Alur, cari futuri colleghi, dilemma.
Prefazione: la mia idea è diventare psicologa specializzata in counseling e (più in là, con ancora un piccolo punto interrogativo) in disturbi dell’apprendimento e (forse, ancora più in forse) in disturbi dell’alimentazione. Più che parlare di terapie, il mio indirizzo vorrà essere quindi quello di sostegno psicologico e riabilitazione/rieducazione (almeno ora è questo il mio punto di vista).
Ora il mio dilemma è il seguente (si, magari è un dilemma precoce, ma l’organizzazione anticipata è per me fondamentale):
nel corso della laurea in psicologia (mia intenzione è iscrivermi all’Ordine nella Sez. A) mi piaceva intraprendere anche una strada più esperenziale per una formazione più solida che teorica. E qui veniamo al dunque.
Scuola/corso di specializzazione in counseling biennale (indirizzata esclusivamente a psicologi o psicologi in formazione) o master/corso triennale in gestalt counseling integrato (aperto però un po’ a tutti)?

Tanto per darvi una panoramica più precisa pensavo a:
. per le biennali alla Scuola di Counseling per Psicologi di Roma o ad un corso di Couseling psicologico di San Biagio d’Osimo (ASPIC);
. per le triennali al corso triennale di couselling, sempre in San Biagio d’Osimo (ASPIC), o al master in Gestalt Couseling Integrato di Castelfidardo (SIPGI).
Ovvio, sempre che lo facciano anche per gli anni accademici avvenire e/o entranti.

Ora, le prime differenze che mi vengono tra i due percorsi è che:
. nel percorso biennale troverò una scuola che tratta argomenti nuovi (per entrambe) e svolti a 360° sul lavoro di psicologo ma nulla in merito ad una specializzazione vera e propria, comunque flessibile, pratico e dinamico o, in alternativa, un corso focalizzato sul couseling, ma nulla su un discorso a 360° (quest’ultimo cosa ovviamente anche un po’ meno, ma è più vicino e potrebbe essere una buona opportunità di aggancio professionale) - di contro mi troverei ad intraprendere tale percorso di studi associato con laboratori obbligatori, tirocinio finale e/o l’esame di stato che, a braccio, non mi sembra essere una passeggiata (ma organizzandosi ed incastrando un po’ le cose si potrebbe riuscire nell’impresa),
. nel percorso triennale avrò un approfondimento sul counseling con approccio Gestalt (che trovo, oltre che affascinante, un vestito che mi calza proprio a pennello) con, forse però, il rischio di ritrovarmi a studiare doppio (ovvero ritrovarmi argomenti già affrontati o che affronterò in fase di laurea) - pro o contro (ancora non mi è chiaro), tale percorso si ritroverebbe agganciato ad un percorso universitario ancora non particolarmente agitato e, probabilmente, più gestibile. Sono entrambi per me più pratici, soprattutto da un punto di vista locativo. Inoltre le vedo come oppurtunità nel collaborare e/o comunque ottenere una concreta rete professionale e di sviluppo.

Bon, detto il succo. Ora, previo comunque colloquio con le scuole che in un futuro prossimo effettuerò senz’altro:
. Altre differenze e/o ho detto qualche baggianata?
. Qualcuno di voi ha percorso una di queste strade? Come si è trovato? Cosa mi consigliate scegliere in base a quello che mi sono prefissata?