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  1. #16
    Partecipante Esperto L'avatar di tatee
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    21-10-2004
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    Citazione Originalmente inviato da Nelly2806 Visualizza messaggio
    La maggior parte della gente mi ha consigliato di scegliere economia....si, è vero, da molte opportunità dovunque ma.... chi è capace di resistere per 5 anni facendo finta che le materie sono interessanti...???
    E' proprio quello a cui facevo riferimento.

    Se si cercano le opportunità di lavoro, allora perchè non andare in fabbrica, oppure a lavorare la terra, oppure a fare l'artigiano??? Leggevo proprio ieri sul giornale che non esistono quasi più falegnami, dato che le imprese chiudono e non se ne aprono di nuove.

    Mio padre lavorava come operaio edile e negli ultimi anni di lavoro ha notato come i nuovi colleghi fossero tutti provenienti da albania, romania, africa.
    Quindi se è il posto di lavoro che ci preme, ci sono un sacco di lavori interessanti con assunzione immediata... senza neanche doversi prendere il disturbo di studiare per 5 lughissimi e faticosissimi anni.

    Datemi libri, frutta, vino francese, un buon clima e un po' di musica fuori dalla porta, suonata da qualcuno che non conosco.
    Keats

  2. #17
    L'avatar di Duccio
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    25-06-2002
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    Si tatee infatti... ma infatti il ragazzo qua ha scritto che e' molto interessato sia a psicologia, che ad ingegneria che a medicina.... Allora perche' scegliere quella con meno possibilita' almeno sulla carta a parita' di motivazioni e di interessi??
    Come se mi offrono due fette di torta che amo enbrambe allo stesso modo...ovvio che prendo quella piu' grande....
    Non gli stiamo consigliando (almeno io) di fare qualcosa che non gli piace ...ma di fare qualcosa che gli piace fra le varie cose di suo interesse....

  3. #18
    Nelly2806
    Ospite non registrato
    Citazione Originalmente inviato da Duccio Visualizza messaggio
    Si tatee infatti... ma infatti il ragazzo qua ha scritto che e' molto interessato sia a psicologia, che ad ingegneria che a medicina.... Allora perche' scegliere quella con meno possibilita' almeno sulla carta a parita' di motivazioni e di interessi??
    Come se mi offrono due fette di torta che amo enbrambe allo stesso modo...ovvio che prendo quella piu' grande....
    Non gli stiamo consigliando (almeno io) di fare qualcosa che non gli piace ...ma di fare qualcosa che gli piace fra le varie cose di suo interesse....

    beato lui che ha varie possibilità...
    a me non piace altro.... cioè, può interessarmi qualcosa tipo beni culturali ma non credo di essere adatta...

  4. #19
    L'avatar di Duccio
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    25-06-2002
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    Io ad esempio ho una impostazione molto scientifica...sara' anche per aver fatto lo scientifico... e da piccolo volevo fare o medicina o veterinaria... Poi crecendo ho capito che non era il caso... soprattutto per la lunghezza delle facolta', ... poi mi era presa la fissa di architettura (perche' mi piaceva il disegno tecnico e la storia dell'arte e soprattutto c'erano sia materie scientifiche che umanistiche)... poi mi era presa con biologia... Alla fine pero' mi interessava di piu' psicologia... anche li soprattutto perche' c'erano sia materie umanistiche che di statistica, fisiologia ecc... Non l'avrei mai fatta se mi avessero detto che andavo a fare qualcosa di umanistico e mi e' andata decisamente bene... Tornanrdo indietro non so se l'avrei rifatta...probabilmente si... ma c'e' caso che avrei anche fatto qualche corso triennale di medicina che e' sempre stata fra le mie preferenze piu' gradite...ma non sono assolutamente pentito

  5. #20
    Partecipante Esperto L'avatar di tatee
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    21-10-2004
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    Citazione Originalmente inviato da Duccio Visualizza messaggio
    Allora perche' scegliere quella con meno possibilita' almeno sulla carta a parita' di motivazioni e di interessi??
    Hai ragione Duccio. Infatti pensa che la mia scelta originaria era fra filosofia e psicologia!
    So di aver fatto la scelta giusta ma ogni tanto mi sento più filosofa che psicologa ;-)
    Datemi libri, frutta, vino francese, un buon clima e un po' di musica fuori dalla porta, suonata da qualcuno che non conosco.
    Keats

