
Originalmente inviato da
artale03
L’Università non funziona come dovrebbe, e non è la sola. Non mi riferisco ai tanti psicologi che arrivano all’abilitazione e dopo non sanno dove sbattere la testa, e nemmeno alle (dis)funzioni dell’(dis)ordine degli psicologi. Ho riflettuto, ho analizzato, ho sviscerato, ho enucleato, ho monitorato e ho fatto tanti altri participi passati. Poi ho elaborato il planning, la vision, la mission, l’assessment e l’outplacement e tante altre parole inglesi di moda. Alla fine, dopo un dissidio interiore che quello di Foscolo al confronto era una lite tra vecchietti per un parcheggio, sono giunto alle definitive conclusioni di cui voglio mettere al corrente soprattutto gli studenti di psicologia, quelli, insomma, che volendo fanno ancora in tempo a cambiare corso di laurea e, possibilmente, nazione. Le cose stanno in questo modo:
Gli psicologi quinquennali cercano di fottere il lavoro a quelli triennali
Tra quelli quinquennali, quelli dell’indirizzo del lavoro cercano di fottere il lavoro a quelli dello sviluppo, quelli dello sviluppo a quelli del lavoro, e quelli del clinico a quelli dello sviluppo e a quelli del lavoro
Gli psicoterapeuti cercano di fottere il lavoro agli psicologi clinici, del lavoro e dello sviluppo
I medici cercano di fottere il lavoro agli psicoterapeuti e agli psicologi
I counselor, i life coach, gli operatori del pensiero positivo (esistono, lo sapevate?), gli astrologi e i cartomanti cercano di fottere il lavoro ai medici, agli psicoterapeuti e agli psicologi.
È la dura realtà, queste cose all’università non le dicono, e anche se le dicessero penseremmo che lo fanno solo perché sono dei delusi frustrati che proiettano sugli altri le loro ferite narcisistiche, perché siamo psicologi…
Enzo
P. S.
Mi scuso con quelli dello sperimentale per non averli citati, ma non so a chi fottono il lavoro e chi possa volerlo fottere a loro, anzi, spero che vogliano intervenire numerosi per aggiornarmi sull’argomento.