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Discussione: Farsi analizzare

  1. #106
    Partecipante L'avatar di chicca_girasole
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    11-09-2006
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    scusate probabilmente mi sono espressa male!
    tanto per cominciare ho specificato che io avevo un problema grave da risolvere (e piano piano ne sto uscendo) ed è per questo che ho dedicato praticamente un anno della mia vita a questa cosa!
    cmq la professione è riconosciuta, c'è un attestato o diploma non so quale sia il termine esatto.. rilasciato dalla società di micropsicanalisi. quando ho spiegato il procedimento non intendevo dire che è tutta una faccenda teorica, ma semplicemente che non si tratta di una specializzazione dove l'analisi personale è "consigliata" ma che fa parte ed è anzi il primo passo fondamentale per intraprendere quella professione. senza quella non si fa niente in poche parole!
    come vi ho già detto non posso definirmi ancora nè studentessa, nè psicologa! vi parlo nei panni di analizzata, che ovviamente non sa ancora bene tutti i dettagli!
    Chicca

  2. #107
    Partecipante L'avatar di chicca_girasole
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    11-09-2006
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    volevo ringraziare gieko per aver tenuto conto del fatto che (come avevo specificato nel primo post) non sono certo esperta, posso esprimermi con i termini sbagliati, non spiegarmi bene.. e in ogni caso non ho ancora l'esperienza o le conoscenze necessarie per poter valutare i vari tipi di analisi e confrontarla con quella che sto affrontando io!

    e sempre x gieko: sono curiosa, potresti spiegarmi cosa intendi dicendo che la micropsicoanalisi "mi sembra radicata nella teoria pulsionale all'ennesima potenza"?
    mi farebbe piacere se mi aiutassi a capire il tuo punto di vista! può essermi decisamente utile! grazie in anticipo
    Chicca

  3. #108
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Provo a spiegarmi, consapevole del fatto che entriamo in un discorso teorico notevolmente complesso.

    La teoria freudiana originaria è costruita attorno al concetto di pulsione (nella fattispecie di Libido cui si aggiunge e contrappone, con Al di là del principio di piacere, la pulsione di morte) ovvero di un elemento che sta, come Freud stesso dice "al confine tra il biologico e lo psichico" e va a costituire una sorta di "energia" che trova sede nell'inconscio e, quando non viene scaricata, genera la psicopatologia. Ecco perchè il metodo freudiano classico consisteva sostanzialmente nella trasformazione di questa energia inconscia e "selvaggia" in derivati delle pulsioni più accettabili socialmente o sublimati. Sempre per Freud, insomma, "dove era l'Es, sarà l'Io".
    All'interno di questo contesto teorico, dal punto di vista tecnico, era quindi necessario tentare di risalire alle origini della pulsione, e per questo fu sviluppato il concetto di regressione in analisi, come ritorno a fasi dello sviluppo psico-sessuale precoci all'interno del transfert.
    Non mi dilungo oltre, spero di essere stato almeno un minimo chiaro, ma il discorso è veramente ampio e non facilmente riassumibile.

    Comunque, quando ho detto che la micropsicoanalisi "mi sembra radicata nella teoria pulsionale all'ennesima potenza", intendevo riferirmi al fatto che, stando a quanto ho letto sul sito, in questo approccio vengono valorizzati particolarmente i momenti di regressione (vedi l'uso della seduta allungata, l'analisi minuziosissima di tutte le associazioni ai sogni, l'utilizzo dell'albero genealogico, delle foto, del diario...), in misura ancora maggiore all'approccio freudiano stesso e della stessa teoria pulsionale che viene citata come pilastro teorico.

    Diverse correnti della psicoanalisi hanno però criticato, a partire dagli anni 50, la teoria pulsionale freudiana, tanto da non riconoscervisi più al giorno d'oggi, avendo scelto teorie di fondo legate ad altri criteri, per lo più relazionali.