  6. #21
    Partecipante Affezionato L'avatar di VioleMeli
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    Citazione Originalmente inviato da Dexter89 Visualizza messaggio
    Salve a tutti!!!
    Frequento il quinto anno al liceo scientifico, e sono quindi chiamato a decidere che percorso universitario scegliere una volta conclusasi la mia esperienza alla scuola superiore.
    Il mio sogno è quello di lavorare nell'ambito della psicologia (specialmente nell'ambito clinico). Però il dubbio è grande: parlando con uno psicologo ho scoperto che il numero di laureati in psicologia in Italia è molto elevato (mi pare lo 0.5% della popolazione, molto superiore rispetto alla Francia) e che quindi trovare un posto di lavoro soddisfacente e stabile non è per nulla semplice nè tantomeno scontato.
    Leggendo poi questo articolo ho appreso che è dura per un neo-laureato trovare un lavoro a breve termine.

    Vorrei chiedervi consiglio: mi conviene ora come ora scegliere psicologia?
    Se si, che ramo mi consigliereste?
    Le opportunità di lavoro in veneto sono soddisfacenti?
    Il lavoro, una volta trovato, risulta abbastanza stabile?
    Ci sono possibilità di mettersi in proprio?

    P.s.: io andrei a studiare a Padova.

    Grazie
    ..se studi per garantirti un futuro stabile ti consiglio di fare perito elettricista o idraulico..
    se studi per crescere come persona non devi pensare al futuro economico:puoi solo cambiare il mondo..niente di più
    cmq se sei in gamba indipendentemente da quanti si laureano il lavoro lo trovi o lo inventi
    avere un sogno e avere un dubbio a riguardo è contraddittorio..
    pensala bene..ti ci vedo di più a fare il diplomatico o lo statista..
    opinioni

  7. #22
    L'avatar di Duccio
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    Mi sembra una risposta un po' qualunquista e inutilmente sarcastica verso una persona che aveva chiesto un semplice consiglio....
    E cmq tutti studiano per garantirsi un futuro stabile... Devo ancora conoscere qualcuno che studia senza avere una minima idea di quello che fara' e di quello che sara'....
    E meno male che abbiamo dei dubbi.... sinceramente diffido molto delle persone che hanno sempre chiaro tutto senza mai avere dei ripensamenti...

  8. #23
    Partecipante Affezionato L'avatar di VioleMeli
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    io studio senza avere una minima idea di quello che farò perchè mi piace quello che studio ma non so se mi piacerà farlo come lavoro
    e la vita è un dubbio ma io sono dell'idea che si scelga la cosa giusta solo se lo fai dopo che te l'hanno ripetutamente sconsigliata perchè vuol dire che t'interessa davvero
    psicologia inversa che non funziona certo con tutti ma visto che su questo sito ognuno ci mette il suo io ci ho messo il mio sempre pessimo e criticato
    distruggo per costruire
    piacere :-D

  9. #24
    L'avatar di Duccio
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    Beh in questo caso... e' stata esposta una questione che non e' amo la psicologia e basta ma mi sconsigliano cosa faccio?? Bensi'... amo diverse cose fra cui anche la psicologia ... cosa mi consigliate di fare? Ovvio che se uno ha uguali motivazioni e interessi per piu' cose.. dovrebbe scegliere quella sulla carta migliore come possibilita'...
    Tutto qui.... Piacere mio

  10. #25
    Partecipante Esperto L'avatar di tatee
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    Bello.... mi sembra che da questa discussione stiano emergendo due modi abbastanza contrapposti di vedere gli studi e il lavoro:
    - studio per lavorare, ho un obiettivo
    - studio perchè mi piace, poi si vedrà

    Credo che nessuno dei due sia giusto o sbagliato, ma sicuramente porta a delle conseguenze diverse.
    Cerco di fare un ipotesi, ditemi se la pensate diversamente.

