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Visualizzazione risultati 16 fino 30 di 63
  1. #16
    Partecipante Esperto L'avatar di Bellatrix
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    30-01-2006
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    Citazione Originalmente inviato da Accadueo Visualizza messaggio
    Il sistema ECM garantisce una validità ed un riconoscimento a livello istituzionale e di curriculum, il corsetto di psicologia del relax sotto l'amaca, no! Quindi, dove sta lo "spolpamento" del povero psicologo, nel riempirsi il curriculum di seminarietti e corsi sulla psicologia della felicità del cavallo che galoppa verso l'orizzonte in una notte di luna piena, oppure in aggiornamenti riconosciuti anche a livello europeo?
    ahhhh che mi sento leggero
    ecco, su questo io ho abbastanza dubbi...vedo ad esempio delle mie amiche farmaciste che hanno l'obbligo degli ECM e che fanno, ad esempio, come corsi ECM, la lettura su internet di un piccolo testo, rispondono a 10 domande (rivedibili, cioè puoi rifarle fino a che non rispondi bene), e quindi ti vengono accreditati i punteggi. Dopo il primo anno in cui si sono sbattute (corsi ECM di floriterapia e robe simili), hanno scoperto questo escamotage, consigliato peraltro dai rispettivi datori di lavoro, e senza spendere nulla, sono 3 anni che si "aggiornano" così! non vorrei che l'obbligatorietà degli ECM diventasse una pagliacciata, un pro-forma, o magari una spesa inutile....se per altri ordini professionali siamo a questi livelli, quale potrà essere la serietà futura dei nostri corsi ECM? un modo solo per guadagnare più soldi dandoci in cambio poco o niente?

  2. #17
    Partecipante Super Esperto L'avatar di quattrostracci
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    Mmmm, scusate se ci vado giù un po' duro: le vostre osservazioni che fanno una lettura positiva della situazione denotano sicuramente, da parte vostra, una estrema buona fede, ma contestualmente un'assoluta non conoscenza dei meccanismi che regolano i rapporti tra Medici e Psicologi e, tantomeno, i meccanismi della politica professionale della categoria che stanno dietro a questa decisione.

    L'unico vantaggio oggettivo (oggettivamente dimostrabile) allo stato attuale sarà il miglioramento contrattuale degli Psicologi dipendenti del SSN, ovvero coloro il cui datore di lavoro è il Ministero della Salute.

    Quanto al resto, non sarebbe male dare un'occhiata alle vicende dei rapporti tra Medici e Psicologi degli ultimi 20 anni... Lo so, è una cosa noiosissima, ma credetemi: ha una sua utilità.

    Provo a darvi una risposta nello specifico a quanto avete sollevato:

    Questioni legate all'IVA
    Il passaggio di vigilanza è totalmente irrilevante ai fini dell'esenzione o meno dell'IVA. Tale questione fiscale, infatti, è legata ad un preciso decreto (il DPR 633/72). Già ora gli Psicologi sono esenti dall'IVA per le sole prestazioni sanitarie. Come del resto i Medici, i Fisioterapisti, etc.

    Concorsi, posti da dirigenti e altre amenità relative alle pubbliche assunzioni
    Come detto sopra, qui sta l'unico vantaggio oggettivo: un miglioramento delle condizioni contrattuali. COnsiderando che gli Psicologi impiegati nel settore pubblico sono un pugno di mosche rispetto ai liberi professionisti... non mi pare un grande vantaggio. Si poteva fare una leggina ad hoc per dare tale parità di trattamento.

    Rapporti con le altre professioni psi
    Qui, caro Accadueo, hai preso una cantonata di proporzioni bibliche...: sarà vero esattamente il contrario. Statisticamente, infatti, già oggi le professioni limitrofe alla Psicologia hanno un maggior successo nell'accoglimento della domanda generica di psicologia. Il perché è molto semplice: tutta quella parte di società che non si sente "malata", poco volentieri va dallo strizzacervelli. Che sia vero o no, poco importa: ciò che conta è che la categoria degli psicologi è percepita così. Nello sport ha molto più successo il coach dello psicologo. Nell'area scolastica lavorano molto di più i pedagogisti clinici e gli psicopedagogisti. Nell'area sociale lavorano molto di più i counselor. Nell'area familiare lavorano molto di più i mediatori familiari non-psicologi. Nell'area delle ricerche di mercato e del marketing si preferisce di gran lunga il laureato in sociologia o economia al laureato in psicologia. Potrei andare avanti all'infinito con esempi concreti che chi lavora tutti giorni in queste aree sa e conosce più che bene.

    Questioni relative all'ECM
    Al momento non è possibile sbilanciarsi più di tanto... cmq tutto farebbe pensare ad un obbligo evidente anche per i liberi professionisti. E' un bene o un male? L'aggiornamento permanente obbligatorio per tutti è sicuramente un bene... quello che non quadra dell'ECM è quella M finale... a me sarebbe piaciuta di più una bella P finale... perché se sono Psicologo devo fare l'aggiornamento permanente in medicina? Scusa, sai, ma lo vorrei fare in psicologia... Cmq, ripeto, al momento è bene attendere comunicazioni ufficiali sia da parte del Ministero che dell'Ordine.

    Rapporti con i Medici
    La storia ha insegnato molto... e ha contestualmente posto dei punti fermi nei rapporti di forza tra medici e psicologi. Già gli psicologi erano in buona parte manovrati dalla lobby dei medici quando la psicologia non era professione sanitaria... figuriamoci ora! Sì, è vero, ora stiamo sotto lo stesso tetto. Ma sotto quel tetto non vige un sistema democratico: tutti sanno bene chi comanda e chi prende le decisioni. In Parlamento, al Ministero, negli organi istituzionali, etc.

