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Discussione: Omosessualità

  1. #241
    Postatore Compulsivo L'avatar di LuisaMiao
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    07-02-2005
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    Monza
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    se riprendiamo la tua definizione di normalità, l'omosessualità è normale allora. non danneggia la persona nelle caratteristiche mentali e fisiche (sto chiaramente parlando di quella egosintonica), né l'ambiente e non lede la libertà altrui....

    Non esisterebbe il malessere, la malattia: tutto sarebbe "come deve essere" e allora..."niente è vero e tutto è lecito". Niente giusto, niente sbagliato: gli assassini fanno bene ad uccidere, gli stupri sono "normali" espressioni di sessualità, di esberanza...e nemmeno: esuberanza rispetto a cosa, chi stabilisce il "criterio"?
    confondiamo un po' i piani secondo me.
    la malattia e il malessere non hanno a che fare col "normale" e il "patologico", ma con il benessere psicologico.
    il giusto e lo sbagliato sono concetti morali, che non c'entrano con la psicologia ma con l'etica e la morale e, per alcuni comportamenti, con la legislazione e qui si introducono assassini e stupratori.

    C'è troppa paura di giudicare
    ma scusa, da quando il lavoro dello psicologo è quello di giudicare?! forse il punto è cominciare a chiedersi qual è davvero il ruolo dello psicologo....
    Ultima modifica di LuisaMiao : 30-12-2007 alle ore 10.17.09
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  2. #242
    Angelus_Laguna
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    parlo anche del livello personale ovviamente: ognuno di noi è una persona.
    E si: uno psicologo quando diagnostica una patologia stà giudicando
    La malattia è il malessere sono differenze da uno stato di "benssere" di "normalità" per l'individuo: era questa l'accezzione a cui mi riferivo.
    Grazie al cielo esiste una legislazione e una giustizia, almeno in teoria.
    La psicologia per me c'entra eccome, perchè assassini e compagnia non agiscono perchè hanno un ruolo, un contratto con la warner bros per fare quello ceh fanno: hanno motivi, idee, sentimenti che li portano a fare quello che fanno.
    L'omosessualità potrebbe, e ripeto potrebbe essere considerata anormale , per la mia definzione sopra data, se essa è il risultato non della spontanea attrazione, ma il risultato di un blocco emotivo/mentale verso l'altro sesso.
    Se io considero le donne una massa di meretrici il cui unico scopo nella vita è farmi del male, se smetto di considerarle PERSONE ma oggetti semoventi in grado di farmi del male, è molto probabile che non provi più alcuna attrazzione per loro e "compensi" con il genere maschile.
    Ma sono teorie, idee, da verificare caso per caso.
    Non ho la verità in tasca, solo mi rifiuto di essere ipocrita nel adattarmi alla mentalità comune a cui non credo: propongo le mie idee, le confronto e vediamo che ne esce.
    Ultima modifica di Angelus_Laguna : 30-12-2007 alle ore 10.22.46

  3. #243
    Postatore Compulsivo L'avatar di LuisaMiao
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    07-02-2005
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    l'APA dice:
    Is Homosexuality a Mental Illness or Emotional Problem?