    Nel primo caso, se studio con l'obiettivo preciso di fare un certo lavoro, mi realizzerò il giorno in cui inizierò a fare quel lavoro. Al contrario potrei sentirmi fallito o non realizzato finchè non riesco a "sfondare".
    Nel secondo caso, premesso che ci si sente cmq un pochino delusi e irrealizzati nel fare un lavoro diverso da quello "dei sogni", la differenza fondamentale è di prendere il proprio percorso come un accrescimento personale, a prescindere dagli sbocchi lavorativi. Questo perchè, come dice giustamente VioleMeli, un conto è studiare e un conto è lavorare e, citando un caro prof., non sai se vuoi fare davvero lo psicologo finchè non ti sei trovato davanti il tuo primo paziente.... cosa che succede dopo svariati anni di studio.

    Credo che, siccome appartengo alla seconda linea di pensiero (come avrete capito), non mi pentirò di aver scelto di studiare psicologia anche se non dovessi mai lavorare come psicologa. Ma spero di riuscirci, ovviamente :-)
    Datemi libri, frutta, vino francese, un buon clima e un po' di musica fuori dalla porta, suonata da qualcuno che non conosco.
    Keats

  11. #26
    Partecipante Affezionato L'avatar di glassina
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    Citazione Originalmente inviato da tatee Visualizza messaggio
    Bello.... mi sembra che da questa discussione stiano emergendo due modi abbastanza contrapposti di vedere gli studi e il lavoro:
    - studio per lavorare, ho un obiettivo
    - studio perchè mi piace, poi si vedrà

    Credo che nessuno dei due sia giusto o sbagliato, ma sicuramente porta a delle conseguenze diverse.
    Cerco di fare un ipotesi, ditemi se la pensate diversamente.

    Nel primo caso, se studio con l'obiettivo preciso di fare un certo lavoro, mi realizzerò il giorno in cui inizierò a fare quel lavoro. Al contrario potrei sentirmi fallito o non realizzato finchè non riesco a "sfondare".
    Nel secondo caso, premesso che ci si sente cmq un pochino delusi e irrealizzati nel fare un lavoro diverso da quello "dei sogni", la differenza fondamentale è di prendere il proprio percorso come un accrescimento personale, a prescindere dagli sbocchi lavorativi. Questo perchè, come dice giustamente VioleMeli, un conto è studiare e un conto è lavorare e, citando un caro prof., non sai se vuoi fare davvero lo psicologo finchè non ti sei trovato davanti il tuo primo paziente.... cosa che succede dopo svariati anni di studio.

    Credo che, siccome appartengo alla seconda linea di pensiero (come avrete capito), non mi pentirò di aver scelto di studiare psicologia anche se non dovessi mai lavorare come psicologa. Ma spero di riuscirci, ovviamente :-)

    Io invece credo che si possa rimanere delusi molto in entrambi i casi:
    -se si studia in vista di un lavoro, e no si riesce poi a fare quel lavoro si è molto delsi
    -se si studia perchè "piace" si può rimanere altrettanto delusi, perchè inevitabilmente ci si scontrerà con materie antipatiche, e anche se così non fosse, inevitabilmente un giorno si smetterà di studiare, e si lavorerà, e magari quel lavoro non sarà minimamente quello che si sarebbe voluto!

    Io terrei un occhio sia al lavoro, che al piacere di studiare... All'inizio dell'università non si può avere un'idea chiara di quello che è il lavoro dei sogni, certo, le idee su cosa piace veramente si chiariscono a poco a poco, ma non tenerne per niente in considerazione mi sembra davvero un rischio inutile: se anche mi piace il disegno tecnico e la matematica, posso pensare di diventare architetto o ingegnere, ma se l'idea di stare chiuso ore e ore a progettare cose non è il mio ideale di vita, e preferisco stare a contatto con le persone, forse sarebbe il caso di pensarci due volte. Anche se qualcuno adora la filosofia, ma l'idea di diventare insegnante gli da il voltastomaco, così come quella di fare selezione del personale, e a scrivere non è proprio portato... Bhè, magari può studiare filosofia per passione, ma poi andrà a fare tutt'altro. E' una prospettiva possibile, ma ritengo non sia quella tipica di un ragazzo che esce dalle superiori e cerca la sua strada.