    Un saluto
    gieko

  4. #109
    Partecipante L'avatar di chicca_girasole
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    11-09-2006
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    grazie per la risposta, sei stato molto preciso!
    Chicca

  5. #110
    Partecipante Esperto L'avatar di TheGathering
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    27-04-2005
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    Mi scuso con chicca se si è sentita offesa o ferita. Sono convinta che un lavoro del genere dia i suoi frutti, nel senso che il lavoro sarà molto minuzioso e molto duro e se una persona ha un problema grave e ha le possibilità economiche è logico che fa di tutto per tirarsene fuori no?
    Quello che mi lascia basita è che facendo 2 calcoli, 100 € all'ora x 3 ore al giorno x 5 giorni alla settimana fanno la bellezza di....1500 € alla settimana...per 4 .....6000 euro al mese!!!
    Mi sembra una cifra spropositata x qualsiasi tipo di cura, tanto più che non è che si utilizzano macchinari costosi o chissà cos'altro..

    Quello che dico è: nel momento in cui si propone un'analisi del genere a un paziente, si dovrebbe anche pensare che si sta chiedendo un sacrificio enorme, in termini di tempo, vita, e soldi...perchè infierire? Perchè chiedere 100 euro all'ora addirittura?
    In coscienza io penso che farei quantomeno pagare il minimo o poco di più, tipo che ne so...120 € x una seduta di 3 ore...che diventano...x 5...600 € alla settimana. Ok non è cmq molto abbordabile ma mi sembra quantomeno una cifra onesta.
    Io sono sicura che chicca si sia trovata bene, probabilmente ha avuto la fortuna di avere qualcuno che le pagasse la terapia, ma per la maggior parte delle persone non è così.
    Secondo me la terapia ideale deve essere abbordabile per tutti, il mio è un discorso molto più generico e che abbraccia tematiche che vanno un po' oltre l'ortodossia teorica.
    Che fattibilità può avere una terapia che la maggior parte delle persone non può permettersi?

    Pensate che una persona "normale" in Italia prende, se le va bene, circa 1000 euro al mese.
    Metti anche che vive a casa coi suoi e vuole farsi una bella analisi e tira fuori sui 600-700 euro al mese solo di analisi. E' tanto, è moltissimo, rimane poco o nulla per "il resto", ma quantomeno lavorando onestamente si può riuscire con fatica a pagarsela.
    Io mi chiedo che futuro può avere una terapia che costa 3-6 mila euro al mese...
    Pensa se un poveretto si fa i debiti per pagarsela senza dire nulla al terapeuta...non voglio neanche pensarci.
    Sono d'accordo che certi disturbi necessitano di interventi profondi, da seguire con continuità e motivazione, ma sinceramente, così mi sembra veramente troppo.

    Chicca, è un parere personale eh, parlo da paziente ora, non da psicologa, non sto analizzando aspetti teorici della microanalisi, ma piuttosto sociali ed etici..

    In ogni caso ci dirai se su di te ha funzionato!
    In bocca al lupo! Spero che ti serva, veramente! Probabilmente se potessi permetterla proverei anch'io, sono curiosa...l'approccio sembra anche interessante...Certo non credo che avrei la costanza per fare tutte quelle sedute, ma sto parlando di un mio modo di vivere la terapia che non è da tutti e forse non è neanche il migliore possibile .
    Controlling my feelings for too long..
    They make me....
    make me scream your screams...
    (MUSE- "Showbiz")
    Just so you'll be scared of me
    behind my power
    I will hide all my fears..
    ("Locked away"- The gathering)

  6. #111
    Ruth di Lonsdale
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da chicca_girasole
    (...) cmq la professione è riconosciuta, c'è un attestato o diploma non so quale sia il termine esatto.. rilasciato dalla società di micropsicanalisi. (...)
    premesso che io non conosco questa forma di psicoterapia ti dico che non è detto che la professione sia riconosciuta per il fatto che il tuo terapeuta possiede un attestato o un diploma. comunque la cosa sembra interessante....quantomeno cara...ma interessante!

  7. #112
    ninfaverde
    Ospite non registrato
    Lavorare per vivere mi sta bene, ma quando ci sono di mezzo questi guadagni altissimi è più forte di me nutrire seri dubbi... La casta degli psicanalisti deve anche riuscire a conquistarsi la fiducia delle persone normali, non può continuare ad essere prerogativa dei pochi che hanno soldi.. Altrimenti la nostra professione continuerà solo a lasciare perplesse e sospettose anche le persone più bisognose di aiuto psicologico.. è questo che vogliamo?