    No. Psychologists, psychiatrists and other mental health professionals agree that homosexuality is not an illness, mental disorder or an emotional problem. Over 35 years of objective, well-designed scientific research has shown that homosexuality, in and itself,is not associated with mental disorders or emotional or social problems. Homosexuality was once thought to be a mental illness because mental health professionals and society had biased information. In the past the studies of gay, lesbian and bisexual people involved only those in therapy, thus biasing the resulting conclusions. When researchers examined data about these people who were not in therapy, the idea that homosexuality was a mental illness was quickly found to be untrue.
    cosa c'entri il giudicare con questo mestiere rimane per me ancora un mistero. fare una diagnosi non vuol dire "tu sei brutto e cattivo", che sarebbe giudicare. ma vuol dire dare un nome a una serie di sintomi. tanto che molti professionisti, sia psicologi che terapeuti, rifiutano il modo di fare dianosi da DSM ma usano altre strade (ma qui andiamo veramente OT di molto).
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  4. #244
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di ziogargamella
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    milano
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    in questo modo non si va da nessuna parte. Il fatto che l'omosessualità non debba considerarsi normale significa solo che non rientra nella norma statistica. Perchè quando si parla di NORMA lo si fa solo in termini statistici, non morali, etici, ideologici, religiosi. In questo modo è così lecito affermare che l'omosessualità è anormale, il feticismo è anormale, senza necessariamente incorrere in concetti come quelli di devianza o patologia che rimandano a quanto detto sopra. Anche perchè per definirlo patologico credo debba esserci una componente maggiore, ovvero il malessere proprio sentito e vissuto in prima persona dall'essere in quello stato. E ad ogni modo non medicalizziamo troppo la questione, perchè se è difficile dire se una persona con una carie è "patologica", e comunque ha un substrato fisico che non funziona, figuriamoci parlando di aspetti psicologici. Procededendo in questo modo non si può che cadere in errore, perchè non ci sono risposte, non ci sono soluzioni, ci sono solo, eventualmente, punti di vista nostri personali. Dentro di noi in quanto persone con una nostra storia, con una nostra visione della vita, con un nostro percorso, abbiamo tutto il diritto di pensare ciò che vogliamo. Che un comportamento sia brutto, sia bello, sia carino, sia morale, sia porcellone. Ma in ambito professionale stare a discutere se un comportamento è giusto o sbagliato, deviante o patologico, credo sia come stare a discutere del sesso degli angeli. E' normale(nella norma)? Ok. Non rientra nella norma?Bene. Parliamo delle sue implicazioni personali, dei vissuti che questo stato comporta, delle possibilità terapeutiche, se queste ci sono.
    Andando nella direzione che state battendo si va solo verso un costruttivismo radicale ed estremo

  5. #245
    Partecipante Super Figo L'avatar di paroletta
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    Ognuno rimarrà delle proprie idee, credo che alla fine chiunqua sia o 'abbia' la persona che ci chiede un consulto, dobbiamo lavorare con lui sul suo malessere o su quello che ci porta come malessere.
    Quindi riguardo a questa discussione sull'omosessualità e al nostro essere psicologi, credo che l'omosessuale sente il proprio comportamento come problematico bisogna lavorare su quello seguendo il 'suo' corso e non il nostro (nel senso che secondo me non è da dirigere nè verso l'accettazione nè verso la guarigione secondo quello che pensiamo noi essere giusto, ma seguire quello che per lui è più giusto), mentre se l'omosessuale non sente problematico il suo comportamento omosessuale ma altro, si lavorerà sull'altro.

    No?

  6. #246
    Angelus_Laguna
    Ospite non registrato
    Chiarisco un punto dopodiche considero il mio intervento concluso: quando parlo di giudizio, parlo appunto di elaborare una nostra idea personale, a prescindere che sia morale o meno.
    Non significa che lo psicologo deve rendere le persone necessariamente "migliori" secondo standard etici/morali condivisibili o meno.
    Si parla di determinate strutture: funzionano, non funzionano, fanno stare bene/male ci sono dei constrasti?
    Bene, vediamo quelli, si lavori su quelli.
    Se certi percorsi funzionano non è per "miracolo" ma perchè la mente umana per quanto vasta, meravigliosa, immensamente complicata, ha cmq le sue regole, le sue esigenze.
    Per me dare un nome a dei sintomi rientra nel giudicare, non scindo la parola giudicare nella sua accezzione di dare un parere morale, o scentifico.
    Per il resto concordo con paroletta: ogni persona ha il suo percorso.
    Se una persona soffre di agorofobia e sente questo come un male bene, se ne parli e lo si affronti.
    Se soffre pure di traumi infantili ma non vuole elaborarli o affrontarli... non si può costringere nessuno, và da sè che sarebbe inutile.
    Professionalmente viene richiesto di non far pesare, e meglio ancora non avere, pregiudizi di sorta verso i pazienti.
    Questo non significa diventare delle macchine che leggono i sintomi e sparano una cura: è molto più complesso e strutturato di cosi.
    Solo chi ha una consocenza completa e perfetta della mente umana potrebbe realizzare un simile "softwere".
    Abbiamo le nostre idee, i nostri valori, i nostri ideali: l'importante è che non arrivino a compromettere il proprio lavoro.
    Ovvio che anche questo ha però dei limiti, come la discussione posta sugli psicoterapueti che hanno scoperto o avuto rivelato di avere pazienti pedofili.
    Rimane sempre una tutela degli altri...e ancora, il codice deontologico è fatto da persone, non da macchine o da disegni divini ispirati.
    Un lavoro di valutazione di "giudizio" c'è sempre, e a questo mi riferisco.
    Non dobbiamo avere paura di giudicare, ma avere rispetto di tale funzione e di come metterla "in atto".

