Parto da qui e dal titolo, che è stato letto in chiave molto di parte che vi avevo proposto...
Anche se l'autore ha una formazione cattolica, il titolo: "Scrutare nell'anima" fa riferimento al fatto che in psicologia noi abbiamo per forza a che fare con l'anima delle persone e non in senso religioso ma per la profondità dei temi che emergono: in fondo si parla di amare, odiare, vita, morte, il terrore di essere soli o abbandonati.....
Non possiamo pensare che queste cose, nel momento in cui le persone vengono da noi perchè vogliono un consiglio o un aiuto, "non abbiano conseguenze psichiche". Possiamo nasconderci dietro qualsiasi tecnica e conduzione, ma quando le cose funzionano è perchè noi e i nostri pazienti ci siamo incontrati davvero. Io sono sistemica ma del controtrasfert parlano di contino anche da noi, secondo voi perchè?
Allora non è questione di voler bene o meno, di fare o meno la ramanzina.. io credo che sia questione di capire che se una persona è in dubbio sul fare una cosa anche er le sue covinzioni religiose, questo aspetto della sua vita va preso in considerazione e con rispetto e questo significa che in maniera più o meno esplicita cosa penso verrà fuori, che se una persona viene e sta facendo qualcosa di palesemente sbagliato e dannoso per altri io sono tenuto anche a chiarire che non va bene (qui non penso ai temi discussi fino ad adesso ma a qualcosa di più "piccolo" ma in cui la nostra opinione viene fuori: ad es. "guardi che ipicchiare i suoi bambini è sbagliato"), che se io lavoro come consulente di parte ho anche la responsabilità di dire al mio assistito che certe pretese sono assurde, insensate o dannose (per lui o per altri).
La storiografia ha imparato all'inizio del secolo che chi scrive non è neutro, è corsa ai ripari proprio imparando a specificare meglio la posizione di chi scrive... La fisica ha scoperto da tempo il principio di indeterminazione (l'osservatore modifica l'osservazione già per il fatto di esserci).. se noi ci dichiariamo terzi completamente neutri facciamo danni peggiori perchè non esplicitando cose che comunque passano ci chiamiamo fuori dalla responsabilità del processo terapeutico.. Questo non vuol dire scrivere sulla porta il nostro orientamento confessionale o sbandierarlo appena una persona inizia a parlare.. significa ricordare che chi viene da noi viene per un consiglio, noi possiamo non fare i punti di riferimento ma difficilmente gli altri ci vedranno così.
Finisco con una battuta ma rende l'idea: per chi ha visto l'ultimo remake de "Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato" sulla fine c'è una scena tipo lettino dell'analista in cui Wonka parla e un umpa-lumpa scrive e non dice una parola. Alla fine wonka arriva ad una conclusione ed esclama "dottore lei ha ragione!"... Ochhio a come ci vedono dall'esterno![]()








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