Quoto Gieko e, in maniera forse poco "politically correct", eliminerei il "magari mi sbaglio".

Credo inoltre che, per quanto didatticamente sia molto in uso, la distinzione di Ama "presenza/assenza di patologia" sia in sè pericolosa perchè molto prossima ad una medicalizzazione della nostra epistemologia e quindi dei nostri interventi, oltre a porsi come questione paradossale: definire la "presenza/assenza di patologia" implica di per sè 1 atto diagnostico precedente all'intervento psicologico, insomma, mi sembra che siamo in perfetta sintonia con Cancrini&C.
Saluti,
ikaro