
Originalmente inviato da
Vimae
Io di esperienze di volontariato ne ho fatte durante l'università, mentre studiavo e quindi era ovvio che nessuno pagasse le mie competenze non ancora consolidate... e dove avresti consolidato le tue competenze? di quali competenze ti riferisci?
Mi è stato anche utile nello studio (per declinare alcuni concetti in modo più pratico e per capire cosa realmente mi piacesse fare) quindi convieni che può essere utile x fornirci una direzione?.
Dopo l'abilitazione però ho deciso di scindere il piano professionale da quello personale quale piano professionale concreto avresti maturato dopo l'abilitazione
Ritengo che il mio lavoro abbia una dignità e quindi va pagato: se non sono molto esperta vorrà dire che verrà pagato poco chi lo decide che non sei ancora molto esperta? quali criteri usi?(sento di giovani psicologi che chiedono privatamente 60-70 euro a seduta, adesso non dico di chiederne 20 ma la mia analista-psicoterapeuta affermata ne chiede 70 wow ci andiamo tutti a questo prezzo!: esattamente quando un neo-laureato con 2 pazienti inviati dall'amico dell'amico?), o altrimenti farò esperienza con i tirocini
Fra specializzazione e master l'occasione non manca, ma in questa forma mi sembrano più tutelati quale occasione? quale tutela? sicuramente x scuole e psicoterapeuti disoccupati lo saranno: non sono io che mi "svendo" offrendomi di lavorare gratis, è un obbligo formativo cui sto assolvendo e ho scelto la tua associazione per svolgere tale obbligo nessuno ti obbliga, quindi il favore sono io che lo faccio a te e non viceversa tu che mi permetti di "sentirmi per qualche minuto psicologa"o magari tu mi permetti di sentirmi una persona umana e solidale.
Perchè l'impressione che ho è che tanti aspiranti psicologi, che si ritrovano a fare un lavoro che non c'entra nulla con la psicologia, pur di sentire che stanno facendo qualcosa di vicino al loro percorso di studi si buttino sul volontariato raccontandosi che così si fa esperienza... e invece l'esperienza lavorativa come e dove si fa oggi?
Certo ma è un'esperienza professionale (setting, responsabilità deontologica e morale) o un'esperienza di volontariato? magari è solo un'esperienza di vita...
Siamo sicuri che le due cose coincidano?
E poi che immagine finiamo per dare? Che lo psicologo non è un professionista che vale la pena di pagare, ma una persona che si diletta nel tempo libero (dato che nella vita per mantenersi deve fare altro) ad esercitare per due ore alla settimana invece qual'è l'immagine giusta? quella dello psicologo al call center o in qualche segreteria? lì sì che pagano...
Ma allora posso far improvvisare anche mia mamma che è in pensione e ha tanto tempo libero? lo farebbe con altre competenze, magari maturate dall'esperienza di mamma, visto che oggi i figli non li fa nessuno x mancanza di un futuro lavorativo certo
Da quando mi sono abilitata le uniche esperienze di volontariato che ho fatto sono state in ambiti lontani dalla psicologia è stata una tua scelta, rispettabile, ma non estendibile ad altre esperienze in ambiti fortemente psicologici "centri d'ascolto, migrazione, hiv, anziani, minori, parkinson..., dove ero volontaria come persona e non come professionista: vendite di beneficienze, servire pasti alle mense dei barboni,... sono esperienze umane che ti arricchiscono comunque (e nel nostro lavoro la ricchezza personale diventa ricchezza professionale), ma continuo a ritenere che mischiare il piano del lavoro con quello del volontariato finisca solo per ledere la nostra categoria...nessuno qui vuole mischiare, è solo parte di una scelta personale