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  1. #121
    Partecipante Super Esperto L'avatar di neuromancer
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    nel finale l'autore afferma spudoratamente che andare a scoprire le cause inconsce dei sintomi non serve a nulla. In parole povere, chi va dallo psicanalista perde il suo tempo

    l'ultima frase è una tua interpretazione credo... perchè l'autore parte da dei presupposti differenti dalla tua stizzita considerazione. poi che sia uno psicanalista o uno psicoterapeuta o uno psichiatra, nella gamma di quanto possiamo osservare entrambi hanno equivalenti possibilità di migliorare l problemi del paziente (ricerche descrittive recenti suggeriscono quanto affermo).

    ovviamente c'è un cambiamento che serve per non cambiare e un cambiamento che serve per saltare...

    ciaz

  2. #122
    Partecipante Super Esperto L'avatar di neuromancer
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    ""Tuttavia mi viene da pensare che potrebbe essere che un lavoro terapeutico che non prende in considerazione la strutturazione profonda della personalità, l'identità inconscia del soggetto, possa dare al paziente l'idea che non è stato colto tutto ma che sono stati forniti degli strumenti di gestione del problema""

    cosa significa la strutturazione profonda della personalità? l'identità inconscia?

    forse non è che ci si concentra troppo già sull'individuo con gravissima dimenticanza del contesto dove vive da andare a crearci addirittura una mitologia dello stesso?
    io preferisco fornire degli strumenti di osservazione, affinchè nella relazione si possa giungere ad una cooperativa esplorazione del problema , piuttosto che prefigurarmi una presunta conoscenza mitologica della sua personalità...

    guai e delizie del costruttivismo....


    ciaz

  3. #123
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    non sono d'accordo con quanto affermi. l'individuo si struttura su vari livelli, interiori e relazionali che non sono separati e che rappresentano il "suo modo personale di stare al mondo". quando parlo di identità inconscia e di struttura profonda della personalità mi riferisco a questo, alle modalità inconsce di "funzionamento" su tutti i livelli in cui l'individuo si organizza (somatico, simbolico, relazionale...). non ci si dimentica quindi del contesto, esso fa parte integrante dell'organizzazione del soggetto, e come tale viene esperito in una certa modalità (supponiamo patologica, visto che si parla di una persona che si rivolge ad un terapeuta). è il paziente quindi che porta la sua mitologia.

    come ho già accennato in un altra discussione, "fornire degli strumenti di osservazione" non credo che sia sufficiente se il soggetto non ha la possibilità di utilizzarli perchè attestato su un livello di organizzazione chiuso. ecco perchè il ruolo dell'esperienza, secondo me, non può essere così incisivo: l'organizzazione è patologicamente chiusa e non riesce ad assimilare altre modalità di funzionamento (che poi si traducono anche nella possibilità di dare diversi significati all'esperienza).
    gieko

  4. #124
    Neofita
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    Ciao a tutti,
    ho letto abbastanza dettagliatamente tutta le discussione e il confronto sulla terapia breve strategica, davvero molto interessante...
    vorrei aggiungere un punto di vista che non mi sembra sia stato ancora considerato...
    A mio parere non esiste un approccio giusto o sbagliato in assoluto, come già è stato detto (come dice anche Nardone va bene utilizzare tutto ciò che funziona)...tutto dipende non solo dal paziente o dal disturbo del paziente, ma anche da che TIPO DI PSICOLOGI SIAMO, DAL NOSTRO STILE PERSONALE. Ricordiamoci che la psicoterapia riguarda anche il nostro modo di essere non solo quello del paziente...
    Questa riflessione mi preme molto perchè mi trovo di fronte alla scelta della scuola di specializzazione e ciò mi ha permesso di chiarirmi le idee, nel senso che io sono sempre stata convinta di fare la strategica, è un approccio che mi stimola moltissimo, ma poi nel momento in cui sono andata a visitare la scuola, nonostante nel complesso mi fosse piaciuta, ho incominciato a sentire dentro di me una sensazione negativa al pensiero di frequentarla. Riflettendoci molto sopra mi sono resa conto che quella sensazione nasceva dalla consapevolezza che quel tipo di approccio non è adatto al mio modo di essere... nel senso che, nel momento in cui mi trovo davanti a un paziente io non posso fare a meno, per come sono fatta, di fare anche un lavoro più approfondito sulle cause o sulle emozioni mie e sue..Nonostante io ritenga più efficace un lavoro strategico, che la ricerca delle cause, scegliere quel tipo di scuola avrebbe significato negare una parte di me, fare un tipo di lavoro che è diverso da quello che per mia natura mi viene spontaneo fare...
    per cui quello che voglio dire è che un approccio funziona meglio di un altro quando è in linea col nostro modo di essere.... io credo molto nella strategica, ma non mi ci vedo come psicoterapeuta strategico per cui probabilmente non avrei dei grandi risultati...
    per cui quando riflettiamo se un approccio è meglio o peggio di un altro, dobbiamo considerare anche questo aspetto, ovvero la personalità del terapeuta...