  8. #113
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
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    La casta degli psicanalisti deve anche riuscire a conquistarsi la fiducia delle persone normali, non può continuare ad essere prerogativa dei pochi che hanno soldi..
    Infatti è così, già da diverso tempo, la psicoanalisi applicata alla terapeutica e non solo la si trova anche nel pubblico alla portata di tutti (SPDC, consultori, ambulatori, cooperative sociali, formazione, scuola, ecc...), ma questo da diverso tempo ormai, anche la letteratura parla di questo "psicoanalista sociale", certo bisogna studiare per conoscere tutto questo, se no si va avanti per luoghi comuni e immaginari collettivi, vero ninfaverde?!

  9. #114
    ninfaverde
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    Ikaro, sarò pure una perfetta ignorante, ma bastano quattro imbecilli di numero nel nostro campo per abbattere il lavoro di migliaia di bravi psicologi, almeno nell'immaginario collettivo.. perchè disprezzi tanto i rumori della gente? Sei talmente immerso nei meandri della psicanalisi da esserti dimenticato che fuori c'è una società sfiduciata e disincantata, che ha bisogno di essere tutelata dai farabutti sfornati dalla nostra facoltà? Soprattutto dai farabutti che credono di avere le verità in mano..ahii...che pessima figura ci facciamo tutti, anche grazie a quei pochi soggetti..
    E comunque ti è sfuggito che mi stavo riferendo alla psicanalisi particolarmente assidua e costosa citata dalla nostra amica di qualche post fa.. Certi psicanalisti sono esonerati dalle loro responsabilità? Quale dovrebbe essere la differenza tra uno psicanalisti sociale come dici tu (scusa se mi viene da ridere nel frattempo per questa parola, che non dovrebbe essere attribuita solo a chi lavora come dipendente) e lo psicanalista che prende da una paziente 1500 euro a settimana?
    Ultima modifica di ninfaverde : 11-09-2007 alle ore 16.24.43

  10. #115
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Sono in parte d'accordo col considerare certi onorari poco etici, ma questo non riguarda di certo i soli psicoanalisti, bensì esimi terapeuti di altro orientamento. Il problema è trasversale, dunque.

    Trovo vero quello che dice ikaro quando sottolinea come esista (almeno dagli anni 70, epoca di grandi ideali sociali) una psicoanalisi attenta alle fasce più deboli della popolazione.
    gieko

  11. #116
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
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    Ikaro, sarò pure una perfetta ignorante, ma bastano quattro imbecilli di numero nel nostro campo per abbattere il lavoro di migliaia di bravi psicologi, almeno nell'immaginario collettivo..
    Certo, ma questo non vale solo per la psicoanalisi, credo. Io, per esempio, ce l'ho a morte con gli psi d'accatto che vedo in tv (e sui mass media in generale), non con l'analista a cui si è rivolta la nostra collega, che potrà pur decidere come spendere i suoi soldi, o no?

    perchè disprezzi tanto i rumori della gente? Sei talmente immerso nei meandri della psicanalisi da esserti dimenticato che fuori c'è una società sfiduciata e disincantata, che ha bisogno di essere tutelata dai farabutti sfornati dalla nostra facoltà? Soprattutto dai farabutti che credono di avere le verità in mano..ahii...che pessima figura ci facciamo tutti, anche grazie a quei pochi soggetti..
    Ma cosa c'entra tutto questo con la psicoanalisi? Chi disprezza i rumori della gente, quali rumori poi? Forse la nostra facoltà sforna e forma psicoanalisti? Francamente, non mi risulta.

    E comunque ti è sfuggito che mi stavo riferendo alla psicanalisi particolarmente assidua e costosa citata dalla nostra amica di qualche post fa..
    La nostra amica, se crede in quel tipo di lavoro, fa bene a portarla avanti, con tutti i sacrifici del caso. Se vuole altro, il mercato offre di tutto di più.

    Certi psicanalisti sono esonerati dalle loro responsabilità? Quale dovrebbe essere la differenza tra uno psicanalisti sociale come dici tu (scusa se mi viene da ridere nel frattempo per questa parola, che non dovrebbe essere attribuita solo a chi lavora come dipendente) e lo psicanalista che prende da una paziente 1500 euro a settimana?
    Certo che no, ognuno faccia i conti con la propria etica e responsabilità, io intendevo dire solo due cose: che la psicoanalisi è fruibile anche nel pubblico, come psicoanalisi applicata, appunto; che la psicoanalisi nel privato - come analisi classica, per intenderci - è fruibile anche da chi non è ricco, anche se non da tutti, ma non solo per ragioni economiche.

