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  1. #46
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    20-09-2004
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    Albino (BG)
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    Nella diagnosi di Mobbing è importante che vengano esclusi nel soggetto-vittima disturbi di personalità paranoide
    E perché mai? Anche i paranoici possono avere dei nemici veri!

    Alpha ha inquadrato correttamente la questione: il mobbing non è "una sindrome", né una "patologia". Quantomeno non nei termini correnti. Semmai è una "patologia del sistema aziendale-sociale". Ma non mi pare che una tale definizione possa ritrovarsi in nessun trattato.

    La questione di fondo sta nell'aver legato strettamente il mobbing alla psicologia clinica ed alla psicopatologia. Un'operazione effettuata soprattutto per consentire alle vittime di mobbing di "rivalersi" sul datore di lavoro o sullo Stato in termini di assicurazione sanitaria.
    Ma è un'operazione -a mio avviso - mistificatoria. Sia perché traduce un'esperienza di conflitto organizzativo-sociale in termini di patologia individuale, sia perché nasconde le radici reali del problema costituito dalla sofferenza sul lavoro.

    Credo potrebbe essere interessante per te, Alessandro, provare a sganciarti completamente dal paradigma psicologico-clinico e approfondire il versante comunicativo, sociale e politico della questione.

    Buona vita

    Guglielmo
    Dott. Guglielmo Rottigni
    Ordine Psicologi Lombardia n° 10126

  2. #47
    AlphaDraconis
    Ospite non registrato
    Concordo con quanto sopra.

    L'unico ambito in cui è necessario escludere patologie psicologiche precedenti della vittima è quello risarcitorio, sia perchè nel caso venissero riscontrati disturbi antecedenti l'organizzazione potrebbe essere sollevata da parte della responsabilità, sia per valutare i danni effettivi portati dal fenomeno mobbing e quindi provvedere ad un adeguato risarcimento.

  3. #48
    Alessandro.G
    Ospite non registrato
    Citazione Originalmente inviato da willy61 Visualizza messaggio
    E perché mai? Anche i paranoici possono avere dei nemici veri!

    Alpha ha inquadrato correttamente la questione: il mobbing non è "una sindrome", né una "patologia". Quantomeno non nei termini correnti. Semmai è una "patologia del sistema aziendale-sociale". Ma non mi pare che una tale definizione possa ritrovarsi in nessun trattato.

    La questione di fondo sta nell'aver legato strettamente il mobbing alla psicologia clinica ed alla psicopatologia. Un'operazione effettuata soprattutto per consentire alle vittime di mobbing di "rivalersi" sul datore di lavoro o sullo Stato in termini di assicurazione sanitaria.
    Ma è un'operazione -a mio avviso - mistificatoria. Sia perché traduce un'esperienza di conflitto organizzativo-sociale in termini di patologia individuale, sia perché nasconde le radici reali del problema costituito dalla sofferenza sul lavoro.

    Credo potrebbe essere interessante per te, Alessandro, provare a sganciarti completamente dal paradigma psicologico-clinico e approfondire il versante comunicativo, sociale e politico della questione.

    Buona vita

    Guglielmo

    Ma visto che non è considerato reato dalla legge l'unico modo per ottenere giustizia è spostare il Mobbing su un piano patologico! Non posso tralasciare questa parte, è troppo importante..
    Un abbraccio
    Ale

  4. #49
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    Citazione Originalmente inviato da Alessandro.G Visualizza messaggio
    Ma visto che non è considerato reato dalla legge l'unico modo per ottenere giustizia è spostare il Mobbing su un piano patologico! Non posso tralasciare questa parte, è troppo importante..
    Un abbraccio
    Ale
    Neanche la violazione del contratto di lavoro è considerata reato dalla legge. Ma i lavoratori, di solito, non spostano la questione su un piano di patologia/psicopatologia...
    Credo sia interessante chiedersi perché, con il mobbing, non accada la stessa cosa.
    Poi, non ti dico di tralasciarla, questa parte. Pensavo solo che, dato che ti stai laureando in scienze della comunicazione, il focus del discorso andasse spostato rispetto alla psicologia...

