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Discussione: Psicologi cattolici???

  1. #121
    Partecipante Super Esperto L'avatar di valevalens
    Data registrazione
    20-10-2004
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    Citazione Originalmente inviato da annat.79 Visualizza messaggio
    scusami..quali risposte ha dato la religione??? nn sarò molto religiosa..ma nn mi pare che cn adamo ed eva si sia risolto il mistero delle nostre origini...uno scienziato nn può accettarlo....tutto al più lo confuta...e che esiste un aldilà nessuno tra gli scienziti lo conferma.....nn si tratta d litigare ma di camminare su 2 strade diverse..tra il credo per assurdo e il credo perchè studio...
    Mettiamola così....sapremo se esiste un aldilà solo dopo la nostra morte.
    Se esiste, il cattolico strizzerà l'occhio al non credente e gli sorriderà dicendogli "hai visto?". Se invece non esiste nulla non potranno dirsi niente, perchè se non esiste nulla come faranno?
    E va beh...era una battuta per dire che per credere in Dio non ci vuole la ragione, ma il cuore, solo il tuo sentire. Si crede in Dio per fede, che non è una cosa che si trova tra le pagine di un bel libro o in qualche raduno alternativo di comunione e liberazione...e neanche in qualche rivista di famiglia cristiana. Si crede perchè si sente Dio nella propria vita, anche quando le cose vanno male e il mondo ti pare andare a rotoli.
    Puoi arrabbiarti con Dio, puoi prendertela e imprecare, ma ciò non toglie che lo senti, che lo senti reale e nelle persone che hai accanto, non perchè qualcuno ti dice che esiste o non esiste.
    Ma con questo lungi da me dal dire che chi crede è migliore o peggiore di chi non crede...io non mi reputo una che pensa di dover fare grandi cose.
    Dal mio punto di vista, quella di una credente nel piccolo e piena di difetti, penso che un giorno cristiani, buddisti, atei e musulmani saranno giudicati solo sull'amore. Almeno questo è quello che penso. Ben vengano altre vedute!
    Ultima modifica di valevalens : 11-02-2008 alle ore 22.13.18

  2. #122
    Esatto!!!
    Si crede perchè si sente Dio nella propria vita, anche quando le cose vanno male e il mondo ti pare andare a rotoli.
    E' questa la funzione ma non è l'unica che utilizziao.
    Pensa ai Bias o errori cognitivi...... ci danno una mano nell'elaborare informazini o nel "risparmiare" energie facendogi agire in maniera più economica ma non si basano su dati oggettivi.
    Non per questo sono meno utili.
    Certo! basarsi solo su questi può portare dei problemi così coe dare solo spiegazioni religiose a ciò che ci accade ma questo è vero per ogni assolutizzazione. abbiamo domande per le quali non potremmo mai avere delle risposte oggettive e siccome l'uomo non regge gli enigmi cerca le sue risposte ovunque e se la religione gli dà delle risposte plausibili e magari anche rassicuranti, allora le accetta e le fa sue.
    Senza contare che i valori morali religiosi sono condivisi in tutto il mondo e parlo del fatto che i valori cattolici sono simili a quelli di tutte le altre religioni. Questo vuol dire che sono NOSTRI. Di questo mondo.
    Dipende tutto da come interpreti le cose. Se leggi in modo letterale la bibbia, è normale che Adamo ed Eva non esistano per te, altrimenti dove metteremo le scimmie?

  3. #123
    AlphaDraconis
    Ospite non registrato
    bias ed errori cognitivi si basano su dati oggettivi...
    i dati cognitivi sono quelli precedentemente categorizzati, ma comunque sono presenti.

    A parte questo, penso che il discorso non sia essere credenti o meno, bensì essere cattolici e scienziati.

    Credere si può credere a un dio, a un alieno che ci ha piantati, a un meteorite che ci ha portati...si può credere a tutto, il che non va contro l'essere scienziato (se mai non è coerente...ma non va contro).

    Essere cattolici è diverso, un cattolico deve credere nella Chiesa e nella sua gerarchia, in quello che dice il Papa, nelle interpretazioni della Bibbia date dai preti (interpretazioni ufficiali intendo) e deve seguire i dettami della Chiesa Cattolica.
    Se non fa questo non è cattolico, è cristiano, protestante, ortodosso, testimone di geova....etc.

    Il "sentire Dio" vuol dire tutto e niente

  4. #124
    Partecipante Affezionato L'avatar di ParanorWill
    Data registrazione
    23-06-2005
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    Citazione Originalmente inviato da AlphaDraconis Visualizza messaggio
    Essere cattolici è diverso, un cattolico deve credere nella Chiesa e nella sua gerarchia, in quello che dice il Papa, nelle interpretazioni della Bibbia date dai preti (interpretazioni ufficiali intendo) e deve seguire i dettami della Chiesa Cattolica.
    Se non fa questo non è cattolico, è cristiano, protestante, ortodosso, testimone di geova....etc.

    Il "sentire Dio" vuol dire tutto e niente
    Rispetto alla modalità di pensiero tipica di un approccio scientifico temo che a volte possa divenire proprio questo il problema...

