
Originalmente inviato da
Silfanya
Quello che mi fa andare avanti, oltre a tutto quello che avete detto (passione e via dicendo), è la costruzione della mia identià: io sono psicologa!
Mi spiego.
Io sono una psicologa come sono una donna, come sono italiana e via dicendo. Essere psicologa del lavoro è una parte della mia identità, voglio esercitare la professione perché sarebbe manifestare una parte di me, ma questo non significa che perderò me stessa se non ci riuscirò, significa che sarò amareggiata, ma potrò coltivare la passione: questo nessuno mi potrà impedire di farlo!
Credo nella professione e lotto perché gli altri la capiscano, la conoscono e leggano nei miei occhi il mio credo nella psicologia. Lotto per il rispetto della nostra professione, come lotto per il rispetto di essere donna (ritengo che anche in questo la nostra cultura sia abbastanza indietro... una donna è "strana" se penso di voler far carriera a scapito della famiglia, se è dirigente ha ottenuto il successo per vie "brevi", oppure è raccomandata...una donna che entra in un cantiere assieme a un uomo sicuramente è la sua assistente e non la prima ad essere l'architetto...).
In U.S. hanno uno psicologo anche per gli acchiappacani, qui non ci sono nemmeno nelle scuole! Si sa che la nostra professione è poco riconosciuta e poco conosciuta nella nostra cultura italiana. Pochi sanno cosa sia uno psicologo, ancora meno sanno la differenza fra psichiatra e psicologo (anche fra gli studneti di psicologia)...ma queste sono cose che si sanno.
In tutti questi alti e bassi che mi sta riservando il percorso per fare la professione di psicologa del lavoro, vedendo che gli studenti di filosofia di Cà foscari fanno counselling vantandosi dicendo "A noi i matti non ci spaventano!", sentendo "Anch'io mi interesso di psciologia: ho letto gli uomini vengono da marte e le donne da venere" (lo stesso argomento viene trattato dall'ASPIC)...come alcuni di voi hanno detto, possiamo fare qualcosa dicendo a queste persone cosa ne pensiamo, senza mezzi termini!
Ritengo, inoltre, che a volte siamo anche noi psicologi a chiuderci, a vantarsi di esserlo...mi dispiace da morire dirlo, ma un pò come i filosofi-tuttologi!
Quello che faccio nel concreto è sostenere a spada tratta il mio credo nella necessità della figura dello psicologo, ribadendo i punti di forza della nostra scienza, riconoscendo i suoi punti di debolezza, che sono da sviluppare (dato che ha solo poco più di un secolo!)