Cosa di preciso non ti è chiaro? (se mi fai le domande è più semplice)
Cosa di preciso non ti è chiaro? (se mi fai le domande è più semplice)
Ti assicuro che è tutto chiaro, credimi. Non ti ho chiesto delucidazioni ma ho solo affermato che non reputo Nicolosi uno studioso degno di stima. E' sicuramente un buon cattolico, ma questo a noi interessa poco, o sbaglio?![]()
Interessante il fatto che si valuti Nicolosi uno studioso non degno di stima sulla base del suo credo religioso......di solito lo si dovrebbe valutare sulla consistenza delle sue teorie.....
Detto questo ci sono molti autori di orientamento psicoanalitico (Socarides,Rado, Bergler ,per citarne alcuni....)che con la religione non hanno nulla a che fare e che ritengono l'omosessualità una malattia frutto di un'inibizione dello sviluppo, che puoi tranquillamente andarti a leggere.
In realtà i veri oscurantisti sono le lobby omosessuali che cercano di limitare la ricerca in campo psicologico screditando chi si permette di pensarla diversamente, elaborando teorie e metodi non proprio consoni con le loro aspettative.... e che quindi viene liquidato senza tante discussione come servo del vaticano anche quando con il vaticano non ha nulla a che fare anzi (vedi gli esempi sopra!)
In secondo luogo l'omosessualità è stata tolta dal DSM solo per un'accordo (in cui le lobby omosessuali hanno avuto un certo peso..), visto che si è deciso di utilizzare come criterio per stabilire la patologia non + l'oggetto sessuale ma la "qualità delle relazione" piccolo trucco per poter aggirare il problema..........!
ma parliamo di persone o di che altro??
non è un trucco mettere al centro del discorso la qualità della relazione. è invece riconoscere gli aspetti relazionali e non solo l'oggetto che si ama, dando così valore e importanza alla relazione tra due persone.
* la teoria del complotto, da una parte o dall'altra, è un ottimo modo per spostare le attenzioni e lanciarsi accuse. ma non porta a molto altro....
Não sei o motivo pra ir
só sei que não posso ficar
não sei o que vem a seguir
mas quero procurar.
(Mafalda Veiga)
Il mio blog
Sono d'accordo sul fatto che la qualità della relazione sia un criterio fondamentale per stabilire la normalità e la patologia, quello che però voglio sottolineare è che non può essere l'unico ed esclusivo criterio di valutazione
Per usare un paradosso : anche un feticista può avere con il suo feticcio una relazione adeguata dal punto di vista della qualità della relazione, ciò non toglie che si tratta di un'oggetto sessuale inadeguato e quindi patologico
La qualità della relazione non può essere l'unico vertice dal quale valutare i fenomeni!
ancora il feticismo? certo che è un ottimo *trucchetto* quello di tirare fuori il paragone tra omosessualità e feticismo. parlavamo di persone, con i loro sentimenti, emozioni, vite e vissuti, e poi si parla di oggetti...
comunque il criterio principale, nella mia modesta opinione, dovrebbe essere quello dell'egosintonia (e vale anche per il feticismo). chi siamo noi per decidere a priori se è *patologico* o *normale* senza tenere conto di come la persona vive questa situazione?
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come ha già detto luisamiao questo non un aspetto marginale ma sostanziale, IL criterio principe, da tenere come riferimento non solo in ambito di sessualità, ma in generale. Mi stupisco che lo consideri un piccolo trucco. E' forse una delle cose di maggior senso del dsm.
In quanto a Nicolosi, che è la cosa che più mi ha spinto a scrivere, credo che una persona, parlo in generale, non può essere cattolico fervente e praticante e parlare "free mind" di omosessualità. La dissonanza cognitiva del resto è stata studiata da tempo (guarda gli studi di Festinger e Pantaleo in merito) ed ha mostrato come in questi casi di cognizioni compresenti e dissonanti ci sia una difficoltà nell'obiettività del giudizio. In questo sono assolutamente d'accordo con marcella e assolutamente in disaccordo con paroletta, con cui sono già stato in disaccordo in un thread analogo in "psic.clinica" e sul quale sto ancora aspettando una risposta![]()
Che dire, io credo che l'mosessualità abbia delle cause diverse, sia congenite (la minoranza) che psicologiche (se così si può dire).
Ho letto poco in merito, e tra il poco che ho letto le teorie di Nicolosi mi sono piaciute e le condivido abbastanza. Come condivido che possa essere un problema genetico, ma sempre un 'problema' (passatemi la parola): la normalità (passetemi anche quest'altra parola) è che l'uomo si accoppi con la donna.
Ho semplificato molto...non è certo tutto così semplice...