  12. #27
    Partecipante Affezionato L'avatar di VioleMeli
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    il sindaco di Venezia (non sono sicura che sia quello attuale,cmq) è laureato in filosofia..non credo abbia scelto la facoltà con quell'intento
    i nostri genitori purtroppo o per fortuna ci hanno insegnato a preoccuparci solo del futuro ma loro non hanno fatto l'università..
    è deleterio e frustrantissimo studiare una cosa che non ti piace tanto che (e io qua vado sull'irreale e pessimismo profondo) potrebbe passarti la voglia di vivere e al lavoro non arrivarci mai
    non dico di non pensarci ma di ricordarsi che viviamo qui e ora..
    sono una fan di ciò perchè l'ho scoperto da qualche mese e ho rimpianto tutte quelle cose che non ho fatto perchè rallentavano il mio percorso di studi e quindi il mio stabile futuro..

  13. #28
    L'avatar di Duccio
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    Infatti non credo che nessuno qua faccia qualcosa che non ama e che gli fa schifo...Oltretutto sarebbe anche masochista dato che la psicologia non e' certo fra le facolta' con maggiori sbocchi..anzi...Quindi immagino che tutti noi qua siamo appassionati della psicologia
    Il sindaco di Venezia di certo come tutti coloro che fanno filosofia, o storia, o letteratura... hanno scelto tali facolta' per passione... e anche chi fa psicologia voglio credere, sperare e pensare che lo faccia per amore della psicologia e per una innata e assoluta curiosita' nei confronti dell'essere umano e dell'altro in generale....
    Credo anche che viviamo in un mondo di squali dove non e' assolutamente vero che se vali trovi lavoro in qualunque campo.... Purtroppo l'arrivismo, i calci nel culo e le raccomandazioni esistono e sono sotto gli occhi di tutti.... Al giorno d'oggi a mio parere c'e' una legge di "incastri" ovvero se il tuo pezzo si incastra bene in un mosaico vai avanti bene... quindi dipende da che tipo di tassello vuoi essere e in che tipo di mosaico vuoi inserirti (oggi vado avanti a metafore.. ) In termini spiccioli.... ognuno di noi ha interessi, passioni, sogni... da coltivare, nutrire far crescere... con questo non farei mai una cosa che non mi piace che mi da' tante possibilita'...senno' a quest'ora farei ingegneria aereospaziale.... Ma credo che nel momento in cui possa avere piu' interessi sia giusto ragionare in base a questi ma anche in maniera pragmatica....facendo una giusta compensazione.... Il che non vuol dire fare cose che non mi piacciono ma cercare di andare dove tira maggiormente il vento....
    Se io fossi stato bravissimo nelle materie scientifiche... molto portato in questi campi... ma anche con un amore per la psicologia oltre che ad un vivo interesse per la matematica fisica ecc .... beh forse farei ingegneria... o medicina... ma non perche' faccio qualcosa che mi fa schifo ma perche' faccio qualcosa che mi piace tanto quanto la psicologia ma che forse ha piu' opportunita'....
    Sinceramente in questo non ci vedo proprio niente di sbagliato....

  14. #29
    Partecipante Esperto L'avatar di tatee
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    Citazione Originalmente inviato da glassina Visualizza messaggio
    Io invece credo che si possa rimanere delusi molto in entrambi i casi:
    -se si studia in vista di un lavoro, e no si riesce poi a fare quel lavoro si è molto delsi
    -se si studia perchè "piace" si può rimanere altrettanto delusi, perchè inevitabilmente ci si scontrerà con materie antipatiche, e anche se così non fosse, inevitabilmente un giorno si smetterà di studiare, e si lavorerà, e magari quel lavoro non sarà minimamente quello che si sarebbe voluto!
    Permettimi di fare una precisazione:
    se studi una disciplina che ti piace è ovvio che comunque ti potrai scontrare con delle materie antipatiche, ma questo non significa che un giorno inevitabilmente smetterai di studiare! Questa credo che sia una mentalità che risente ancora dell'ambiente scuola dell'obbligo. Quando hai una passione, ami quello che studi e non smetterai mai!
    Oltretutto per le professioni mediche, come anche la psicologia, è necessario che la formazione e l'aggiornamento vengano continuati per tutta la vita professionale.

