Una criterio abbastanza utile per deifinire una malattia mentale è quello di sofferenza: la sofferenza che il soggetto prova in risposta ad un insieme di sue proprietà psicologiche è condizione sufficiente (e forse anche necessaria) per definire come malattia mentale quell'insieme. Poi, ci sarebbe il problema di evitare di classificare come malattie un numero sproporzionato di insiemi di proprietà psicologiche. Possiamo immaginare che per qualcuno sia causa di sofferenza il proprio essere gentile, e in tal caso sarebbe strano considerare la sua gentilezza una malattia. A meno che essa non risulti incongruente, ossia sproporzionata, fuori luogo, ossessiva. In questi ultimi casi saremmo portati a vederci una patologia, dentro. Ma non sarebbe più la gentilezza ad essere patologica, bensì l'ossessività, l'incongruenza, ecc.. Come mai è strana l'applicazione dell'etichetta di malattia nel caso della gentilezza e non lo è invece nel caso dell'ossessività, ad esempio? Probabilmente perché non cogliamo il nesso tra la gentilezza e la sofferenza. In questo caso allora potremmo dire che siamo ancora di fronte ad una malattia, o ad un qualcosa che merita una cura, nel senso che sarebbe la sofferenza ad essere incongruente con la sua causa, ossia la gentilezza. Quindi la malattia sarebbe questa incongruenza e la cura consisterebbe nel cambiare questa relazione causale incongruente. Sarebbe una psicoterapia, magari un processo educativo volto ad eliminare o attenuare un disagio psichico.
La critica secondo la quale la definizione di malattia richiederebbe la definizione di funzionamento corretto, la quale ultima definizione sarebbe carica di "teorie" sociali, ecc.. non mi sembra applicabile nel caso in cui la malattia venga definita in base al criterio della sofferenza. Che la sofferenza abbia origine da una condizione mentale "non corretta" è una questione irrilevante.

Citazione Originalmente inviato da Char_Lie Visualizza messaggio
Se non è identificabile una malattia per il soggetto, non c'è niente da curare in tal senso, il disagio è insito nella vita e l'esistenza stesse delle persone, non è mica un disagio causato chiaramente da una malattia sottostante identificabile.
Che il disagio sia insito nell'estitenza è un fatto. Ma ciò non implica che il disagio non debba essere curato. Quando ho mal di testa, mi curo con un analgesico. Quando ho un disagio psichico mi curo con una psicoterapia... o con un farmaco