devi o non devi fare (Gieko mi staccherebbe le orecchie, e non voglio rischiare ).

Io, per ora seguo e cerco di capire. Ho le mie idee, sulla questione, ma non sono ancora abbastanza definite da essere scritte. Sono confuse. Ti posso dire che sulla questione del passato/presente sono interessato alla tua posizione, ma anche perplesso.

Mi pare che assegni un'importanza eccessiva (a mio modo di vedere) alla volontà. Sarà che la mia formazione ha le sue radici in una prospettiva teorica che chiede di rinunciare alla volontà, non di utilizzarla. In fondo, la bioenergetica viene dall'analisi del carattere e dalla vegetoterapia reichiane. E in quelle forme di psicoterapia l'accento non viene posto su cosa il paziente "voglia" fare, ma su quel che fa senza volerlo fare.

D'altro canto, capisco bene che lo scegliere di focalizzarsi sul presente può essere utile. Sia in termini di restituzione alla persona che viene a chiedere aiuto della sua parte di responsabilità, sia come "finestra di osservazione". Probabilmente, concentrare l'attenzione sulla relazione e non sul transfert consente di osservare fenomeni che altrimenti è più difficile, o impossibile, osservare. Un criterio pragmatico.

Quel che mi riesce difficile da comprendere è il posto che assegni alla storicità delle persone, al "prepersonale", alla matrice gruppale originaria entro la quale ogni individuo nasce e prende forma. Non credo che la neghi (non mi è parso), ma non capisco come ne tieni conto.

Forse, la difficoltà mia di comprendere è anche legata al fatto che, dato che non si possono semplicemente buttare a mare dei termini che hanno una storia, si finisce sempre per utilizzare le stesse parole ma per veicolare significati differenti. Inevitabile, ma credo tu riesca a fare uno sforzo e a farmi capire meglio come vedi questa questione del transfert o utilizzando termini nuovi quando ti pare adeguato, o spiegando il significato che assegni ai termini vecchi.

Buona vita
Guglielmo