    Che ne pensate?
    Ely

  5. #125
    Partecipante Super Esperto L'avatar di neuromancer
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    """ l'organizzazione è patologicamente chiusa e non riesce ad assimilare altre modalità di funzionamento (che poi si traducono anche nella possibilità di dare diversi significati all'esperienza).""""

    facciamo un po' di confusione. l'organizzazione è per definizione in un sistema vivente chiusa. strutturalmente parlando è aperta. se intacchi l'organizzazone di un vivente si dissolve... (psicosi gravi)

    quando parli di modalità inconsce mi vengono i sospetti.. forse è meglio dire le modalità tacite... non verbalizzabili, procedurali, pre-logico formali, etologicamente parlando organizzate per mettersi in relazione (oltre che per mantenere i parametri omeostatici di base) con l'altro, evoluzionisticamente concludendo per fornire una base all'autocoscienza e all'insieme dei sistemi di motivazione epistemici e interpersonali.

    ciaz

  6. #126
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Alla prima questione ti ho risposto sull'altra discussione. Aggiungo solo che il sistema deve avere due poli per essere dinamico, se non togli l'accezione di processualità e dinamicità appunto, quindi la tua notazione mi fa pensare o che non ci intendiamo terminologicamente, o che per te il sistema è prima di tutto organizzazione, con le conseguenze di cui sopra.

    Per quanto riguarda il termine "inconscio", capisco i tuoi sospetti, ma ci sarebbe un lungo capitolo da aprire per chiarire come viene concettualizzato almeno nell'approccio che io seguo (va da sè che non sto parlando di inconscio freudiano...). "Modalità tacite" è una definizione delle scienze cognitive e non la scelgo perchè ha il suo significato specifico in quell'ambito e valenze leggermente diverse, anche se ovviamente rappresenta un termine di riferimento e confronto importante. Una dizione introdotta in psicoanalisi (vd. Mancia ad es.) è "inconscio non rimosso" per dare l'idea che si parla di materiale pre-logico e pre-simbolico.
    gieko

  7. #127
    Partecipante Super Esperto L'avatar di neuromancer
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    mi piace quando dici "processualità". ne ho fatta poca menzione ma bisogna sempre ribadirlo: un sistema vivente ha sempre una storia e un sistema entro cui costruisce il suo mondo!

    grazias

    ciaz

  8. #128
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Siccome siamo finiti clamorosamente fuori argomento (e di questo mi scuso con chi leggeva la discussione sull'approccio strategico), ti rispondo su "psicoanalisi e scientificità"
    gieko

  9. #129
    Braveheart84
    Ospite non registrato

    Dubbi sulla breve strategica...

    Nonostante abbia abbandonato questa terapia da 5 mesi, continuo a farmi delle domande riguardo questo particolare metodo.
    nnanzitutto sulla sua durata: cosa s'intende per breve? Da quanto ho letto in giro non dovrebbe durare più di 6-7 mesi, mentre io sono rimasto 1 anno, e a detta della dott.ssa c'è gente che è rimasta da lei cinque anni
    Poi: visto che non si da peso alle cause del problema, vuol dire che il passato del paziente non viene preso in considerazione, se non in una parte estremamente minima. Cosa che la dott.ssa ha fatto, ma all'inizio, alla mia precisa domanda, mi ha risposto che avremmo invece scavato alla ricerca delle cause del problema.
    Insomma, io personalmente vedo molta confusione attorno a questo approccio. Voi cosa mi dite?
    Daniele.

  10. #130
    Partecipante Assiduo L'avatar di Faby78
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    19-05-2002
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    Citazione Originalmente inviato da Braveheart84 Visualizza messaggio
    Nonostante abbia abbandonato questa terapia da 5 mesi, continuo a farmi delle domande riguardo questo particolare metodo.
    nnanzitutto sulla sua durata: cosa s'intende per breve? Da quanto ho letto in giro non dovrebbe durare più di 6-7 mesi, mentre io sono rimasto 1 anno, e a detta della dott.ssa c'è gente che è rimasta da lei cinque anni
    Poi: visto che non si da peso alle cause del problema, vuol dire che il passato del paziente non viene preso in considerazione, se non in una parte estremamente minima. Cosa che la dott.ssa ha fatto, ma all'inizio, alla mia precisa domanda, mi ha risposto che avremmo invece scavato alla ricerca delle cause del problema.
    Insomma, io personalmente vedo molta confusione attorno a questo approccio. Voi cosa mi dite?
    Daniele.


    Ciao, io seguo l'approccio strategico integrato e posso dirti che la confusione nell'approccio strategico c'è come in tutti gli altri approcci e che questo è sicuramente una cosa positiva perchè la confusione genera confronto e permette ai vari approcci di evolvere.
    Detto questo, ti faccio una domanda in perfetto stile strategico : i tuoi dubbi sono sull'approccio strategico breve o sull'approccio strategico breve tenuto dalla tua terapeuta?
    Comunque, come credo e spero anche per gli altri approcci, non esistono "dogmi" sulla durata della terapia e il fatto che questo approccio non prenda in considerazione il passato del paziente è un punto di vista ampiamente superato dalle ultime evoluzioni di questo modello...
    Qualcuno è stato al recente convegno internazionale di terapia strategica organizzato da Nardone ad Arezzo? Al di la della simpatia/antipatia per Nardone è un ottima occasione per farsi un'idea di questo approccio...

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