Il paragone del feticismo non è un trucchetto, ma una scelta dettata dal buongusto..........perchè avrei potuto citarne un'altro molto + calzante in cui si parla di persone.......ma preferisco evitare ! Resta il fatto che la qualità della relazione non può essere l'unico criterio!
Sono d'accordo sull'egodistonia come criterio di patologia e sicuramente di cura, ma anche questo criterio non può essere valido in tutti i casi perchè come risaputo esistono una miriade di patologie nelle quali manca la consapevolezza della malattia e non penso che ci sia bisogno di citarle
nel mio piccolo noto un discorso riguardo l'omosessualità: è giustissimo andare contro i pregiudizi privi di fondamento e sopratutto evitare le discriminazioni insensate...ma a patto di non cadere nell'opposto.
Non sò gli altri, ma per me esiste un criterio di cosa è normale o meno.
Il feticismo inteso come sostituzione della persona con un oggetto per causare eccitazione e desiderio per me è anormale, e mi spiace molto per chi vorrà convincermi del contrario ^ ^;
Essere psicologi, correggetemi se ho preso sta cantonata micidiale, significa conoscere la mente, i suoi meccanismi, e anche dire chiaramente " bello mio, questo modo di pensare non è nè salutare ne corretto".
O dobbiamo arrivare a dire niente è vero e tutto è lecito?
Io non condivido tale andazzo: il rispetto per il prossimo in quanto persona è d'obbligo, ma i pareri personali e le proprie idee meritano ugualmente di essere salvaguardate e anche il diritto di proporre una propria visione.
ma appunto, è per te che quel criterio è valido, mica per il mondo intero... anche perchè quello che io valuto come normale o no non è detto che coincida con il tuo criterio. ma in fondo chi sono io per dirlo?
Essere psicologi, correggetemi se ho preso sta cantonata micidiale, significa conoscere la mente, i suoi meccanismi, e anche dire chiaramente " bello mio, questo modo di pensare non è nè salutare ne corretto".onestamente spero proprio non sia questo il mio lavoro. anche perchè lo cambierei subito...
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Ecco un ottimo esempio.
Invaliderebbe persino l'affermazione stessa che esemplifica questa tua visione.
Se ragioniamo come dici tu, non che io sia perfetto, ma che non esista un criterio razionale abbastanza oggettivo, allora non esisterebbero le patologie.
Non esisterebbe il malessere, la malattia: tutto sarebbe "come deve essere" e allora..."niente è vero e tutto è lecito".
Niente giusto, niente sbagliato: gli assassini fanno bene ad uccidere, gli stupri sono "normali" espressioni di sessualità, di esberanza...e nemmeno: esuberanza rispetto a cosa, chi stabilisce il "criterio"?
E' giusto mettersi nei panni , anzi è un dovere per chi brama la professione di psicologo ai vari livelli, degli altri ma se non abbiamo una bussola, un sistema che ci dica cosa è bene e cosa no...vivremmo nell'irrealtà.
C'è troppa paura di giudicare, troppa paura di dire le cose come le si pensa per paura di essere a propria volta giudicati.
Ed è un handicap per la natura e la razionalità umana, è una sua negazione non valutare, non pensare, non giudicare.
Non possiamo cambiare COSCIAMENTE, ciò che non valutiamo.
Possiamo solo agire a caso, ad istinto... e immaginate cosa farebbe il pinco pallino qualunque dovendo trattare la vittima di un abuso, non necessariamente sessuale, se sparasse le prime cavolate che gli passano in mente e le inculcasse nella persona smarrita e confusa.
Non esageriamo con il relativismo a tutti i costi...propongo.
se andiamo a riprendere il concetto di *normale* non se ne esce più secondo me.
chi dice cosa è normale? la statistica? il luogo comune? la Legge? io (in una fase di megalomania, perchè no?)?...
prendiamo i fumatori: solo il 22% della popolazione italiana fuma. sono normali? a livello statistico mica tanto visto che la maggioranza non fuma. qualcuno ha mia pensato di metterli al bando, bollarli come immorali? pare di no (a parte l'ultima legge che comunque non ha fatto diminuire il numero di fumatori). ad ogni modo fumare è un comportamento, così come quello sessuale. allora, o sanzioniamo tutti i comportamenti che escono dalla media statistica oppure cominciamo a capire che questo criterio non è il massimo della vita. in primo luogo per il benessere delle persone e della loro vita.
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stiamo deragliando un pò dal topic temo...
io per normalità proporrei questa definizione: "Comportamenti e atti che non danneggiano la persona nelle sue caratteristiche fisiche e mentali, l'ambiente circostante o ledono la libertà altrui"
X Il fumo, e il discorso che fumare fà male: il veleno stà nella dose, Paracelso docet.
Quindi la normalità la fà l'organismo del fumatore e il rispetto per la salute altrui che non gradiscono il fumo.