NEW YORK. E’ come se avessero rubato allo chef più popolare del mondo alcune righe della ricetta che lo ha reso famoso. Anzi peggio: è come se il segreto della Coca Cola fosse finito su Internet. Per i clienti, poi, è come se un pezzo della chiave di casa fosse stato appeso fuori dalla porta. Questo, grosso modo, è il significato del tiro che qualche rapinatore anonimo ha giocato alla Microsoft, pubblicando sulla rete una porzione del codice sorgente di due programmi.
L'azienda di Bill Gates ha ammesso il furto con questo comunicato: «Giovedì sono state illegalmente rese disponibili su Internet alcune porzioni di codice sorgente apparentemente parte di Windows NT4 e Windows 2000. Sono in corso accertamenti per comprendere se si tratti realmente di parti dei prodotti Microsoft e quali aree possano essere coinvolte. Il codice reso disponibile rappresenterebbe solo una piccola porzione. La pubblicazione non autorizzata di questo codice ha implicazioni a livello legale e di protezione della proprietà intellettuale, e non rappresenta un problema di sicurezza per i clienti dei prodotti Microsoft eventualmente coinvolti».
Il codice sorgente, per capirsi, è il linguaggio fondamentale di un programma: chi lo possiede conosce tutti i suoi segreti. La Microsoft lo ha sempre custodito gelosamente nei suoi quasi trent’anni di vita, perché lo considera la sua ricchezza principale: è la proprietà intellettuale su cui si è basata la costruzione dei programmi Windows, usati da circa il 95 per cento dei computer in tutto il mondo. Il codice, però, è anche al centro di una disputa filosofica fondamentale nel mondo digitale. La Microsoft, infatti, lo considera una proprietà esclusiva dell’azienda che lo ha prodotto, da difendere per ragioni commerciali e di sicurezza; il movimento «open source», che invece predilige il programma aperto Linux, lo interpreta come uno strumento pubblico, da mettere a disposizione di tutti gli utenti per ritoccarlo e migliorarlo in una staffetta continua. Il modo di trattare il codice, poi, ha un’enorme importanza industriale, perché chi lo conosce può creare prodotti concorrenti o accessori più compatibili col programma originale.
La Microsoft, che sta indagando sul furto insieme all'Fbi, sostiene che al momento non ci sono grandi pericoli per lei o per i clienti, perché la porzione pubblicata è molto piccola. Ma i rischi potenziali sono due: primo, che qualche hacker sfrutti il codice per violare i sistemi che usano Windows NT 4 e 2000; secondo, che qualche concorrente lo copi per realizzare prodotti simili.
Thor Larholm, ricercatore dell'azienda californiana PivX Solutions, ha detto che circa 660 megabytes del codice sorgente sono stati pubblicati, su un totale di 40 gigabytes, quindi circa il 2 per cento. Secondo Howard Schmidt, ex capo della sicurezza della Microsoft, «è come se qualcuno avesse rubato un caccia russo del ‘56. I rischi per la sicurezza sono molto limitati. Mi preoccupa di più la possibilità che venga usato per creare prodotti concorrenti».
La Microsoft ha detto che al momento il furto «non appare il risultato di una violazione della sicurezza interna». Dunque non l’avrebbe tradita un suo dipendente, ma un esterno. L’azienda, finora, aveva condiviso il codice sorgente solo con quattro soggetti: clienti, partner, università e centri di ricerca, e governi, compreso quello italiano. Lo aveva fatto in base alla «Shared Source Initiative», avviata 12 anni fa. Tramite questo progetto, circa tremila organizzazioni e 800 mila sviluppatori hanno avuto accesso al codice o a parti di esso: tra di loro l'azienda di Gates e l’Fbi stanno cercando il ladro traditore, indagando ovunque, Italia inclusa. I critici ora dicono che «Shared Source» è stato un errore, e anche un furto del 2 per cento dimostra che la compagnia non controlla bene il suo codice. Davide Viganò, vice direttore generale business marketing organization di Microsoft Italia, ha risposto così: «Il rischio è molto limitato, e i vantaggi per lo sviluppo del prodotto sono molto più grandi». Stavolta, però, questo approccio ha aperto la porta al tiro dei «Robin Hood» di «open source».
fonte: la stampa







a Bill Gates. In fondo diciamolo: Windows fa troppo schifo come sistema operativo!