  5. #125
    Partecipante Esperto L'avatar di tatee
    Data registrazione
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    497
    Citazione Originalmente inviato da fallacia Visualizza messaggio
    .....siccome l'uomo non regge gli enigmi cerca le sue risposte ovunque e se la religione gli dà delle risposte plausibili e magari anche rassicuranti, allora le accetta e le fa sue.
    Sarebbe interessante discutere sul concetto "l'uomo non regge gli enigmi" e ha bisogno di essere rassicurato.
    Intanto perchè non per tutti è così (vedi gli atei).
    Inoltre potrebbe in realtà nascondere insicurezza e immaturità.

    Credenti= insicuri/immaturi?
    Potrebbe essere (non per tutti, ovviamente).
    Datemi libri, frutta, vino francese, un buon clima e un po' di musica fuori dalla porta, suonata da qualcuno che non conosco.
    Keats

  6. #126
    AlphaDraconis
    Ospite non registrato
    L'uomo ha comunque fondamentalmente paura dell'ignoto, può evitare di affrontarlo o può trovarne una spiegazione e la spiegazione può essere trovata razionalizzando o teologizzando ciò che risulta inspiegabile (mi sto riferendo alle classiche domande senza risposta: che senso ha la vita, da dove veniamo, dove andremo).

    Certo, visto da un punto di vista prettamente psicologico si potrebbe interpretare una risposta teologica ad esempio alla morte, come una necessità di rassicurare se stessi...ma dopotutto noi agiamo sempre così, il credere a meno di certi casi non è sinonimo di insicurezza o immaturità (in certi casi perchè immaturi e insicuri sono sia tra i credenti che tra i non credenti).

    Poi chissà...se mai un giorno considereranno il credere in un ente supremo una forma di delirio, e l'averne esperienza come una allucinazione..ma dubito sarà così

  7. #127
    io non credo che il cercare delle risposte sia un segno di immaturità o insicurezza, quanto piuttosto un voler vivere con consapevolezza il mondo circostante. Anche gli atei hanno bisogno di risposte solo che non le cercano nella religione.
    Pensa a quanto la "paura di perdere il controllo" sia angosciante per l'uomo. Ecco perchè si cercano le risoste. Per sapere cosa ci circonda. Quali sono gli ingredienti della nostra vita. Oggi è San Valentino, quindi pensa a tutte quelle persone (per lo più donne) che chiedono in continuazione se l'altro l'ama oppure che cercano negli atteggiamenti prove del loro amore.
    Oppure al meccanismo più ancestrale di Attacco/fuga che è una risposta del nostro organismo. Ai riflessi. Siamo fatti per rispondere e pertanto abbiamo bisogno di risposte.
    Siamo animali sociali e quindi abbiamo bisogno di avere informazioni sugli altri per agire di conseguenza. Ad ogni Stimolo una Risposta.
    Non è segno di immaturità ma di conoscenza.

  8. #128
    Partecipante Esperto L'avatar di tatee
    Data registrazione
    21-10-2004
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    Firenze
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    Citazione Originalmente inviato da fallacia Visualizza messaggio
    .....Oggi è San Valentino, quindi pensa a tutte quelle persone (per lo più donne) che chiedono in continuazione se l'altro l'ama oppure che cercano negli atteggiamenti prove del loro amore.
    ...... Siamo fatti per rispondere e pertanto abbiamo bisogno di risposte.
    Siamo animali sociali e quindi abbiamo bisogno di avere informazioni sugli altri per agire di conseguenza. Ad ogni Stimolo una Risposta.
    Non è segno di immaturità ma di conoscenza.
    Capisco quello che vuoi dire, però devi ammettere che il nostro bisogno di risposte, o conoscenza, varia moltissimo da individuo a individuo.

    Per citare il tuo esempio, ci sono persone ossessionate dal bisogno di sapere se il loro partner ricambia il loro amore o li tradisce e altri che semplicemente si fidano e non assillano il loro amato.

    Lo stesso si può dire su argomenti più complessi, come l'origine dell'uomo e la vita dopo la morte. Il mio desiderio di conoscenza può essere tale e quale a quello di un credente, ma mentre il credente "si ferma" alla risposta che gli viene fornita dalla sua religione, io posso tollerare la mia "ignoranza" in proposito e tenermi tutti i miei dubbi.
    Datemi libri, frutta, vino francese, un buon clima e un po' di musica fuori dalla porta, suonata da qualcuno che non conosco.
    Keats

  9. #129
    AlphaDraconis
    Ospite non registrato
    Si può essere attivi o passivi nella ricerca di conoscenza (risposte).

    L'essere credenti non vuol dire prendere un qualcosa per buono, ma seguire una certa linea di percorrenza nel trovare le proprie risposte.

    Non è bene generalizzare, ci sono cattolici che sono attivi nel rapporto con l'ignoto e ci sono cattolici passivi, come in tutto...

    Io non me la sentirei mai di giudicare una persona dalla sua religione, rispetto chiunque, satanisti, atei, cattolici, i cosiddetti "pagani", non posso sapere cosa ha portato la persona a fare una certa scelta.

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