Ciao a tutti,
mi piacerebbe condividere con voi questa esperienza e avere dei vostri pareri...non so da dove cominciare e non vorrei essere fraintesa, ma ci provo.
Dunque, proprio oggi stavo riflettendo su quanto la figura dello psicologo può essere potenzialmente un veicolo di cambiamento in positivo in chi soffre, ma anche sul pericolo/possibilità che ci sia anche un certo condizionamento. Potivo? Negativo? Chissà...forse è meglio dire etico/non etico....
Non che ci sia volontarietà o meno in questo, ma a volte davanti ad una situazione che non si riesce a sciogliere, davanti a qualcosa che forse per quella persona può essere inefficace, si possono dire o fare, approvare o disapprovare, seppur involontariamento, scelte di quella persona che poi la porteranno inevitabilmente in una direzione piuttosto che in un'altra.
Certo, il paziente arrivato ad un certo punto di un percorso dovrebbe avere comunque (si spera) la forza da solo di fare delle scelte autonome senza condizionamenti (neanche dal suo psicologo) però è vero anche che spesso ciò che dice lo psicologo per il paziente "è-ok-perchè-me-lo-ha-detto-lo-psicologo".
Per farvi un esempio. Recentemente ho visto un paio di volte una ragazza, con anni e anni di sedute alle spalle con un'altra psicologa la quale alla fine ha "approvato" la sua scelta di troncare ogni rapporto con una famiglia nella quale c'erano molte incomprensioni e problemi di comunicazione. Lei stessa mi ha detto che questa decisione è maturata insieme alla psicologa, perchè tanto avevano provato in tutte le direzioni senza risultati.
Mi viene però da farmi un pò di domande: quanto questa psicologa (che ormai negli anni era diventata un punto di riferimento per questa ragazza) in realtà abbia spinto in questa direzione per non dover ammettere con se stessa di non essere stata in grado veramente di apportare dei cambiamenti nella vita della paziente e di metterla in condizione di utilizzare le sue risorse per costruire un rapporto più sereno soprattutto con se stessa? E che diritto ha questa psicologa di aver "suggerito" che forse è la soluzione migliore per lei?
Se fosse la migliore possibile questa ragazza non starebbe peggio di prima e non si sentirebbe così tremendamente sola, non credete?
Io penso che chiunque spinga in una direzione altamente condizionante, non può essere una persona che vuole il bene dell'altra...
Che ne pensate???
Sia chiaro che ho citato una situazione senza riferimenti specifici, nel rispetto della privacy e che la stessa situazione può essere ricollegata ad esperienze e difficoltà diverse.







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