• Opsonline.it
  • Facebook
  • twitter
  • youtube
  • linkedin
Pagina 3 di 4 PrimoPrimo 1234 UltimoUltimo
Visualizzazione risultati 31 fino 45 di 48
  1. #31
    Partecipante Assiduo L'avatar di @lice.rosa
    Data registrazione
    12-10-2006
    Messaggi
    198
    Citazione Originalmente inviato da miranda Visualizza messaggio
    Ciao a Tutti!
    Anche io come tanti di voi non navigo in acque molto buone, lavoro come libera professionista ma è davvero molto dura e ultimamente i pazienti sembrano non arrivare più! Sto facendo la psicologa volontaria all'ASL con la vana speranza di ricevere qualche ora di consulenza ma forse è ora di abbandonare questa utopia! Da quando mi sono laureata ho fatto l'educatrice per varie cooperative, anche se mi rendo sempre più conto che il lavoro di educatore non mi piace e pur essendo in qualche modo attinente agli studi fatti, necessita indubbiamente di predisposizioni e attitudini diverse da quelle richieste ad uno psicologo... Io vivo in liguria ma vedo che anche in altre zone di Italia la situazione è molto simile a quella della mia regione....
    Riguardo al fatto di lavorare in un campo molto diverso dalla psicologia e per di più a contatto col pubblico, come può essere il lavoro di commessa o cameriera io finora non l'ho fatto perchè mi sembra che non sia una buona pubblicità per chi voglia fare o stia già facendo la libera professione...Il mio pensiero è: Ma se mi vedesse un mio paziente o un mio potenziale paziente, mi darebbe ancora credibilità???Voi ci andreste da uno psicologo-cameriere o da una psicologa-commessa? Forse sono io che ho un'idea sbagliata....Ditemi la vostra...




    Collaboro anch'io con un'associazione in base ai progetti che ci approvano "cambia il lavoro".
    Siamo per la maggior parte psicologhe ma ci sono anche alcune educatrici.
    Da quel che ho visto le psicologhe che oltre a collaborare con l'associazione hanno lo studio (che per al verità sono poche,io ad es faccio l'insegnate all'asilo) hanno "approfittato" di questa occasione per accaparrarsi pazienti...è triste dirlo ma purtroppo è così.
    Modi più semplici non ci sono...
    In bocca al lupo!!

  2. #32
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di GIUNONE
    Data registrazione
    20-01-2005
    Residenza
    Iperuranio
    Messaggi
    1,443
    Blog Entries
    1
    Care colleghe, purtroppo la situazione è veramente così critica per noi...Io sono laureata da 5 anni con il massimo, ho completato la scuola di specializzazione post lauream de La Sapienza e sono quindi psicoterapeuta.
    Dopo volontaritoa bizzeffe (4 anni di tirocinio gratuito) ho dovuto provvedere a mantenermi da sola. inutile dirvi quante migliaia di cv inviati, complimenti, ma no grazie ricevuti, quante suole di scarpe consumate per andare anche di persona presso le strutture, associzioni, cooperative e quant'altro. Morale della favola: lavoro come segretaria full-time da un anno e mezzo. Ho uno stipendio con il quale precisamente campo e lavorando full-time nessun tempo a disposizione per dedicarmi ai miei interessi. Forse potrei pensare alla liberaprofessione, ma come sapete è un qualcosa in più che può esserci oltre il necessario stipendio fisso.Inoltre sapete quanto tempo occorra prima di farsi una "clientela".
    Secondo morale della favola: dedicandomi al mio "altro" lavoro, mi sento sempre più fuori dal giro e dalla mia professione.
    Considerate che continuo cmq a mandare cv e a tenere d'occhio i concorsi (quelli per un posto sono inutili, contano quelli coi grandi numeri che però hanno tempi biblici):
    Deprimente, vero? Ma putroppo è la realtà.
    Un grosso abbraccio a tutte
    Ultima modifica di GIUNONE : 15-01-2009 alle ore 13.08.51