    Buona vita

    Guglielmo
    Dott. Guglielmo Rottigni
    Ordine Psicologi Lombardia n° 10126

  5. #50
    AlphaDraconis
    Ospite non registrato
    Non deve sussistere un reato per un risarcimento.
    La legge dice che qualsiasi danno causato deve essere risarcito da chi l'ha provocato.
    Il danno può essere volontario, colposo, preperintenzionale, va comunque risarcito se ne viene accertata l'univoca causalità o con-causalità.


    Comunque, a parte questo, il discorso è che il mobbing non può fenomenologicamente essere considerato una patologia (se non a livello sociale come giustamente dice Guglielmo), è un errore "semantico" chiamarlo patologia, però è vero che il mobbing può causare patologie (vedi disturbo post-traumatico da stress) ed effettivamente è quello ciò che viene risarcito e sul quale "viene fatta giustizia".

    La legge è strana, non prevede punizione per il fatto in sè ma per le conseguenze, se io tiro un pugno a qualcuno, nel caso non gli faccia nulla nessuno mi può chiedere un risarcimento, lo stesso nel mobbing.

  6. #51
    Alessandro.G
    Ospite non registrato
    Ragazzi rispetto al "Bossing" e al "Bulling" cosa sapete dirmi?
    Sto trovando molte definizioni diverse: alcune sono leggermente diverse tra loro, altre invece completamente.
    Secondo voi quali sono le definizioni più accreditate?
    Cordiali Saluti
    Alessandro

  7. #52
    AlphaDraconis
    Ospite non registrato
    Il bossing è una sotto-categoria del mobbing.
    E' un comportamento "di mobbing usato al fine di espellere dal contesto socioproduttivo lavoratori non voluti, altrimenti difficilmente amovibili" (Giorgi, Majer; 2004).
    Oppure "una forma di terrorismo psicologico che viene programmato dall'azienda o dai vertici dirigenziali come una vera e propria strategia aziendale di riduzione o razionalizzazione del personale, oppure di semplice eliminazione di una persona indesiderata." (Ege, 1996 in Giorgi, 2004).

    Il bulling avrei problemi a definirlo in relazione al mobbing visto che da quando è stato coniato il termine mobbing non si utilizza più la definizione bulling riferito ai luoghi di lavoro; è' "rimasto" un fenomeno associato all'ambito scolastico-infantile.

  8. #53
    Alessandro.G
    Ospite non registrato
    Citazione Originalmente inviato da AlphaDraconis Visualizza messaggio
    Il bossing è una sotto-categoria del mobbing.
    E' un comportamento "di mobbing usato al fine di espellere dal contesto socioproduttivo lavoratori non voluti, altrimenti difficilmente amovibili" (Giorgi, Majer; 2004).
    Oppure "una forma di terrorismo psicologico che viene programmato dall'azienda o dai vertici dirigenziali come una vera e propria strategia aziendale di riduzione o razionalizzazione del personale, oppure di semplice eliminazione di una persona indesiderata." (Ege, 1996 in Giorgi, 2004).

    Il bulling avrei problemi a definirlo in relazione al mobbing visto che da quando è stato coniato il termine mobbing non si utilizza più la definizione bulling riferito ai luoghi di lavoro; è' "rimasto" un fenomeno associato all'ambito scolastico-infantile.
    Bene, mi hai tolto il dubbio che avevo! Difatti sto trovando il Bulling sia come Mobbing verticale sia come soprusi in ambito scolastico ma credo che sia quest'ultima la versione più accreditata!
    GRAZIE MILLE
    Ale

  9. #54
    AlphaDraconis
    Ospite non registrato
    figurati
    si, c'è confusione, soprattutto perchè prima che venisse coniato il termine mobbing si utilizzava la definizione "bullismo lavorativo", probabilmente le ricerche vecchie portano questo termine e qualcuno non aggiornato ha continuato a trascriverlo.

