Devo esprimere il mio parere da psicologo amareggiato, purtroppo: le neuroscienze stanno facendo passi da gigante, basti osservare gli sviluppi delle discipline neurologiche e neuropsichiatriche. Lo psicologo non ha il diritto di esercitare una farmacoterapia su di un paziente, e ben venga, poiché la psicoterapia è l'unica in grado di permettere all'individuo di liberarsi di angoscie e far emergere i lati più nascosti della sua persona.
Temo però che questa tendenza all'approccio medico sia molto meno valida rispetto a quella di un approccio puramente psicologico e psicoterapeutico. Non trovo giusto che un paziente debba sorbirsi dei calmanti per poi andare in giro dormendo in piedi. Se qualcuno la pensa come me, esprima le sue opinioni.







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