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Discussione: Farsi analizzare

  1. #121
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    20-09-2004
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    Albino (BG)
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    Scusate, se posso intervenire, mi pare che sia Ikaro che Gieko abbiano toccato dei punti che ritengo importanti ed interessanti. E che Ninfaverde abbia una posizione che, a me, appare poco comprensibile.
    Cerco di spiegarmi. Per quel che ne so e ne capisco di queste cose, uno degli obiettivi di qualunque approccio psicoterapeutico (e della psicoanalisi in particolare) è quello di favorire e incrementare le capacità del paziente di camminare con le proprie gambe e di decidere della sua vita.
    Ora, Chicca decide, di iniziare un percorso da un/una micropsicoanalista. Premesso che la micropsicoanalisi non la conosco, non ne so nulla di nulla e non ho documentazione né su come si svolga, né sulla sua efficacia comparata, né sul background teorico, a me pare che Gieko abbia tutte le ragioni di sostenere che
    potrà pur decidere come spendere i suoi soldi, o no?
    , e che Ikaro sia corretto nel dire
    La nostra amica, se crede in quel tipo di lavoro, fa bene a portarla avanti, con tutti i sacrifici del caso. Se vuole altro, il mercato offre di tutto di più.
    .

    Mentre non capisco perché, secondo Ninfaverde
    Ma lo psicologo, psicanalista, psicoterapeuta e chiunque esso sia, risulta più pericoloso quando ha idee poco pulite per la testa, rispetto ad altre categorie, che in fondo possono essere rappresentate da persone più torbide e senza scrupoli...
    . In un mondo dove un qualsiasi presidente della repubblica degli Stati Uniti D'America ha la possibilità di dichiarare e far combattere una guerra come quella irakena, davvero gli psicoanalisti sono così pericolosi?

    Ninfaverde continua invocando
    Allora che inizino a pensare ad una legge che controlla gli scalzacani che scodinzolano indisturbati..Tipo chi fa 7 sedute a settimana di 3 ore ciascuna, chi cambia i pannoloni dei pazienti, chi usa i pendoli, chi usa l'arma della dipendenza per guadagnare con risultati che alla fine sono soltanto deleteri e via dicendo..
    ... e andiamo avanti a richiedere leggi, misure protezionistiche, cancelli e barriere. Come non ce ne fossero già a sufficienza. Come se le persone fossero tutte (tranne gli psicologi, ovviamente, quelli sono onniscienti e sanno sempre cosa è meglio per tutti. Per loro e anche per gli altri) stupide, incapaci di scegliere, manovrate, sedotte e poi abbandonate. Ma accettare la libertà di scelta degli individui significa anche accettare il rischio che alcuni usino male la libertà di cui dispongono. E non ci sono misure di protezione contro questo rischio. Prova a pensarci.

    Buona vita

    Guglielmo
    Dott. Guglielmo Rottigni
    Ordine Psicologi Lombardia n° 10126

  2. #122
    ninfaverde
    Ospite non registrato
    E allora andiamo avanti a legittimare, giustificare, avallare, sostenere qualunque tipo di comprtamento purchè nasca dalla libertà di pensiero, parola, azione, anche se comporta più danni che benefici... perchè tanto c'è il presidente degli stati uniti che fa tante minchiate, cosa importano le minchiate che facciamo noi a confronto?
    Nascondiamoci dietro il nostro piccolo, misero dito.. lavoriamo come ci pare senza confrontarci con nessuno.. Tanto ogni psicanalista è maestro di se stesso, che danni può fare anche se spilla 1500 euro a settimana e impiega modalità impegnative e devastanti, tanto da abbandonare la vita di tutti i giorni, mollare il contatto con la realtà?.. Ma al diavolo..
    Per me il discorso con queste premesse è decisamente assurdo e anzi, sono contenta che siamo su due lughezze d'onda diverse.

