Molto probabilmente per te è così e questo mi pare assodato, tuttavia non implica che sia così propriamente per tutti, e lo dico in virtù del fatto che non tutti siamo circondati da cretini qualsiasi. Non nego che in questo percepisco, personalmente, anche una punta di presunzione; gli analisti sono colti e interessanti e tutti gli altri sono cretini: è una visione particolarmente ristretta della realtà. Se poi si volesse scendere nel dettaglio, aggiungerei che non tutti gli analisti sono, per così dire: speciali. Io credo, ancora una volta - e questo forse è riconducibile alle famose fette di salame di cui parlava Megiston - che siano gli occhi del paziente a rendere speciale l'analista. Le motivazioni per cui si va in analisi variano molto, da paziente a paziente. Forse, ad essere rilevante, nel tuo caso, è il vero significato di certe parole (come credo lasciasse intendere Rosa), il quale - dal mio punto di vista - esprime un disagio che nasce dalla chiacchiera e che nella chiacchiera muore: ossia, non essendo soddisfatta del mondo circostante cerchi quella soddisfazione altrove: nell'analisi dunque. Anche quel "finalmente si parla di noi", del resto... racconterebbe tutta una storia [la tua].
Dunque non è riduttivo che le tue motivazioni siano di una certa natura tuttavia,
lo è molto definire - se pur indirettamente - tutti gli altri cretini.








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