Ciao a tutti i lettori e scrittori,
lo staff di OPS sta decidendo sulle linee guida di moderazione della stanza di "Sessuologia".
Ultimamente, spesso capita di utenti che raccontano storie personali per ricevere consigli connessi alla sessualità e tempo zero, si ritrovano "diagnosticati", "inviati" o addirittura "sotto trattamento".
Personalmente (in veste di moderatore di questa stanza) ho sempre sperato che l'avvio di tali discussioni fungessero da spunto per conversazioni
-meta- del tema trattato pur sapendo che, il confine fra il contenuto e la relazione (storia e persona che racconta la storia) è molto spesso sottile.
Noi psicologi siamo immersi in un paradosso professionale.
Mentre il codice deontologico recita: "Articolo 25
Lo psicologo non usa impropriamente gli strumenti di diagnosi e di valutazione di cui dispone. (...)", allo stesso tempo, per abilitarci dobbiamo sapere usare impropriamente gli strumenti di diagnosi e valutazione per passare gli esami di stato.
Lucchetto(chiudo) questa conversazione, momentaneamente o a tempo indeterminato, con la consapevolezza che questo tipo di intervento non scioglie automaticamente il paradosso costruito con tanto amore dai grandi professoroni, docenti e legiferanti.
ciaociao