  7. #247
    Partecipante Affezionato L'avatar di Marcella4
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    Citazione Originalmente inviato da vegeta79 Visualizza messaggio
    Interessante il fatto che si valuti Nicolosi uno studioso non degno di stima sulla base del suo credo religioso......di solito lo si dovrebbe valutare sulla consistenza delle sue teorie.....
    "Sulla base del suo credo" è una tua personale ed arbitraria interpretazione. I fatti io lo valuto sulla base della consistenza delle sue teorie! Approcciarsi alla ricerca psicologica per il solo scopo di supportare la religione lo trovo non degno di stima scientifica però, non vorrai affermare il contrario spero?

    Detto questo ci sono molti autori di orientamento psicoanalitico (Socarides,Rado, Bergler ,per citarne alcuni....)che con la religione non hanno nulla a che fare e che ritengono l'omosessualità una malattia frutto di un'inibizione dello sviluppo, che puoi tranquillamente andarti a leggere.

    In realtà i veri oscurantisti sono le lobby omosessuali che cercano di limitare la ricerca in campo psicologico screditando chi si permette di pensarla diversamente, elaborando teorie e metodi non proprio consoni con le loro aspettative.... e che quindi viene liquidato senza tante discussione come servo del vaticano anche quando con il vaticano non ha nulla a che fare anzi (vedi gli esempi sopra!)

    In secondo luogo l'omosessualità è stata tolta dal DSM solo per un'accordo (in cui le lobby omosessuali hanno avuto un certo peso..), visto che si è deciso di utilizzare come criterio per stabilire la patologia non + l'oggetto sessuale ma la "qualità delle relazione" piccolo trucco per poter aggirare il problema..........!
    Dunque tu ritieni che lo sia, una patologia intendo? Su basi psicoanalitiche o cattoliche? E ritieni che il concetto di qualità della relazione sia un "piccolo trucco"?
    E ritieni anche che tutto ciò che io abbia letto sull'argomento si limiti a Nicolosi?
    Inoltre la psicoanalisi sta rivedendo molte sue conclusioni in materia, e sicuramente ciò che è stato affermato sull'omosessualità in ambito psicoanalitico ha una sua dignità sul piano della ricerca, quindi, se si parla di Nicolosi, non vedo nel paragone con la psicoanalisi un'argomentazione valida per sostenere quest'ultimo.
    Proviamo a parlare di PERSONE omosessuali discriminate, invece che di lobby gay?

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  8. #248
    Postatore OGM L'avatar di Tara_McLay
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    Citazione Originalmente inviato da vegeta79 Visualizza messaggio
    Il paragone del feticismo non è un trucchetto, ma una scelta dettata dal buongusto..........perchè avrei potuto citarne un'altro molto + calzante in cui si parla di persone.......ma preferisco evitare ! Resta il fatto che la qualità della relazione non può essere l'unico criterio!


    Mi incuriosisce il mondo in cui l'innominata patologia in cui si parla di persone sarebbe stata un esempio più calzante...

