Giunone e psiche76 avete ragione...tanti selezionatori del personale che non sono psicologi!! non sapevo che si potesse lavorare in banca con la laurea in psico (allo sportello o alla cassa intendo)!!
grazie!
Oggi mi sentivo giù, proprio perchè riflettevo sul nostro universo professionale e mi sentivo proprio in alto mare e devo dire che leggere tutto ciò che avete scritto mi ha aiutata a sentirmi meno sola, per cui grazie!!
io ho 28 anni, mi sono laureata nel 2005 e, dopo il tirocinio e l'abilitazione mi sono tuffata alla ricerca di un lavoro per cui mi sono laureata,scontrandomi con una grossa delusione, poichè pensavo sinceramente che con la nostra laurea avremmo potuto fare di più, invece è tanto tanto difficile.
La laurea non basta, ci vuole la specializzazione, per cui nel 2009 inizierò la scuola anche io.
Di tirocini e volontariato ne ho fatto tanto: alla asl (dove ho continuato x un anno a tenere dei corsi che avevo iniziato durante il tirocinio e naturalmente senza essere pagata, anzi, ho dovuto pagarmi l'assicurazione personale!), in un ente per le adozioni internazionali (dove sto continuando tutt'ora).
Ho inviato progetti per le scuole, senza avere risposta.
Ho lavorato x un anno e mezzo come educatrice domiciliare presso una cooperativa, di casi da seguire ne avevo, ma ti trovi a lavorare da sola, in situazioni di emergenza (io seguivo minori a rischio) spesso dfficili da gestire e soprattutto tocca a sbatterti in auto da una casa all'altra, per tale ragione, dopo aver inondato la provincia di Ancona di curricula, ho cambiato ed ora lavoro come educatrice presso una comunità alloggio di tipo psichiatrico.
Il lavoro mi piace, l'ambiente anche e la paga è buona, solo che lì faccio le sostituzioni, per cui non lavoro molte ore (poche ore e poco guadagno), rimango nella speranza che prima o poi possa entrare fissa.
Adesso pongo a tutte voi una domanda cruciale: cosa si deve fare per lavorare come psicologa? Al di là dell'aspettare che escano concorsi pubblici, dove vanno spediti i curricula?
Confrontiamoci su questo, visto che magari alcuni di voi hanno idee o hanno esplorato campi che altri non conoscono, io mi metto a disposizione con la mia esperienza.
Grazie a chi mi risponderà
Baci
Ciao!
Certo, il lavoro me lo tengo stretto perché mi rende economicamente indipendente e soddisfatto ma credimi...Una tristezza nel cuore!
Faccio un lavoro meccanico, freddo che si risolleva unicamente nei momenti in cui posso parlare col pubblico (e il pubblico se ne rende conto del mio valore aggiunto...).
Certo, un lavoro così non si deve mollare ma io ogni tanto vorrei davvero fare lo psicologo e lasciare tutto...Spero che con la specialità e in un prossimo futuro, di poter lavorare nel nostro campo.
E' vero, in banca le prospettive ci sono per la formazione e l'HR ma tutti mi dicono "eh, se non fai carriera lì, la fai da un'altra parte!"...Il fatto è che io vorrei fare lo psicologo e non il responsabile mutui!!!
Comunque nella banca in cui lavoro io, assumono più solo laureati per lo sportello, in modo da poter investire maggiormente e garantire loro una carriera (cosa che negli ultimi anni, ai diplomati, non garantivano più, a discapito dei laureati).
Vabbé...Tengo duro e spero di prendermi delle soddisfazioni in futuro.
io ho appena trovato lavoro in una coop ma non so se accettare dato che la retribuzione oraria (5 euro all'ora netti) non mi sembra granche' anche perche' delle 40 ora che lavorero alcune sono di notte a altre nei week end.
Lavorare come piscologi e' un'utopia datoc he le ASL si "accontentano" dei volontari. Perche' pagare uno schiavo che ti prega per lavorare gratis?
Brava, è proprio questo il problema. Io ti consiglio di accettare se non hai il problema di mantenerti da sola e di seguire fin quando ti è possibile lavori in linea con il nostro profilo. In questo modo ti crei una rete di relazioni basilare per il nostro lavoro e per il nostro inserimento.
IN BOCCA AL LUPO![]()
Ciao,riporto la mia esperienza.
mi sono laureata nel 2002, abilitata nel 2003. Ho iniziato a lavorare c/o i Centri di Formazione Professionale, durante la preparazione dell'esame di stato, e ho continuato a lavorarci fino al 2007, in diversi ruoli Docente, Tutor, Counselor e Psicologa, ma si è sempre trattato di contratti di collaborazione che non garantiscono nè continuità, nè stabilità. in ogni modo mi piaceva lavorare in quel contesto a contatto con adolescenti proveninti da situazioni di svantaggio socio-culturale e con soggetti disabili (devo precisare che ho investito tanto con l'auspicio di avere un contratto a tempo determinato, che non è mai arrivato).