    Saluti,
    ikaro

  12. #117
    ninfaverde
    Ospite non registrato
    Certo, la gente immorale è divisa tra tutti gli orientamenti, tra tutti i lavori e tra tutte le specie.. Ma lo psicologo, psicanalista, psicoterapeuta e chiunque esso sia, risulta più pericoloso quando ha idee poco pulite per la testa, rispetto ad altre categorie, che in fondo possono essere rappresentate da persone più torbide e senza scrupoli... Allora che inizino a pensare ad una legge che controlla gli scalzacani che scodinzolano indisturbati..Tipo chi fa 7 sedute a settimana di 3 ore ciascuna, chi cambia i pannoloni dei pazienti, chi usa i pendoli, chi usa l'arma della dipendenza per guadagnare con risultati che alla fine sono soltanto deleteri e via dicendo..
    Sorriderete e me lo auguro che lo facciate, perchè vuol dire che non avete visto lo schifo che c'è in giro e che soprattutto è ancora indisturbato, perchè basta essere ammanicati politicamente anche in questa categoria, per continuare a praticare ciò che si desidera, per il proprio egoismo e tornaconto personale.. Io non dico che non si possa fare ciò che si vuole.. In fondo anche chi chiama i cartomanti e sensitivi e si fa spillare 300000 euro professa la propria libertà di azione e pensiero..ma è questa la società in cui viviamo, senza controllo e regole?
    Per avere uno status chiaro e riconoscibile, una professione deve essere regolamentata severamente da un albo, che ahimè, esiste solo sulla carta.. E' di fatto un lavoro ambiguo, perchè qualunque cosa accada ricade nel privato di ciascuno e è poco dimostrabile (vedi proiezioni, negazioni, scissioni, la paziente è pazza).. Ora ho esposto questa parte di realtà che non è tutta la realtà, ma che comunque rende ancora difficile per tante persone AVERE FIDUCIA in questo lavoro, che comunque deve essere al servizio della società..
    Ultima modifica di ninfaverde : 11-09-2007 alle ore 16.55.27

  13. #118
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Non metto in dubbio che ci siano situazioni ambigue, che il codice deontologico venga calpestato quotidianamente, ma mi sembra che per fortuna, come dici anche tu, sia solo una piccola parte di professionisti a comportarsi in questo modo. Questo non mi fa sorridere affatto.
    Magari mi sbaglio ma non ho l'impressione di una sfiducia così diffusa verso la nostra categoria, mi sembra anzi che molto spesso ci sia un atteggiamento di curiosità. Ma anche se fosse il contrario, sarebbe solo responsabilità nostra? ci sarebbe qualcosa di male se una parte della società continuasse a non nutrire fiducia? Io non credo...
    gieko

  14. #119
    ninfaverde
    Ospite non registrato
    Assolutamente è normale che qualcuno non abbia fiducia, ma credo sia preferibile essere combattivi e cercare di controllare il lavoro di terapeuti estremi, innanzitutto grazie alle segnalazioni e l'abbattimento del muro del silenzio, della paura di non so che cosa, non lasciare totale libertà in tutte le situazioni... Controllo vuol dire anche in futuro poter riconoscere nuove tecniche oggi in dubbio, ma controllo significa anche non far passare le persone per cavie di laboratorio in esperimenti frutto di puro egoismo e ricerca di gratificazione del terapeuta..

  15. #120
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
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    Assolutamente è normale che qualcuno non abbia fiducia, ma credo sia preferibile essere combattivi e cercare di controllare il lavoro di terapeuti estremi, innanzitutto grazie alle segnalazioni e l'abbattimento del muro del silenzio, della paura di non so che cosa, non lasciare totale libertà in tutte le situazioni... Controllo vuol dire anche in futuro poter riconoscere nuove tecniche oggi in dubbio, ma controllo significa anche non far passare le persone per cavie di laboratorio in esperimenti frutto di puro egoismo e ricerca di gratificazione del terapeuta..
    Davvero non capisco cosa c'entri tutto questo con la micropsicoanalisi di cui ci ha appena accennato chicca.

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