  3. #123
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
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    E allora andiamo avanti a legittimare, giustificare, avallare, sostenere qualunque tipo di comprtamento purchè nasca dalla libertà di pensiero, parola, azione, anche se comporta più danni che benefici... perchè tanto c'è il presidente degli stati uniti che fa tante minchiate, cosa importano le minchiate che facciamo noi a confronto?
    Nascondiamoci dietro il nostro piccolo, misero dito.. lavoriamo come ci pare senza confrontarci con nessuno.. Tanto ogni psicanalista è maestro di se stesso, che danni può fare anche se spilla 1500 euro a settimana e impiega modalità impegnative e devastanti, tanto da abbandonare la vita di tutti i giorni, mollare il contatto con la realtà?.. Ma al diavolo..
    Per me il discorso con queste premesse è decisamente assurdo e anzi, sono contenta che siamo su due lughezze d'onda diverse.
    Nessuno di noi sostiene e avvalla niente di tutto questo, stai tranquilla!

  4. #124
    Matricola
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    Vorrei capire quali sarebbero le misure di tutela invocate da Ninfaverde a parte quelle che già esistono.

  5. #125
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Infatti...
    Ho l'impressione che quando si parla del rapporto tra psicoterapeuta (meglio se psicoanalista) e pazienti emerga sempre quest'idea dei primi come onnipotenti e dei secondi come dipendenti ed influenzabili. Non mi risulta che sia così, se no i pazienti ti resterebbero attaccati a vita (cosa che non succede proprio per nulla...) e accetterebbero di fare 5 sedute alla settimana senza colpo ferire, e non esisterebbero psicoterapeuti o psicoanalisti che, ad esempio, propongono un percorso anche di altro orientamento, o ad una seduta alla settimana, e chi più ne ha più ne metta.
    La mia impressione è di una realtà molto più "negoziabile" e "libera"... A meno di casi in cui ci sia un reato penale (frode, circonvenzione d'incapace, abuso...) - e per fortuna sembrano pochi, vedi il caso Verdiglione negli anni 80, o quello recente della struttura per disturbi alimentari a Como -, nel qual caso, appunto i pazienti si sono rivolti alle istituzioni di dovere.

    Se poi non si è d'accordo con certe scelte teorico-cliniche questo è un altro paio di maniche. Forse sarebbe più utile parlare di quelle...
    gieko

  6. #126
    Matricola
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    Concordo con Geiko. Per restare sul caso in questione mi pare molto azzardato dare giudizi così tranchant su una pratica di cui si sa poco o nulla basandosi unicamente sulle poche cose scritte nelle pagine precedenti.
    Ho datto un'occhiata al link postato da Chicca sulla micropsicoanalisi, la cosa che mi ha colpito e anche lascito un po' perplessa è l'enfasi posta sulla vita intrauterina e sulla filogenesi. È un'impostazione a me estranea, sia come percorso teorico sia come esperienza in analisi. A me pare che tenda un po' a confondere la struttura che ci precede e ci forma - sia essa la famiglia in cui nasciamo, la società nel suo complesso etc - con il dato biologico passando per una concezione della pulsione di tipo energetico che mi ricorda alla lontana l'orgonone di W. Reich.

  7. #127
    ninfaverde
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da serenase
    Vorrei capire quali sarebbero le misure di tutela invocate da Ninfaverde a parte quelle che già esistono.
    Controllo delle metodologie estreme o molto invasive per la persona , applicazione effettiva delle regole e in alcuni casi di comprovata dannosità e infrazione del codice deontologico, corrispettive ed EFFETTIVE pene che vanno dalla multa alla radiazione dall'albo.. nessuno escluso, anche gli ammanicati..