  3. #33
    Partecipante Affezionato L'avatar di psiche76
    Data registrazione
    18-10-2004
    Residenza
    Napoli
    Messaggi
    92
    Citazione Originalmente inviato da GIUNONE Visualizza messaggio
    Care colleghe, purtroppo la situazione è veramente così critica per noi...Io sono laureata da 5 anni con il massimo, ho completato la scuola di specializzazione post lauream de La Sapienza e sono quindi psicoterapeuta.
    Dopo volontaritoa bizzeffe (4 anni di tirocinio gratuito) ho dovuto provvedere a mantenermi da sola. inutile dirvi quante migliaia di cv inviati, complimenti, ma no grazie ricevuti, quante suole di scarpe consumate per andare anche di persona presso le strutture, associzioni, cooperative e quant'altro. Morale della favola: lavoro come segretaria full-time da un anno e mezzo. Ho uno stipendio con il quale precisamente campo e lavorando full-time nessun tempo a disposizione per dedicarmi ai miei interessi. Forse potrei pensare alla liberaprofessione, ma come sapete è un qualcosa in più che può esserci oltre il necessario stipendio fisso.Inoltre sapete quanto tempo occorra prima di farsi una "clientela".
    Secondo morale della favola: dedicandomi al mio "altro" lavoro, mi sento sempre più fuori dal giro e dalla mia professione.
    Considerate che continuo cmq a mandare cv e a tenere d'occhio i concorsi 8quelli per un posto sono inutili, contano quelli coi grandi numeri che però anno tempi biblici):
    Deprimente, vero? Ma putroppo è la realtà.
    Un grosso abbraccio a tutte


    Cara giunone, più che essere deprimente fa rabbia........ Cmq hai tutto il mio appoggio! Coraggio!
    fammi sentire il mare.....al centro di questa città.....

  4. #34
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di GIUNONE
    Data registrazione
    20-01-2005
    Residenza
    Iperuranio
    Messaggi
    1,443
    Blog Entries
    1
    Citazione Originalmente inviato da psiche76 Visualizza messaggio
    Cara giunone, più che essere deprimente fa rabbia........ Cmq hai tutto il mio appoggio! Coraggio!
    Grazie Psiche76,
    un pò di sostegno mi serve proprio
    Grazie
    Un caro abbraccio

  5. #35
    Partecipante Affezionato L'avatar di lugana
    Data registrazione
    11-09-2003
    Residenza
    Palermo
    Messaggi
    115
    Io sono abilitata da un anno,
    ma da sette lavoro part time in un call center con un contratto a tempo indeterminato: tredicesima, quattordicesima, ferie, permessi, straordinario pagato fino all' ultimo centesimo, malattia, eventuale maternità, insomma, sotto il profilo contrattuale, una pacchia.
    Quest' anno, anche grazie al mio lavoro, ho potuto iscrivermi alla specializzazione.
    Ultimamente, e sempre più spesso penso di dimettermi per dedicarmi completamente alla psicologia, perchè lavorando non c'è sempre il tempo per studiare e approfondire quello che vorrei, però poi mi guardo intorno e dico, ma cosa vado a fare? Abituata a ricevere lo stipendio ogni 27 del mese, non so se sarei in grado di tollerare una sottopaga, per di più con ritardi anche enormi, come avviene nelle varie comunità e company. Fino ad ora come psicologa non ho mai guadagnato una lira!!! Ho fatto alcune esperienze da psicologa volontaria, con molto successo e soddisfazione, ma se da volontaria le occasioni non mancano, quando si tratta di farsi pagare... è una tragedia.
    Anche per me a volte è imbarazzante dire che lavoro in un call center, infatti lo dico solo se strettamente necessario, altrimenti mi limito a dire che sono una psicologa, anche perche ovviamente mi sento una psicologa.
    Svolgo il mio lavoro da operatrice call center con il massimo della professionalità, e ponendo molta attenzione alla relazione e all' ascolto del cliente, cosa che mi rende una delle operatrici più capaci di tutta l' azienda soprattutto sotto il profilo della gestione del cliente. Questo penso avvenga perchè metto alcune delle mie competenze psicologiche nel mio lavoro, anche se ovviamente questo non è un lavoro da psicologa.
    Purtroppo però la mia competenza non me lo rende meno logorante, e continuare a svolgere mansioni che potrebbero essere lasciate a qualcun altro è abbastanza frustrante.
    Però il mio è un lavoro in cui sono dietro un telefono, sono in qualche modo protetta da possibili incontri con eventuali pazienti, e questo mi permette di svolgerlo con una certa serenità, non so se sarei così serena se fossi più esposta, e ci fosse la possibilità di essere riconosciuta da qualcuno.
    Ultima modifica di lugana : 05-01-2008 alle ore 16.38.43
    psicologoamico

  6. #36
    Partecipante Figo L'avatar di klaudia82
    Data registrazione
    20-09-2007
    Residenza
    in un meraviglioso paesino del nord
    Messaggi
    862

    Riferimento: E lavorare in un campo che non c'entra NIENTE con la psicologia?

    ah bei quesiti...

    ma è così agonante diventare ciò per cui si ha studiato?
    anche per gli architetti, medici e ingegneri è così? spero di si...

