Citazione Originalmente inviato da ikaro78 Visualizza messaggio
In ogni caso, 'i tempi tradizionali' e la 'standardizzazione' da chi sono state stabilite? Freud dava "Consigli" agli psicoanalisti fino a prova contraria e non stabiliva un setting uguale per tutti. Quindi non puoi dare per scontato che la cura secondo gli standard, stabiliti ai tempi della fondazione dell'Istituto di Berlino, primi anni '20, siano dettate da esigenze cliniche ed etiche, perchè lì si giocava ben altra partita. Ti invito pertanto allo studio della storia della psicoanalisi

Ma qual è il disagio che subiva il paziente, io ancora non l'ho capito. Si tratta, rispetto al taglio della seduta, di sospendere la stessa su un certo punto e non su un altro, scandito da una logica che non è quella del cronometro ma, almeno secondo Lacan, dell'emergenza dell'inconscio. Se un paziente subiva un disagio, si presuppone sopportabile, significa che effettivamente il taglio ha fatto una certa presa
Anch'io rimanevo un pò perplesso, tempo fa, sul ''taglio lacaniano''; ma ora vedo la faccenda da tutt'altro punto di vista. Non posso non sottoscrivere le critiche di ikaro all'ortodossia della 'durata' sia perchè sono convinto che la storia della psicoanalisi abbia sfiorato talvolta il ridicolo con prese di posizione dogmatiche e sia perchè, approfondendo la psicologia analitica, trovo sempre più riscontri di questo atteggiamento 'insofferente' nei confronti di ''una'' tecnica laddove Jung stesso (e molto tempo fa) cercava di mostrare a quei legni duri del ''comitato segreto'' (nulla di più paranoico) come la creatività dell'analista non fosse altro che una declinazione etica dettata dall'irriducibilità di quel 'frammento clinico', come dice ikaro, che fa dell'inconscio del paziente l'unico parametro essenziale per il 'rispetto' della sua alterità. Mi vengono in mente le parole di un paziente di Carotenuto (che anche se definito 'junghiano' ebbe una formazione sia junghiana che freudiana):

''Le mie prime sedute duravano circa cinquanta minuti, ma più andavo avanti con la terapia e più i minuti variavano; alcuni analisti giustificano il tempo più o meno lungo della seduta come una “tecnica” per frustrare o gratificare il paziente. Carotenuto non era tra questi e con molta sincerità affermava: “…bisognerebbe riconoscere lealmente che, in realtà, il tempo delimitato è utile solo all’analista per l’organizzazione della sua attività e non ha niente a che vedere con le esigenze dell'analisi.''

Saluti,
Luigi