  8. #128
    Matricola
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    Originariamente postato da ninfaverde
    Controllo delle metodologie estreme o molto invasive per la persona , applicazione effettiva delle regole e in alcuni casi di comprovata dannosità e infrazione del codice deontologico, corrispettive ed EFFETTIVE pene che vanno dalla multa alla radiazione dall'albo.. nessuno escluso, anche gli ammanicati..
    Mi sembra che tu stia mettendo insieme cose diverse. Dal punto di vista penale, se un terapeuta commette un reato viene sottoposto a un processo secondo quanto prevede la legge e di conseguenza giudicato. Sull'effettività della pena, il problema non è esclusivo del campo delle psicoterapie ma generale, dovremmo aprire una discussione a parte sulla giustizia nel suo complesso. Ma, per quanto riguarda "il controllo delle metodologie estreme e invasive", a cosa ti riferisci? In cosa consisterebbe, chi lo dovrebbe esercitare in base a queli principi e con quali strumenti?

  9. #129
    ninfaverde
    Ospite non registrato
    Ecco, brava.. hai colto il dilemma fondamentale del lavoro che ci accingiamo a svolgere.. Chi decide cosa? Questo è un problema aperto, cara serenase, ed è il problema più vergognoso..

  10. #130
    Giurato di Miss & Mister OPs L'avatar di Parsifal
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    Intanto devo dire che ammiro Chicca.Dedicare un tempo così grande e tante energie per la terapia è qualcosa che riuscirebbero a fare solo in pochi,complimenti.
    Sicuramente la terapia ti sarà utile,primo perchè tu stessa noti un'evoluzione,e questo è l'indice più importante,e secondo perchè comunque una riflessione così intensa e costante su di sè,se condotta con un minimo di tecnica,è sicuramente proficua.
    Devo però dire che dando un'occhiata al sito di micropsicoanalisi mi trovo molto in disaccordo con alcune cose,tralasciando questioni teoriche.
    Non capisco su cosa si basi l'attendibilità di questo metodo: le pubblicazioni scientifiche sono poche e prodotte da un numero molto limitato di persone; inoltre non mi è ben chiaro come venga condotta la formazione in micropsicoanalisi;insomma mi sembra un gruppo di terapeuti molto autoreferenziale.
    Le mie perplessità sono su questo,poi se Chicca sta meglio significa che per lei è una tecnica molto utile,anche se,per un terapeuta ,avere a disposizione 15 ore settimanali per un paziente è di per sè un aiuto enorme,indipendentemente dalla tecnica.

  11. #131
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Ninfaverde, a questo punto vorrei capire cosa abbiano a che vedere queste questioni, importanti senz'altro, ma legate all'abuso della professione, con l'argomento da cui si era partiti...
    Ultima modifica di gieko : 11-09-2007 alle ore 21.55.56
    gieko

  12. #132
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    Originariamente postato da ninfaverde
    Ecco, brava.. hai colto il dilemma fondamentale del lavoro che ci accingiamo a svolgere.. Chi decide cosa? Questo è un problema aperto, cara serenase, ed è il problema più vergognoso..
    Vediamo che accade in altri posti:

    http://www.therapeute.org/psychotherapeute.htm

    http://www.psycho-ressources.com/bib...herapeute.html

    http://www.papelesdelpsicologo.es/vernumero.asp?id=669

    http://www.cop.es/infocop/infocop72/info-72-33.htm

    Buona vita

    Guglielmo
    Dott. Guglielmo Rottigni
    Ordine Psicologi Lombardia n° 10126

  13. #133
    ninfaverde
    Ospite non registrato
    Scelgo di non continuare su questa linea per rispetto alla ragazza che ha avviato i miei pensieri.. Sono felice che abbia trovato in questa terapia la soluzione ai suoi problemi, è questo ciò che conta.. Mi dispiace se sono stata troppo dura, le porgo umilmente le mie scuse. Solo ora mi sono accorta che avrei potuto evitare.
    Per il resto mi chiedo fino a che punto si possa considerare terapia una cosa del genere, ma è una considerazione che volontariamente autocensuro. Ognuno resti pure nella sua linea..

  14. #134
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
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    Per il resto mi chiedo fino a che punto si possa considerare terapia una cosa del genere, ma è una considerazione che volontariamente autocensuro.
    E che autocensura è? Ormai l'hai detto, meno male che "potevi evitare"!!