    A volte ho la sensazione che non sia così evidente che parlando di una coppia omosessuale si parla di persone umane consenzienti... Il che, credo, renda un po' complicato il paragone con l'affezione per un paio di timberland...
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  9. #249
    Braveheart84
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    Io pure sostengo, che quello del feticismo sia un piccolo trucco. Ecco perché questa storia dell'omosessualità non mi convince mai a fondo...
    Se si parla di gusti sessuali, allora anceh il feticista giustamente può sentirsi legittimato a farsi trattare come una persona normale. E invece come mai nel DSM il feticismo è considerato parafilia?
    Insomma, per me la questine non è chiara

  10. #250
    Partecipante Super Esperto L'avatar di stellamaranta
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    ma spiace ma non ho letto tutto il 3ad tuttavia volevo proporre uno spunto.
    ho letto su ops un articolo di qualche giorno fa su un certo nicolosi. ho cercato in rete. premesso che uno che scrive un libro chiamato "Omosessualità: una guida per i genitori" e che parla di "cura" per l'omosessualità non avrebbe affatto catturato la mia attenzione, ho pero' trovato un'intervista (il sito è "estremamente" cattolico) che volevo proporre.
    Il dilemma dell'omosessualità
    Ti criticheranno sempre, parleranno male di te e sarà difficile che incontri qualcuno al quale tu possa piacere cosi come sei! Quindi vivi, fai quello che ti dice il cuore, la vita è come un'opera di teatro, ma non ha prove iniziali: canta, balla, ridi e vivi intensamente ogni giorno della tua vita prima che l'opera finisca priva di applausi.

  11. #251
    Postatore OGM L'avatar di Tara_McLay
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    Citazione Originalmente inviato da stellamaranta Visualizza messaggio
    L'avevo già letta...

    E anche rileggendola, non ci ho trovato un'argomentazione scientifica che sia una.
    E in Nicolosi continuo a rivederci una grande confusione tra ruolo di genere e orientamento di genere (continua a trattare gli omosessuali come "maschi mancati" , confondendo i piani).
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  12. #252
    Postatore Compulsivo L'avatar di LuisaMiao
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    Citazione Originalmente inviato da Braveheart84 Visualizza messaggio
    Io pure sostengo, che quello del feticismo sia un piccolo trucco. Ecco perché questa storia dell'omosessualità non mi convince mai a fondo...
    Se si parla di gusti sessuali, allora anceh il feticista giustamente può sentirsi legittimato a farsi trattare come una persona normale. E invece come mai nel DSM il feticismo è considerato parafilia?
    Insomma, per me la questine non è chiara
    come ha già risposto prima Tara ,mi pare un filo diverso parlare di due persone econsenzienti e parlare di una persona e un oggetto (o parte di una persona), non ti pare?
    e comunque, come già riportato, il feticismo non è di default una *patologia*... anche perchè se no un buon 90% della popolazione, in un modo o nell'altro, rientra in questa categoria diventa tale nel momento in cui crea disagi nella vita della persona, tipo nelle relazioni.
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  13. #253
    Braveheart84
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    Citazione Originalmente inviato da LuisaMiao Visualizza messaggio
    come ha già risposto prima Tara ,mi pare un filo diverso parlare di due persone econsenzienti e parlare di una persona e un oggetto (o parte di una persona), non ti pare?
    e comunque, come già riportato, il feticismo non è di default una *patologia*... anche perchè se no un buon 90% della popolazione, in un modo o nell'altro, rientra in questa categoria diventa tale nel momento in cui crea disagi nella vita della persona, tipo nelle relazioni.
    Appunto.
    Però qui si legittimano, mi pare, i gusti sessuali di una persona. E da questo punto di vista, un feticista può sentirsi legittimato ad affermare la propria normalità. E poi m chiedo, ammettendo di esagerare un po': ma se un giorno crereanno dei robot di provare sentimenti, una persona può sentirsi leggitimata a sposarsi con un androide?
    E cmq, a prescindere da Nicolosi, mi pare che la psicologia continui ad affermare che l'orientamento sessuale è frutto di condizioni psicologiche, e non biologiche (o, perlomeno, non solo!).
    Ultima modifica di Braveheart84 : 03-01-2008 alle ore 13.06.49

  14. #254
    Partecipante Super Esperto L'avatar di stellamaranta
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    Citazione Originalmente inviato da Tara_McLay Visualizza messaggio
    L'avevo già letta...