Lo scorso anno ho avuto una supplenza annuale in una scuola elementare (anche se provengo dall'indirizzo evolutivo, devo dire che non ero molto soddisfatta di quello che facevo, fatta eccezione per lo stipendio mensile che mi permetteva di essere indipendene e soprattutto di pagarmi la scuola di specializzazione) e ho continuato a collaborare con il CFP . quest'anno mi pare di aver toccato il fondo, non sono stata più chiamata c/o il CFP (le motivazioni ve le risparmio, ma non hanno a che fare con il mio operato), e ho iniziato a lavorare come assistente alla comunicazione affiancando un ragazzo sordo con un contratto a progetto. questa esperienza è stata mortificante, frustrante, mi sembrava di essere ritornata al liceo. alla luce di ciò, ho rivalutato l'esperienza dell'insegnamento e soprattutto, ho riconosciuto l'importanza del contratto che tutela il lavoratore.
ho recesso il contratto come assistente alla comunicazione e ora accetto le poche supplenze che mi capitano, auspicando di poter lavorare nella scuola e magari svolgere l'attività privata nel pomeriggio (cosa che ho iniziato a fare).
riconosco in me (grazie anche alla scuola di specializzazione) che la difficoltà di accettare lavori diversi da quelli per cui si è studiato (io non dicevo a nessuno che lavoravo come insegnante elementare, me ne vergognavo) era legata ad una credenza catastrofica di "fallimento" professionale.
ora vedo la possibilità di lavorare in un altro settore come una necessità per essere autonoma, ma ciò non toglie che possa esercitare la professione di psicologo che mi gratifica tanto, ma che non mi permette (allo stato attuale) di vivere dignitosamente.
Non ti abbattere, tesoro....e non ti vergognare...vedrai che arriverà il bel tempo...te lo dico io che faccio la segretaria da 2 anni, come hai potuto leggere....inoltre dici anche che hai avviato l'attività privata.....dai, bravacoraggio
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...LEGGENDO TUTTO CIO'.. MI SORGE SPONTANEO UN COMMENTO: KE MONDO DIFFICILE!!! Già, KE SKIFO!!!!!!!!! X noi psicologi non c'è davvero giustizia. Sono laureata con la quinquiennale, ma haimè...demoralizzata..afflitta...e sopratutto delusa perchè SENZA LAVORO!!! Quando ho terminato la scuola superiore mi sentivo pronta x l'università... x fare psicologia..quella materia che tanto mi piaceva... ed ora.. eccomi qui. Non l'avrei mai detto ma a questo punto credo che la realtà SPEZZI TROPPE ALI...e molto seneramente affermo che se potessi tornare indietro non farei la stessa scelta..anzi lo stesso ERRORE. Mi dispiece dirlo ma COME VOGLIONO LE NOSTRE CARISSIME ISTITUZIONI AVREI FATTO QUALCOSA CHE NON MI PIACEVA MA CHE MI AVESSE CONSENTITO DI AVERE UNA STABILITA'. Se queste sono le prospettive.. non ci resta che apettare il futuro...e chiederci dove andremo a finire se solo poki avranno la fortuna di fare ciò che sentono di fare?????
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Che tristezza!Comunque no siete soli!Lamaggior parte dei lauresti in giurisprudenza lavorano nei call center,tentano di fare la pratica part-time....trovando avvocati con poche pretese che gli firmino il libretto e si buttono sui master....convinti che una specializzazione apra loro il mondo del lavoro,qui a Cagliari spesso non succede e allora pensano di partire a Roma o Milano,perchè li se sei specializzato tipo in cunsulente d'impresa ti prendono subito!!!!Ma x carità..secondo loro aspettano i laureati sardi a braccia aperte con un contratto milionario???Almeno voi avete i piedi per terra,a volte parlo con certa gente e mi sembra di essere pessimista io!Oggi mia cugina mi ha detto che vuole fare un master perchè la pratica gratis non lo fa,poi vuole lavorare nelle imprese come consulente,se qui non trova parte a Milano e li è più facile trovare lavoro,ti prendono subito,però vorrebbe fare un master riconosciuto, elien le ho detto che quelli universitari spesso non insegnano nulla e servono per lavorare nel pubblico...e lei mi risponde che vuole lavorare nel pubblico,perchè anche essere presa all'Auchan o alla Reimar (autosalone qui a Cagliari,in ammionistrazione naturalmente)le piacerebbe lo stesso perchè oagano anche 3000 euro....peccato che siano aziende private...che dite è un pò confusa???
Poi qundo parlo con vostri colleghi che fanno il tirocinio devo stare zitta...sono convinti che trovano subito lavoro..mah!Non vi dico la situazione fra i i ragazzi vicini al diploma...ieri mia cuginetta mi chiede un consiglio sulla facoltà,era indecisa tra medicina e giurisprudenza....piu che altro voleva sapere quanto si guadagnava!La sorella invece iscritta in ec.aziendale con diploma di ragioniera criticava un'amica che con la laurea triennale come la sua era stata assunta da ragioniera in un negozio di abbigliamneto,la cosa a suo dire è mortificante,perchè con una laurea non si può fare un lavoro che faresti anche con un diploma!!!!L'avrei voluta strozzare..ma sto zitta altrimenti sembro il grillo parlante...e mi sfogo con voi del forum!
ragazza.. il punto che fa sorridere è che tutte noi ci siamo iscritte a questa facoltà per passione.. per aiutare il prossimo, e, forse qualcuna di noi anche per "innamoramento" a questa bellissima e vastissima disciplina..
ma ai vari , studi, sbattimenti vari , restrittezze economiche etc etc.. subentra la frustrazione, la delusione.. il rammarico-- (tornassi indietro..) .. la sensazione di aver fatto tutto per niente..
forse forse finiamo noi per essere candidate a una bella psicoterapia.![]()