  15. #135
    Partecipante L'avatar di chicca_girasole
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    questo tipo di analisi è terribilmente impegnativo, faticoso e (purtroppo) come avete detto è accessibile a pochi. Ma i risultati si devono, questa donna mi ha preso in cura che ero ridotta ad uno straccetto, con una depressione grave, un disturbo alimentare terribile, non andavo più a scuola ed evitavo i luoghi affollati perchè avevo paura della gente, ritrovandomi circondata da persone sconosciute avevo attacchi di panico ecc. ecc.
    ero in condizioni tali che mi hanno portata da uno psichiatra (dico mi hanno portata visto che a 17 anni non potevo fare molto da sola) che voleva imbottirmi di farmaci e antidepressivi. Ho rifiutato categoricamente avendo visto mia madre dipendere per anni da quelle terribili sostanze e sono riuscita a liberarmi di quell'uomo.
    A quel punto andavo a letto la sera sperando di svegliarmi morta.
    Pensate davvero che in quelle condizioni una terapia di un'ora (anzi spesso 50 minuti la settimana) sarebbe stata utile? Qui non si parla di una persona che davanti a un problema della vita decide di sottoporsi ad una terapia per capire se stesso o roba del genere. C'era bisogno di un intervento serio.
    Abbiamo sentito parlare di questa professionista, io ero dubbiosa dopo aver provato già due psicoterapeuti ed uno psicologo. Ho scoperto un mondo. Ho preso un mese di pausa, sono tornata scuola, ho preso un diploma, ho scelto di studiare in un'altra città e sono uscita di casa. L'ultimo anno l'ho dedicato a questo viaggio meraviglioso e adesso sono una persona nuova.. e pensare che ho appena cominciato!
    Detto questo volevo anche specificare che le 5 sedute settimanali non sono tassative (anche se molto utili). Se ci sono impegni scolastici o lavorativi si possono afre anche solo un paio di sedute a settimane, e magari fare un periodo di sedute giornaliere durante le vacanze, da far seguire da un periodo di sedimentazione.
    Inoltre che io sappia un analista ortodosso (parlo di analista, non di psicoterapeuta analitico o psicologo) prende circa la stessa cifra per un'ora (anzi per 50 minuti). Ma un'analisi ortodossa completa può durare dagli 8 ai 12 anni, e le ore complessive sono le stesse della micropsicoanalisi, solo che quest'ultima si conclude in circa 5 anni. Quindi questi analisti non ti spillano soldi in più, semplicemente si spendono quei soldi in un tempo minore.

    Cmq osservando la reazione di ninfadora sono rimasta molto delusa. La prima cosa che mi aspetto da uno psi è un atteggiamento non giudicante e non aggressivo. Invece di trovare un atteggiamento aperto verso una disciplina sconosciuta ho visto un immediato barricarsi dietro le proprie convinzioni. Invece di una sana curiosità ho visto una reazione estremamente aggressiva e drammatica.
    Non mi aspetto che il tipo di analisi che ho intrapreso sia condivisa da tutti, ma penso che nella vita prima di giudicare ed etichettare si debba conoscere. Ed osservare una simile reazione in una persona che vuole lavorare nel campo della mente è piuttosto preoccupante.
    Hai insinuato che la mia analista sia una specie di Vanna Marchi, poco professionale, avida, pericolosa... Non è una reazione equilibrata a mio parere!

    E cmq hai parlato come se questa donna mi avesse imbrogliata o incastrata o roba del genere. Nè io nè i miei genitori siamo persone stupide, sappiamo guardarci intorno e di fronte a più scelte abbiamo optato per questa disciplina. Parli come se gli analizzati fosse pecorelle smarrite disposte a dare retta al primo venuto!

    Mah...

    Tutto questo detto come "comune mortale". Non sono nè psicologa nè analista o altro, non uso paroloni.. Ma le mie opnioni le ho anch'io
    Chicca

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