  7. #37

    Riferimento: E lavorare in un campo che non c'entra NIENTE con la psicologia?

    vedo che siamo tutti nella stessa barca... Io, poi, sono molto indecisa se iscrivermi ad una scuola di specializzazione o meno; in molti mi dicono che senza specializzazione non sei nessuno, ma a me non va proprio di spendere più di 4000 euro l'anno e poi ritovarmi a non saper che pesci prendere. A me piacerebbe fare consulenze e incontri con famiglie ed adolescenti ma è pur vero che la famiglia si muove solo quando il problema è emerso e si rivolge più volentieri alle Asl che non a giovani liberi professionisti!!!!! Condivido il fatto che non è molto "professionale" mostrarsi come commessa e come psicologa, ecco perchè sono al bivio: o l'uno o l'altro. Sarò troppo catastrofica ma se mi guardo indietro a quattro anni dalla laurea e con un master biennale alle spalle non sono riuscita a racimolare nemmeno un euro come psicologa!!!!
    Ciao e buona fortuna a tutti
    P.S. visto che le feste si avvicinanoBUON NATALE A TUTTI!!!!

  8. #38
    Neofita L'avatar di psikeuni1
    Data registrazione
    19-12-2008
    Residenza
    pescara
    Messaggi
    7

    Riferimento: E lavorare in un campo che non c'entra NIENTE con la psicologia?

    ciao a tutti,ho letto tutte le vostre discussioni.il mio cuore e i miei pensieri sono invasi da una miriade di emozioni contrastanti.sono d'accordo con tutti voi ed anch'io vivo sulla mia pelle quello che voi vivete,anch'io penso quello che voi avete scritto ed anch'io sento dentro di me una passione grande che mi spinge ad andare avanti.Ma passando gli anni si cerca un'indipendenza economica che ci possa rendere veramente indipendenti.Purtroppo l'Italia in cui oggi viviamo da poco aiuto alla vera realizzazione dei giovani,ma qui si entra in un discorso ancora più ampio.Passione,talento,competenza e paura si uniscono per dare vita a ciò che siamo.Passione che ci spinge ad andare avanti,talmente grande a volte da porsi dei problemi se per guadagnare sia giusto fare altro.io penso che se nn si hanno i soldi necessari per fare ciò che più ci realizza bisogna in ogni modo riuscire a farlo mantenendosi a questo punto anche con un lavoro che nn c'entra niente,perchè solo realizzando noi stessi potremo vivere in maniera più serena più ricca e più piena la nostra vita,per lo meno non resteremo a vivere di rimpianti; talento che ci permette di entrare in sintonia ed in empatia con gli altri,di saperli ascoltare e comprenderli;competenza acquisita con anni di studi e sacrifici;paura per l'incertezza del futuro che accompagna la nostra professione.Questi sono i sentimenti principali che sento e che ho sentito leggendo i vostri interventi.Non siamo poi così soli se insieme ci uniamo per realizzare noi stessi.

  9. #39
    Partecipante Assiduo L'avatar di eleuteria0
    Data registrazione
    18-07-2006
    Residenza
    Cagliari
    Messaggi
    173

    Riferimento: E lavorare in un campo che non c'entra NIENTE con la psicologia?

    Citazione Originalmente inviato da klaudia82 Visualizza messaggio
    ah bei quesiti...

    ma è così agonante diventare ciò per cui si ha studiato?
    anche per gli architetti, medici e ingegneri è così? spero di si...
    Spaltro ha detto che il titolo di studio non è detto che ti farà diventare quello per cui hai studiato, ma piuttosto, ti mette in contatto con la parte più vera di te e ti fa scaturire la motivazione a qualcosa che ancora non sapevi di essere.
    "Non dissetarti a tutte le fonti che trovi: la felicità sta nell'avere sempre sete."

  10. #40
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di GIUNONE
    Data registrazione
    20-01-2005
    Residenza
    Iperuranio
    Messaggi
    1,443
    Blog Entries
    1

    Riferimento: E lavorare in un campo che non c'entra NIENTE con la psicologia?

