salve a tutti
sono iscritto al secondo anno della scuola di psicoterapia cognitiva e ho maturato in questo periodo di formazione una sensazione che vorrei cercare di condividere con voi.
sono contento della scuola e ancora più dell'orientamento, sono convinto che gli psicologi sono per primo degli esseri umani ed è importante che trovino negli strumenti di lavoro e nelle basi epistemologiche alcuni presupposti che sentono vicini a livello umano e che non devono snaturare proprie qualità per andare incontro a presupposti teorici ritenuti superefficaci, il paziente se ne accorgerebbe e noi perderemmo alcune nostre peculiarità che fondamentalmente ci hanno fatto prendere questa strada nella vita.
ritenendo quindi l'orientamento cognitivista come il più vicino a me e quello che può darmi la possibilità di avvicinarmi alla sofferenza del paziente con maggior possibilità di scambi di crescita personale ho notato come la tecnica sia stata spesso messa in cima a tutto e tutti. da quando ho iniziato ci hanno insegnato i famosi abc, i presupposti teorici del cognitivismo clinico con quell'approccio scopistico che ritengo estremamente affascinante nell'analisi di "come funziona quella persona" o ancora meglio nell'arduo compito di provare ad infilarsi quelli occhiali che ognuno di noi mette e attraverso cui vede il mondo lo percepisce li da dei significati e si rappresenta i propri scopi che cercherà con diversi livelli di aspettative di raggiungere.
in più ci stanno insegnando quei protocolli di intervento riconosciuti a livello scientifico come estremamente efficaci nella cura dei disturbi che maggiormente provocano sofferenza nel paziente, quelli egodistonici.
bè io quando ho iniziato ad ascoltare questi modelli chiusi, in cui ad un passaggio è già segnalato (la sto estremizzando) quello successivo fino al famoso follow up..tutto...bè io ho provato ansia! ansia perchè io non avevo mai visto un paziente e se da una parte quelle tecniche mi davano sicurezza, una base sicura da cui poter esplorare le sofferenze del paziente, pensavo a cosa sarebbe successo se non fossi riuscito a infilare dentro, a forza di tirarlo a calci dentro il modello ma volte si potrà lamentare pensavo, a quel che era fuori dal modello..che c'era???
le prime volte mi è successo subito di trovarmi in quella zona non marcata da nessun modello ed io con la mia ansia di stare in un posto che non conoscevo ed il paziente con la sua..ma lui era dall'altra parte!
bè mi sono accorto, ma c'ho messo un pò che queste tecniche, questi abc li ho rivalutati perchè credo e anzi sono sicuro che prima di tutto debba esserci un lavoro costante e paziente sulla relazione, sull'empatia...e quellla a me non l'hanno insegnato a scuola..non c'è un modello sulla relazione, e per fortuna direi perchè penso sia la parte più affascinante di questo lavoro...un pò perchè anche il paziente ti percepisce come una persona e quindi casca quell'ideale di supereroe che può aumentare l'aspettativa e a volte la percezione di sè come debole o inadeguato al mondo.
intendiamoci le tecniche sono fondamentali e strumenti quali gli abc sono una manna per uno psicologo ma penso semplicemente che è forse utile aiutare lo studente che si affaccia in questo mondo, ma si chiamiamolo ancora studente, a lavorare prima di tutto sulla relazione come strumento di accesso alla sofferenza del paziente!
bò non so se mi sono spiegato ma ho scritto di getto una cosa che avevo dentro da un pò!!
saluti
lu
vincent non mi uccidere![]()







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