Tra le vittime quattro donne e due bambini
Afghanistan, attacco aereo della Nato Colpito un convoglio di civili: 33 morti
Il comando ha confermato di aver sparato contro tre minibus sospettati di appartenere ai ribelli
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Il comando ha confermato di aver sparato contro tre minibus sospettati di appartenere ai ribelli
KABUL - Un totale di 33 civili afghani, incluse quattro donne e due bambini, sono rimasti uccisi in un raid della Nato nella provincia di Dai Kundi, nel sud del Paese, secondo quanto denuncia il governatore, Sultan Ali Uruzgani, citato dall'Agenzia di stampa tedesca «Dpa». Il governo afghano ha duramente condannato l'attacco aereo. Per Kabul, incidenti di questo tipo sono «ingiustificabili».
IL RAID - Le vittime erano in viaggio a bordo di tre minibus, su cui si trovavano 42 persone, verso Kandahar. In un comunicato, la Nato spiega che obiettivo del raid era un gruppo di «presunti insorti e che l'attacco ha provocato «alcuni morti e feriti». I militari che si sono recati sulla scena dopo il raid si sono trovati di fronte a donne e bambini e hanno trasportato i feriti in strutture ospedaliere, precisa la nota della coalizione internazionale in cui si anticipa l'avvio di una inchiesta. «Siamo estremamente colpiti dalla tragica perdita di vite innocenti. Siamo qui per proteggere gli afghani e uccidere o ferire civili mette a rischio la loro fiducia nella nostra missione. Raddoppieremo i nostri sforzi per riguadagnare questa fiducia», ha dichiarato il comandante delle forze Nato e Usa a Kabul, il generale Stanley McChrystal, presentando al Presidente afghano, Hamid Karzai, le sue scuse per quanto avvenuto domenica.
Redazione online
22 febbraio 2010