    Citazione Originalmente inviato da eleuteria0 Visualizza messaggio
    Spaltro ha detto che il titolo di studio non è detto che ti farà diventare quello per cui hai studiato, ma piuttosto, ti mette in contatto con la parte più vera di te e ti fa scaturire la motivazione a qualcosa che ancora non sapevi di essere.
    Ciao, eleuteria. E' molto bella questa citazione...molto vera..

  11. #41
    Matricola L'avatar di usherette
    Data registrazione
    06-03-2005
    Residenza
    Milano
    Messaggi
    28

    Riferimento: E lavorare in un campo che non c'entra NIENTE con la psicologia?

    leggo solo ora questa discussione....e mi ci ritrovo IN PIENO.
    la mia esperienza: un continuo altalenare fra illusioni improvvise e auto-iniezioni di coraggio e di "si ce la farò" seguite da cadute brucianti nella disillusione....
    sono laureata da ormai 5 anni, sto iniziando il penultimo anno di scuola di specializzazione. in tutti questi anni di studio ho fatto bene o male credo almeno 10 lavori diversi....nessuno che ovviamente centrasse con la psicologia
    promozioni nei supermercati, commessa, operatrice di callcenter, ripetizioni, venditrice di divani (ebbene si), di pannolini per bambini, di dentifrici, di pasta surgelata, di birre....e pensate che non mi sia mai posta il problema "e se mi vede qualcuno che conosco/frequento nell'altra parte della mia vita?" perchè è così che mi sento...come se vivessi due vite...quella della scuola di specialità, che è la mia passione, quella del tirocinio, del volontariato, delle ore passate a leggere libri di jung....e poi ci sono io, l'altra, quella che si alza alle 5.30 per andare a fare il suo turno in call center....dire che è frustrante è davvero poco...e sapete cos'è la cosa più brutta? è che dopo qualche mese, sempre ed ineluttabilmente, mollavo questi lavori "secondari" perchè volevo riporvardi...e ogni volta mi ritrovavo a leccarmi le ferite e a rimandare curricula per gli stessi posti...e ora è uno di quei momenti...ho provato per quasi due anni in una struttura pubblica, credevo di avere avuto la botta di c..o a trovare questo lavoro come PSICOLOGA...e sapete come sta finendo? che non ho soldi per pagare la rata di iscrizione al terzo anno della scuola e domani ho un colloquio come commessa alla swatch.

    ...scusate lo sfogo...
    LIFE'S FOR MY OWN TO LIVE MY OWN WAY

  12. #42
    Partecipante Affezionato L'avatar di dani.max
    Data registrazione
    20-04-2007
    Residenza
    Friuli
    Messaggi
    65

    Riferimento: E lavorare in un campo che non c'entra NIENTE con la psicologia?

    Ciao a tutti! Io sono laureata da ottobre 2006 e abilitata dal 2007, ma di lavoro da psicologa neanche l'ombra (che novità!!!!). Ormai sto prendendo coscienza che forse non farò mai tale lavoro e piano piano lo sto accettando, anche perchè sono convinta che, per quanto mi riguarda, il lavoro non è tutto nella vita...nella mia scala dei valori non occupa certo il primo posto! Quindi credo che la cosa più importante sia trovare un lavoro con un clima sereno e in cui si stia bene, in modo da svegliarsi alla mattina senza l'ansia o l'angoscia di dover andare a lavoro, ma sereni! Le gioie nella vita sono convinta che arrivino da altro! Ovviamente è la mia opinione!
    In bocca al lupo a tutti!
    Ciao!
    "Per arrivare all'alba, non c'è altra via che la notte" Kahlil Gibran

  13. #43
    Partecipante Affezionato L'avatar di Daevorn Li
    Data registrazione
    20-10-2004
    Residenza
    Mialno
    Messaggi
    59

    Riferimento: E lavorare in un campo che non c'entra NIENTE con la psicologia?

    ehi, il mio vecchio topic!

    Vi aggiorno su quello chenè successo...

    Alla fine ho lavorato nel ristorante un mesetto, poi ho realizzato che per far funzionare una qualsiasi attività bisogna metterci dentro molto impegno, e portare avanti in parallelo due cose così diverse era impossibile.

    Ho chiuso tutto e ho iniziato a pensare... ho fatto le mie considerazioni, le mie riflessioni e sono giunto alla stessa conclusione di cui sopra: due cose in parallelo sono molto difficili da portare avanti, e io per come sono fatto non ne sono capace.
    Mi riferisco al cercare di portare avanti la proefssione da psicologo e il lavorare come educatore o similia.