    E anche rileggendola, non ci ho trovato un'argomentazione scientifica che sia una.
    E in Nicolosi continuo a rivederci una grande confusione tra ruolo di genere e orientamento di genere (continua a trattare gli omosessuali come "maschi mancati" , confondendo i piani).
    devo dire che a parte le idee freudiane e della psicologia dinamica in generale, alla triennale non ho mai affrontato per nessun altro esame il tema dell'omosessualità tantomeno quella femminile. per psicopatologia ricordo solo il fatto che (dagli anni 70 mi pare) l'omosessualità non è più stata considerata una patologia. basi scientifiche non ne ho perciò esprimo il mio pensiero piuttosto ingenuamente purtroppo, ma mi piacerebbe discutere con chi ne sa di più.

    la parte dell'intervista che mi faceva di più riflettere era questa:

    "[l'omosessuale afferma]"Sono fatto così". [nicolosi risponde]In realtà la nostra identità più profonda non può mai essere omosessuale; allo stesso modo la nostra identità più profonda non può mai essere quella di un alcolista, di un sadomasochista o di un marito violento. Questi sono deficit psicologici, non delle identità."

    mi colpiva perchè la mia personale idea riguardo l'omosessualità è la stessa che per l'eterosessualità ovvero ciascuno è libero di fare ciò che gli pare (se non fa del male e non lede la libertà altrui). ma la questione almeno quella che mi sono posta (senza voler offendere nessuno) è se l'omosessualità è una patologia. ho riflettuto e continuo a pensare che si puo' essere "perversi" nelle situazioni più verie apparentemente più "normali".

    mi spiace se non riesco a spiegarmi bene. secondo me puo' esserci un omosessuale che ha un "deficit emotivo" (come lo definisce nicolosi) e magari cominciando una terapia (degna di tale nome) potrebbe non voler più intraprendere relazioni con persone dello stesso sesso (non perchè si scosta dalla "normalità") ma non credo che necessariamente tutti gli omosessuali abbiano un "deficit emotivo" e debbano intraprendere una terapia per questo.

    mi piacerebbe leggere anche di altri autori se qualcuno ha qualche consiglio.
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  15. #255
    Postatore OGM L'avatar di Tara_McLay
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    Citazione Originalmente inviato da Braveheart84 Visualizza messaggio
    E cmq, a prescindere da Nicolosi, mi pare che la psicologia continui ad affermare che l'orientamento sessuale è frutto di condizioni psicologiche, e non biologiche (o, perlomeno, non solo!).
    E' un bel "perlomeno" comunque...
    anche perchè ormai si sta sempre di più cercando una spiegazione integrata [Ad esempio il già citato modello dell'Exotic became Erotic...]. Lo stesso LeVay, che per anni è stato presentato come quello che aveva scoperto che il cervello degli omosessuali era diverso [e sto parafrasando dall'introduzione di Sexual Brain, per chi fosse interessato a leggersi qualcosa sui fattori biologici] afferma che nel momento in cui concludeva il suo vecchio articolo (quello in cui presentava lo studio sulle differenti dimensioni del terzo nucleo interstiziale dell'ipotalamo, più piccolo negli omosessuali maschi rispetto ai maschi etero) scrivendo che si poteva affermare che così si era scoperto l'omosessualità aveva radici biologiche, scriveva una cazzata, perchè implicitamente affermava che ci sono comportamenti che non hanno correlati biologici, per lui un'autentica assurdità....

    Nella frase di Nicolosi riportata a me (ma saranno manie di persecuzione ) colpisce semplicemente il subdolo trucchetto di mettere nella stessa frase <<omosessualità>> e "cose" connotate negativamente (e dico "cose" perchè alcolismo, sadomasochismo, e "marito violento" sono 3 *diverse*, come quando alle elementari insegnano che non si possono addizionare patate e cipolle).
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