  10. #55
    Alessandro.G
    Ospite non registrato
    Proviamo, però, a pensare su una linea differente: il passaggio dall'economia "fordista" a quella attuale, che effetti ha sull'organizzazione del lavoro? E quali sono le conseguenze di sistemi produttivi basati sul concetto di "qualità totale", "flessibilità", "disponibilità", "apprendimento continuo", oggi ampiamente utilizzati?
    Se guardiamo al settore del credito, ma potremmo estendere il ragionamento anche ai settori industriali in senso stretto, quel che vediamo è che si passa da un'organizzazione del lavoro rigida, nella quale ruoli e comportamenti sono definiti e lo status è regolato da fattori chiari (anzianità, titolo di studio), a un'organizzazione del lavoro flessibile, nella quale la definizione di ruoli e comportamenti è carente o assente e nella quale lo status viene definito in termini di produttività: il migliore è quello che riesce a vendere ai clienti la combinazione di prodotti finanziari che massimizzi il profitto aziendale. Poco importa se si rifilano i bond Parmalat alle vecchiette.
    Aggiungiamo a questo cambiamento l'aumento della precarietà e la diffusione di contratti di lavoro a tempo determinato.
    Una delle possibili conseguenze è la paura. Paura di non essere all'altezza, paura di perdere il posto di lavoro, paura di essere trasferito, paura di non riuscire a mantenere il proprio status...
    Ma questa paura potrebbe anche non essere una consegueza indesiderata di una modalità di organizzazione socio-economica. Potrebbe essere anche che i livelli più alti (in termini di reddito e di potere decisionale) utilizzino coscientemente questa paura, anche nelle forme del mobbing, per raggiungere i loro obiettivi: incremento dei profitti (e quindi del loro stipendio e dei loro dividendi), incremento del loro potere e del loro status.

    Non so cosa ne pensate. Ma più leggo sull'argomento e meno mi convincono le spiegazioni in termini di personalità. A me pare che trascurare i fattori sociali e politici sia un errore.

    Fatemi sapere

    Buona vita

    Guglielmo[/QUOTE]


    Caro Guglielmo,
    sto affrontando nella tesi l'argomento di cui mi scrivesti tempo fa (riporto la citazione sopra). Potresti indicarmi un testo che approfondisca questo argomento, ovverosia l'avvento dell'economia post-fordista e la conseguenza di questo sul mondo del lavoro?
    Attendo con ansia....
    Grazie
    Alessandro

  11. #56
    Alessandro.G
    Ospite non registrato
    Ragazzi mi accingo ad affrontare nella tesi la parte relativa alle tecniche di selezione del personale: il mio intento, per ricollegarmi al Mobbing, è quello di dimostrare che le tecniche di selezione delle risorse umane spesso sono volte alla ricerca di candidati con requisiti che sono difficili da trovare in una sola persona e che delineano un candidato ideale utopistico; ciò provocherebbe malcontento nelle aziende le cui aspettative a volte sono deluse rispetto a risorse che dimostrano di avere capacità nella norma ma non eccezionali come credevano.
    Avete qualche testo o articolo da consigliarmi in merito?
    Qualcosa sulle agenzie interinali in merito?
    Attendo News!
    GRAZIE!
    Alessandro

  12. #57
    Alessandro.G
    Ospite non registrato

    Candidati utopistici

    Ragazzi mi accingo ad affrontare nella tesi la parte relativa alle tecniche di selezione del personale: il mio intento, per ricollegarmi al Mobbing, è quello di dimostrare che le tecniche di selezione delle risorse umane spesso sono volte alla ricerca di candidati con requisiti che sono difficili da trovare in una sola persona e che delineano un candidato ideale utopistico; ciò provocherebbe malcontento nelle aziende le cui aspettative a volte sono deluse rispetto a risorse che dimostrano di avere capacità nella norma ma non eccezionali come credevano.
    Avete qualche testo o articolo da consigliarmi in merito?
    Qualcosa sulle agenzie interinali in merito?
    Attendo News!
    GRAZIE!
    Alessandro