    Ho soppesato i vari fattori e ho pensato:"è conveniente per me lavorare a 7 euro l'ora e rallentare la professione da psicologo in cui potrei guadagnarne minimo (ma minimo) 20? è economicamente funzionale?"
    No, non lo era. E non ho lavorato per 6 mesi.

    Me lo potevo permettere, ma ho dovuto fare delle scelte...
    Sento di diversi amici o ex compagni di università a cui i genitori affitano appartamenti, pagano scuole di specializzazione, regalano macchine, ecc, è questo ben venga, la nostra generazione è la prima dal dopoguerra dove i figli sono più poveri dei genitori...
    quello che mi fa strano è che tanti di questi ex compagni poi lavorano come educatori, non riescono a lavorare come psicologi e, giustamente, si frustrano.
    C'è un problema di scelte economiche a lungo termine, secondo me...

    Ad esempio, con i soldi di un appartamento in affitto a milano ci si prende minimo 600 euro al mese, ossia, a 7 euro all'ora, sono 85 ore al mese da educatore, ossia 21 ore alla settimana.
    In tutto questo tempo ci sono tante occasioni per sviluppare la propria professione, sono ore in cui si può lavorare per sviluppare in modo proficuo il proprio lavoro.
    Questo è un esempio molto particolare, che vale per alcune tipologie di persone, ma vi assicuro che qui a milano ne conosco di diverse che sono in questa medesima situazione.
    Io vivo ancora con i miei genitori ma in quest'anno che ho passato a casa ho sviluppato il mio lavoro e ora grazie a Dio guadagnano due volte un educatore, e soprattutto ho avviato la professione da psicologo, sto piano piano gettando le basi per il futuro.

    Questo discorso si basa su due pilastri:
    1. l'avere un minimo di aiuto dalla famiglia (e purtroppo non tutti possono averlo)
    2. avere un atteggiamento proattivo e imprenditoriale verso la professione (e purtroppo non tutti lo hanno)

    L'assunto di base, che ho avuto modo di vedere in tanti contesti in questo anno e mezzo di lavoro e che tanti colleghi più anziani mi confermano, è che la "gente comune" vuole lo psicologo!
    Il problema è che non lo sanno perchè non hanno occasione di incontrarne uno dal vivo: quando però per un motivo o per l'altro entrano in contatto, sono felici come una pasqua e iniziano ad "utilizzarlo" dal punto di vista lavorativo.

    Io non credo che gli psicologi siano troppi, che non ci sia lavoro, che siamo destinati alla fame; io credo che la gente ha bisogno degli psicologi ma che gli psicologi non si "fanno trovare".

    Per "farsi trovare", e qui mi collego a quanto detto sopra, bisogna però investire del tempo, preparare serate, farsi conoscere... tutte attività che, se portate avanti da soli, prendono tanto tempo, e se si lavora 20 ore alla settimana come educatore capisco che possa diventare un problema.

    Vorrei sapere cosa ne pensate voi, chi abita in una città meno grande di Milano, chi ha avuto un'espereinza simile, ecc ecc

    Ciao
    Daevorn

  14. #44
    Postatore Compulsivo L'avatar di ste203xx
    Data registrazione
    04-08-2003
    Residenza
    Latina-Roma
    Messaggi
    3,140

    Riferimento: E lavorare in un campo che non c'entra NIENTE con la psicologia?

    Citazione Originalmente inviato da Daevorn Li Visualizza messaggio
    ehi, il mio vecchio topic!

    Vi aggiorno su quello chenè successo...

    Questo discorso si basa su due pilastri:
    1. l'avere un minimo di aiuto dalla famiglia (e purtroppo non tutti possono averlo)
    2. avere un atteggiamento proattivo e imprenditoriale verso la professione (e purtroppo non tutti lo hanno)

