Il nostro ordinamento colloca il TA fra le attività psicologiche di tipo sanitario. Ciò ha ricadute ad esempio sulle modalità di pubblicità che lo psicologo può o deve adottare per pubblicizzarlo.

Come per molte tecniche d'intervento, gli effetti ottenuti dipendono in gran parte da come lo si usa. Da questo punto di vista il TA può benissimo fare parte integrante di una terapia. Molti di voi sapranno, però, che esso viene anche insegnato nei corsi di discipline sportive tenuti da non psicologi (laureati in scienze motorie, laureati ISEF v.o. ecc.). È terapia quella? Certamente no. Inoltre, può un non psicologo, non esperto in tecniche di comunicazione suggestiva trasmettere la stessa efficacia di uno che abbia questi requisiti? Dipende.

Il TA è una forma di autosuggestione che viene appresa per via eterosuggestiva. Quindi si sbaglia chi diceva che il TA non è ipnosi. Certo, chiunque può tenere una lezione ripetendo tante volte formule come "braccia e gambe pesanti", senza sapere esattamente ciò che sta facendo, ma bisogna poi vedere che effetto ottiene.

Per beneficiare davvero degli effetti promessi, poi, è anche inutile leggersi un libro e provare a fare da soli. Non che sia granché pericoloso (anche questo dipende dai soggetti, ma in genere non lo è), solo che è poco efficace.

Come chiunque di voi sia iscritto al primo anno di una scuola di psicoterapia saprà, nessuna tecnica è veramente efficace se non è comunicata in modo appropriato. D'altra parte anche una barzelletta insulsa, se raccontata dalla persona giusta, fa ridere a crepapelle.

GS