  13. #58
    Partecipante L'avatar di simonella81
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    buongiorno a tutti.. scusate se mi intrometto ma l'argomento è troppo di mio interesse per poter far finta di niente... ho fatto la tesi sul mobbing con un anno di lavoro di revisione di tutta la letteratura possibile e immaginabile su questo tema e se posso darti un consiglio ti direi di lasciar perdere la maggior parte dei testi italiani.. noi siamo veramente indietro in questo campo.. per esempio ha ragione Guglielmo nel dubitare della questione "personalità" perchè ormai in diversi paesi è stata abbandonata da un pezzo come ipotesi. E' una questione di contesto organizzativo, di dinamiche che si creano sul posto di lavoro, dovuti a tantissimi fattori...

    per quanto riguarda la legge.. il mobbing sì nn è reato, ma spesso si fa riferimento a quelle vengono (erroneamente) definite forme di mobbing come le molestie sessuali o le violenze fisiche..
    e cmq per colmare il vuoto legislativo molte aziende si sono dotate di un codice di condotta interno per tutelarsi e tutelare il personale.

    per quanto riguarda la tua parte sulle conseguenze ti consiglierei di aggiornare i dati.. quelli che indichi tu risalgono al 1998 ma ci sono ricerche molto più recenti.

    una cosa che cmq credo fondamentale è quella di differenziare il contesto italiano da quello di altri paesi.. infatti ogni cultura considera il mobbing con sfumature diverse (tant'è ke è sbagliato utilizzare il questionario di Leymann in Italia per es perchè non contempla forme di vessazione presenti invece nei nostri contesti lavorativi), tant'è ke vengono usati anke nomi diversi per chiamarlo... pensa x esempio ke in Italia il fatto di urlare contro qcuno al lavoro non viene considerato come una forma di mobbing in quanto gli italiani hanno normalmente un tono di voce alto se sono particolarmente arrabbiati.. In altre culture invece è assolutamente considerata un'azione mobbizzante!
    penso che questo sia importante visto che oggi siamo sempre più in una realtà multiculturale, nelle nostre aziende ci sono molti più stranieri che quindi hanno cultura diversa dalla nostra ed è facile che si creino conflitti.. credo che questo aspetto possa rientrare in una tesi che cmq è fatta nell'ambito della comunicazione

    per quanto riguarda la selezione in reltà io credo che la questione sia un'altra: ormai la selezione non si fa quasi + "come si deve", nn si cerca + il candidato giusto per quella posizione e per quell'azienda, ma l'interesse delle società di selezione è cmq presentare una rosa di candidati al cliente (solo a quel punto si viene pagati) e poco importa se sono delle persone che si sa che nn andranno grankè bene per quel posto di lavoro!! se invece si facesse un'analisi come si deve del clima e della cultura aziendale, del gruppo di lavoro nel quale la figura dovrebbe essere inserita, delle reali competenze trasversali che la persona dovrebbe possedere per svolgere al meglio quel lavoro in quell'ambiente, allora si individuerebbero tutte le caratteristiche che il candidato deve avere per poter lavorare bene in quel posto ma anche stare bene.. non so se mi spiego
    io ho fatto nel tirocinio selezione in una società di selezione e davvero le informazioni che si hanno per selezioanre sono poche!! non si sa quasi niente dell'azienda, come si fa a capire quale candidato ( al di là delle conoscenze informatiche o delle competenze tecniche che può avere) starà meglio in quel posto, si inserirà meglio nel gruppo di lavoro? e poi altra questione fondamentale è il periodo di inserimento che dovrebbe fare l'azienda per ottenere un miglior fit... cosa che nn viene quasi mai fatta e questo (so per certo) in alcuni casi ha portato "per forza" a isolamento fisico, a esclusione dal gruppo e dalle informazioni ecc ecc

    basta, la smetto con le mie lugubrazioni mentali

    buona tesi

  14. #59
    Alessandro.G
    Ospite non registrato

    Grazie!