    Ciao
    Daevorn
    ciao daevorn, io ti posso portare la mia esperienza che in realtà è molto simile alla tua, condivido pienamente i punti strategici che hai elencato, soprattutto il 2, è stato quello determinante. Anch'io ho lavorato per molti anni a una manciata di euro l'ora, per non parlare dei vari stage gratuiti, uno persino a napoli, facendomi ogni giorno 170 km all'andata e 170 km al ritorno, per 6 mesi, senza un euro di retribuzione!!! Perché pensavo fosse gavetta, fosse utile, blablabla...non era così, lavorare tanto tempo, sottopagata, mi ha fatto solo ritardare il "decollo" professionale. Quando ho iniziato a dire no, a lasciare piano piano alcune collaborazioni, e dedicarmi ad avviare qualcosa di mio, è stato un crescendo di soddisfazioni, di tutti i tipi, economici, umani, ecc!! Premetto che ho fatto i 5 anni di psicologia, indirizzo evolutivo, non mi sono mai occupata di clinica, bensì sempre di "didattica", ritagliandomi una professione del tutto su misura e costruendo alcuni servizi formativi, insomma non l'avrei mai detto quando ero matricola, perché non è uno sbocco "classico", riportato nelle guide, ma è stata una costruzione autonoma . Infatti penso che ci siano molti spazi "colonizzabili", a patto di costruirsi un proprio profilo al di là quello totalmente generico di "ppissicologo". La metamorfosi è avvenuta in circa 4-5 anni, in una zona del centro-sud piuttosto depressa (la pianura pontina), sono passata dalla disperazione più nera perché inviavo migliaia di curricula senza avere risposta, a dover oggi cercare io delle collaboratrici (e ho persino difficoltà a trovarle!!!), se una maga me lo prediceva 5 anni fa' non ci avrei MAI creduto!!!! I "no" sono stati fondamentali, certo per 2-3 anni ho veramente fatto e subìto di tutto, con esperienze lavorative davvero fustranti, ma davvero, se avessi detto di no prima, sarebbe stato molto melgio!!! Premetto che non ho mai potuto godere del sostegno dei genitori, semplicemente ho vissuto in affitto con 3 amiche in un paesino piccolo piccolo a 70 km da Roma, dove gli affitti sono bassi... non serve il monolocale in centro a Milano! Penso che spostandosi nei paesucoli intorno e facendo pendolarismo, vivere da soli (melgio insieme ad altre amiche "disperate" ) diventa più alla portata di precario, altrimenti davvero chi è senza genitori paganti non potrebbe mai svincolarsi...Vivere direttamente a Roma è ancora proibitivo, sono tuttora in affitto in un paese più piccolo in provincia per via dei costi, ma va bene, si prende il treno e si va. Non so poi come si evolverà la situazione, per ora il bilancio del mio studio didattico, cioè dei mie sforzi enormi, è incoraggiante, non lo cambierei mai con un classico "posto" a tempo indeterminato, anche se sembra una bestemmia...speriamo bene, perché non ci possiamo mai e poi mai adagiare!! Cmq mai perdere le speranze, io non avrei mai immaginato che la situazione si evolvesse positivamente, c'è davvero possibilità per tutti!!!!
    Ultima modifica di ste203xx : 18-01-2009 alle ore 19.24.43

  15. #45
    Partecipante Affezionato L'avatar di Daevorn Li
    Data registrazione
    20-10-2004
    Residenza
    Mialno
    Messaggi
    59

    Riferimento: E lavorare in un campo che non c'entra NIENTE con la psicologia?

    Citazione Originalmente inviato da ste203xx Visualizza messaggio
    Perché pensavo fosse gavetta, fosse utile, blablabla...non era così, lavorare tanto tempo, sottopagata, mi ha fatto solo ritardare il "decollo" professionale.
    guarda, secondo me hai centrato un punto fondamentale: fare l'educatore o lavorare gratis non è la gavetta per lo psicologo.

    Purtroppo conosco tanti amici che pensano (o meglio pensavano) che lavorare come educatore fosse una possibile gavetta dello psicologo, che fosse una sorta di percorso, che con il tempo la cooperativa ti facesse "passare di ruolo"...
    non conosco nessuno che lo abbia fatto, al contrario tanti dopo anni si accorgono che lo sbocco non c'è e allora si muovo: chi attiva la sua professione, chi si demotiva e molla.
    Non mollate!
    C'è l'opportunità, è un peccato che tanti colleghi pieni di passione e energia smettono di provarci perchè non riescono a farsi conoscere!

    Io da quando ho iniziato a lavorare ho appeso sulla porta una frase di Winston Churchill che mi carica ogni mattina, e che per uno psicologo è fondamentale:"Il successo è l'abilità di passare da un fallimento all'altro senza perdere l'entusiasmo"

Pagina 3 di 4 PrimoPrimo 1234 UltimoUltimo

Privacy Policy