    Ultima cosa, nel momento in cui svolgi un lavoro non attinente alla professione alla quale aspiri, se quel lavoro non ti piace e non ti soddisfa, questo non dipende dagli studi che hai compiuto e la conseguente delusione è legata a quel lavoro e non alle tue passioni, che cmq "dovrebbero" rimanerne al di fuori.
    Mi spiego: se lavoro in un asilo come educatrice (cosa che molti fanno dopo la laurea in psicologia) posso trovarmi in queste 2 situazioni, ad es:
    1- non mi piace lavorare in asilo perchè voglio fare la psicologa... allora perchè hai accettato di lavorare in asilo? Se è perchè non hai trovato niente di meglio lo capisco... ma si spera che sia solo un occupazione momentanea e quindi il malcontento dovrebbe essere limitato.
    Il buon saggio dice: se puoi risolvere il problema, perchè preoccuparsi? E se non puoi risolvere il problema, perchè preoccuparsi? La vita è adesso (baglioni docet) e se vuoi vivere con il muso lungo è una tua scelta.

    2- voglio sempre lavorare come psicologa ma mi piace anche lavorare in asilo con i bambini e anche se non lavorerò sempre in asilo, intanto mi "godo" questa esperienza, ne prendo i lati positivi e chissà, magari mi potrà anche tornare utile in futuro.

    Troppo filosofica oggi, eh?
    Datemi libri, frutta, vino francese, un buon clima e un po' di musica fuori dalla porta, suonata da qualcuno che non conosco.
    Keats

  15. #30
    Partecipante Affezionato L'avatar di glassina
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    Citazione Originalmente inviato da tatee Visualizza messaggio
    Permettimi di fare una precisazione:
    se studi una disciplina che ti piace è ovvio che comunque ti potrai scontrare con delle materie antipatiche, ma questo non significa che un giorno inevitabilmente smetterai di studiare! Questa credo che sia una mentalità che risente ancora dell'ambiente scuola dell'obbligo. Quando hai una passione, ami quello che studi e non smetterai mai!
    Oltretutto per le professioni mediche, come anche la psicologia, è necessario che la formazione e l'aggiornamento vengano continuati per tutta la vita professionale.

    Ultima cosa, nel momento in cui svolgi un lavoro non attinente alla professione alla quale aspiri, se quel lavoro non ti piace e non ti soddisfa, questo non dipende dagli studi che hai compiuto e la conseguente delusione è legata a quel lavoro e non alle tue passioni, che cmq "dovrebbero" rimanerne al di fuori.
    Bhè, per quanto riguarda la laurea in psicologia potrei presentarti persone che credevano che fosse tutt'altro da quello che è, e che sono state sistematicamente deluse da diversi esami, e all'inizio erano proprio convintissime che la psicologia fosse la cosa più bella del mondo.
    Per quanto riguarda il lavoro ho già fatto esempi, mi sembra... Non credo che il lavoro debba essere qualcos'altro... Forse è la mia esperienza a parlare, ma ho in casa due persone totalmente diverse, una che lavora felicemente ed è tranquilla e felice di ciò che fa, e viene a casa contenta dal lavoro (mio padre), e una che odia a morte il suo lavoro, ma non può lasciarlo (mia madre), quindi credo che il lavoro c'entri qualcosa con le passioni.
    Io stessa ho scelto psicologia perchè mi piaceva, ovvio! Ma mi piacevano anche le prospetive future (sebbene non facilmente raggiungibili), se mi si fosse prospettato qualcosa come stare tutto il giorno seduta ad una scrivania ad aver a che fare con un computer e dei numeri non l'avrei fatto.

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