    Citazione Originalmente inviato da simonella81 Visualizza messaggio
    buongiorno a tutti.. scusate se mi intrometto ma l'argomento è troppo di mio interesse per poter far finta di niente... ho fatto la tesi sul mobbing con un anno di lavoro di revisione di tutta la letteratura possibile e immaginabile su questo tema e se posso darti un consiglio ti direi di lasciar perdere la maggior parte dei testi italiani.. noi siamo veramente indietro in questo campo.. per esempio ha ragione Guglielmo nel dubitare della questione "personalità" perchè ormai in diversi paesi è stata abbandonata da un pezzo come ipotesi. E' una questione di contesto organizzativo, di dinamiche che si creano sul posto di lavoro, dovuti a tantissimi fattori...

    buona tesi
    Cara Simonella,
    ti ringrazio tantissimo per i tuoi preziosi suggerimenti.
    Mi trovi d'accordo su tutto ma, ahimè, l'unica letteratura reperibile nelle Biblioteche e nelle Librerie è quella italiana: concordo sulla scarsa attendibilità e sul pessimo lavoro di "copia-incolla"compiuto in questi testi ma finora ho trovato solo testi di Herald Ege per quanto riguarda la letteratura straniera! Sapresti darmi qualche consiglio in tal senso?
    E per quanto riguarda la letteratura sulle conseguenze dove posso attingere a qualcosa di più recente?
    Cordiali Saluti
    Alessandro Gallo

  15. #60
    Partecipante L'avatar di simonella81
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    Citazione Originalmente inviato da Alessandro.G Visualizza messaggio
    Cara Simonella,
    ti ringrazio tantissimo per i tuoi preziosi suggerimenti.
    Mi trovi d'accordo su tutto ma, ahimè, l'unica letteratura reperibile nelle Biblioteche e nelle Librerie è quella italiana: concordo sulla scarsa attendibilità e sul pessimo lavoro di "copia-incolla"compiuto in questi testi ma finora ho trovato solo testi di Herald Ege per quanto riguarda la letteratura straniera! Sapresti darmi qualche consiglio in tal senso?
    E per quanto riguarda la letteratura sulle conseguenze dove posso attingere a qualcosa di più recente?
    Cordiali Saluti
    Alessandro Gallo
    attenzione.. Ege è considerato il massimo esperto italiano di mobbing (chissà poi perchè...). L'unico autore italiano che in realtà mi sento di consigliarti è Depolo (il quale per esempio lega il mobbing alla rottura del contratto psicologico). Il suo libro migliore è "Mobbing: Quando la prevenzione è intervento. Aspetti giuridici e psicosociali del fenomeno", Milano, Franco Angeli. L'avrai sicuramente già letto.. Ege ne ha scritti diversi, ma personalmente l'unica cosa che mi ha colpito molto è che mette in risalto l'importanza della cultura di riferimento e il fatto che teorizza anche il quick mobbing (per vessazioni con durata inferiore ai 6 mesi)

    Un libro interessante se avessi la possibilità di trovarlo è S. Fox, e P.E. Spector , Counterproductive work behavior: Investigations of actors and targets, Washington, DC, APA


    mentre la bibbia del mobbing è Einarsen, S., Hoel, H., Zapf , D. e Cooper, C.L.
    2002 "Bullying and emotional abuse in the workplace: International perspectives in research and practice", London and New York, Taylor and Francis.

    per quanto riguarda le conseguenze, ti metto un database che avevo creato con tutta la bibliografia che tratta di conseguenze del mobbing.. purtroppo ora nn ho tempo di andare a riguardare gli articoli per capire quali siano + interessanti, ma appena riesco lo farò. così vedi quelli più recenti
    .. nn me lo fa caricare... appena torno te lo mando in altro formato

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