Citazione Originalmente inviato da ikaro78
Ma "spesso" quando?? Quanti psicoanalisti hai incontrato, scusa?
Avevo aggiunto al commento anche come mi ero fatto questa idea: ho osservato come molti di voi si esprimono in questo forum.

Citazione Originalmente inviato da lalangue
(a) La terapia cognitivo-comportamentale offre (probabilmente) delle letture in tal senso.
Solo... delle due, l'una: o cerchi delle risposte (b), e allora hai bisogno di qualcuno che ti insegni come si vive in alcune situazioni (e questo lo può fare un educatore, un filosofo, una religione, un amico...), oppure stai cercando di conoscere meglio il perché della tua sofferenza e, con una certa (ulteriore) fatica, un buon analista potrebbe togliere qualche sbarramento su nuove strade da percorrere.
Porre un problema non significa chiedere all'altro di insegnarci a vivere, insegnare a vivere qualcuno finisce sempre con l'influire sui valori e desideri della persona, e certe parti di questo nucleo spesso non le si vuol toccare. Un problema invece potrebbe consistere in: "Come faccio ad appagare questo mio desiderio ed ottenere questo e quest'altro utilizzando queste risorse?".
Queste domande spesso vengono evase dalla terapia. Nell'esempio precedente della relazione tra quell'uomo e quella donna che hai riportato, da come ti sei espresso, già hai giudicato negativamente la "mollezza" di quell'uomo, ma supponiamo che per quell'uomo la sua mollezza sia uno dei vincoli del problema che porta in terapia, in questo caso vi trovate in disaccordo su qualcosa di basilare, per te va cambiata ed hai a che fare con una sua resistenza, per lui no e sta chiedendo come soddisfare certi suoi bisogni non intaccando la "mollezza".
Il perché della sofferenza per me consiste in certi problemi da risolvere (i problemi hanno vincoli) rispetto ai quali non dispongo di soluzioni soddisfacenti, perciò nessuna delle vie finisce col risultare utile davvero.

Saluti