Citazione Originalmente inviato da neuromancer Visualizza messaggio
Bisogna capire cosa intendi per evoluzione a proposito della relazione tra madre e figlio (e il padre?... sparito?). In una sindrome neuropsicologica si parte con premesse che non permettono un approccio di tipo psicologico/terapeutico.

Non mi sognerei mai di lavorare nella relazione genitori - figlio autistico per consentire una evoluzione dei "disturbi psichici". Non si può parlare di disturbo psichico nell'autismo come è ammissibile nella clinica psicopatologica. A meno che premesse dogmatiche di certi apparati dottrinari avanzino proposte inverosimili...
E non si vieta affatto di proporre nuovi scenari per questo complesso quadro neuropsicologico (anche perchè il divieto solleciterebbe una valanga di contromosse).

Insomma il contributo dei vari gruppi di ricerca nel campo sono sempre i benvenuti, soltanto che non si può omettere che ci sono certi vincoli ahimè che non possono essere sconosciuti o elusi quando si fanno certe affermazioni.
E' come dire, la mia epistemologia mi permette di poter speculare su ogni quadro neuropsicologico a prescindere dalla impraticabilità evolutiva e neuropsichica del paziente.

Anche il fatto che non vi sia assoluta certezza sulla eziogenesi mi sembra sia un falso problema, dal momento che diventa enormemente più interessante il come si sviluppa (e qui invece abbimo molti studi e risultati attendibili), quali processi (procedurali) sono limitati e quali possibilità e sfide pone una tale presa d'atto.

Ho letto la tua citazione, e rimango perplesso pur non conoscendo il metodo DIR-FLOORTIME di Stanley Greenspan. Fa una distinzione fra relazione terapeutica e interazione di tipo comportamentistica per approdare ad un concetto di relazione di tipo interattivo emotivo affettivo tra madre e figlio per risolversi in un miglioramento del cervello. Ora chiedo scusa se sono semplicistico, ma le mie perplessità non sono così immotivate quando ancora una volta viene trascurata un aspetto essenziale dell'autistico di Kanner: l'incredibile deficit delle conoscenze sociali, l'isolamento sociale, il limite del linguaggio soprattutto nel suo aspetto connotativo, ampiamente ricollocabile da numerose ricerche nella compromissione del modulo neuropsicologico operante nelle capacità di mentalizzazione (conoscenza procedurale, non processo cosciente).

Ecco, io pongo le mie perplessità, ma in fondo quando si tratta di gestire tali complessi, seri e gravissimi casi, ogni contributo in fondo farà la sua parte, sperando che l'ortodossia o certi dogmatismi non finiscano per legittimare interventi professionali irresponsabili.


ciaz.


l'incredibile deficit delle conoscenze sociali, l'isolamento sociale, il limite del linguaggio
Queste cose sono migliorabili (altrimenti l'Aba non avrebbe senso) ma non con interventi simil psicoterapeutici...e comunque io dopo anni di lavoro l'autismo prima con Teacch poi con Aba rimango del mio parere...certi fattori sono in parte modificabili altri no e il Q.I. è tra quelli ed è anche il fattore che più influisce nel percorso educativo e riabilitativo.