    Le "tante" psicologie
    E' indubbio che già ora la psicologia sia clinico-centrica: a livello di studi, di ricerche, di investimento, di formazioni, di posti di lavoro, di opportunità, etc. Questo credo sia un dato incontestabile. Basta leggere velocemente le centinaia di 3d su questo forum (come sugli altri forum). La domanda è sempre la stessa: dopo la laurea? E la risposta pure: psicoterapia, psicologia clinica. Non che la psicologia scolastica, dello sport, del benessere, della salute, quella sociale, etc. non esista. Intendiamoci. Ma già ora molti di questi settori sono ampiamente coperti da altre professioni psi. Gli psicologi, lì, non ce li vogliono.

    Questione cuturale ai limiti dell'epistemologico
    Il modello psicologico (ammesso che esista un modello psicologico) è sempre stato soggetto, culturalmente, al modello medico-paziente. Dove il paziente è visto come elemento passivo del rapporto. Dove il paziente (il suo corpo) è l'oggetto (di studio, di diagnosi, di anamnesi, di cura, etc.) del medico. E' proprio per colpa di questa sovrapposizione che la psicologia ha, negli ultimi 15 anni, perso terreno nei confronti delle altre professioni psi. Quelle che della non-medicalizzazione hanno fatto il loro cavallo di battaglia. Questo è senza dubbio una questione culturale ampia. Non avrà ripercussioni domani, ma riparliamone tra una decina di anni...

    Modalità di attuazione
    Semplicemente vergognosa: tutto fatto di nascosto senza minimamente sentire cosa ne pensava la comunità professionale. Così come pare accada ultimamente all'ordine nazionale: si fa tutto alla zitta e poi si mette al corrente il popolo.

    Conclusioni
    Per esigenze meramente sindacali si è intrapresa la strada della sudditanza. Perché la direzione è quella: una psicologia come professione satellite alla medicina. Se il tempo mi dovesse smentire sarò la persona più felice del mondo... perché in questo lavoro, culturalmente parlando, ho investito molto. Per me l'essere bollato come "professionista della sanità" è una sconfitta micidiale... io non voglio scimmiottare i medici, perché francamente mi muovo su un paradigma culrale molto diverso: distante migliaia di chilometri da quello medico. L'errore (piucchelatro l'ingenuità) che state facendo è quello di non analizzare la cosa sul versante culturale, ma di soffermarvi agli esigui benefici che la cosa porterà.

  3. #18
    Partecipante Esperto L'avatar di Bellatrix
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    Citazione Originalmente inviato da quattrostracci Visualizza messaggio
    Concorsi, posti da dirigenti e altre amenità relative alle pubbliche assunzioni
    Come detto sopra, qui sta l'unico vantaggio oggettivo: un miglioramento delle condizioni contrattuali. COnsiderando che gli Psicologi impiegati nel settore pubblico sono un pugno di mosche rispetto ai liberi professionisti... non mi pare un grande vantaggio. Si poteva fare una leggina ad hoc per dare tale parità di trattamento.
    .
    d'accordissimo...almeno per quanto ho capito io di qeusta legge...quanti di noi può aspirare ad un posto come "dirigente psicologo" in una qualche struttura pubblica? già tanto sarebbe entrarci come l'ultimo degli ultimi degli psicologi!

  4. #19
    Partecipante Super Esperto L'avatar di valevalens
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    Citazione Originalmente inviato da quattrostracci Visualizza messaggio
    Mmmm, scusate se ci vado giù un po' duro: le vostre osservazioni che fanno una lettura positiva della situazione denotano sicuramente, da parte vostra, una estrema buona fede, ma contestualmente un'assoluta non conoscenza dei meccanismi che regolano i rapporti tra Medici e Psicologi e, tantomeno, i meccanismi della politica professionale della categoria che stanno dietro a questa decisione.

    L'unico vantaggio oggettivo (oggettivamente dimostrabile) allo stato attuale sarà il miglioramento contrattuale degli Psicologi dipendenti del SSN, ovvero coloro il cui datore di lavoro è il Ministero della Salute.

    Quanto al resto, non sarebbe male dare un'occhiata alle vicende dei rapporti tra Medici e Psicologi degli ultimi 20 anni... Lo so, è una cosa noiosissima, ma credetemi: ha una sua utilità.

    Provo a darvi una risposta nello specifico a quanto avete sollevato:

    Questioni legate all'IVA
    Il passaggio di vigilanza è totalmente irrilevante ai fini dell'esenzione o meno dell'IVA. Tale questione fiscale, infatti, è legata ad un preciso decreto (il DPR 633/72). Già ora gli Psicologi sono esenti dall'IVA per le sole prestazioni sanitarie. Come del resto i Medici, i Fisioterapisti, etc.

    Concorsi, posti da dirigenti e altre amenità relative alle pubbliche assunzioni
    Come detto sopra, qui sta l'unico vantaggio oggettivo: un miglioramento delle condizioni contrattuali. COnsiderando che gli Psicologi impiegati nel settore pubblico sono un pugno di mosche rispetto ai liberi professionisti... non mi pare un grande vantaggio. Si poteva fare una leggina ad hoc per dare tale parità di trattamento.

    Rapporti con le altre professioni psi
    Qui, caro Accadueo, hai preso una cantonata di proporzioni bibliche...: sarà vero esattamente il contrario. Statisticamente, infatti, già oggi le professioni limitrofe alla Psicologia hanno un maggior successo nell'accoglimento della domanda generica di psicologia. Il perché è molto semplice: tutta quella parte di società che non si sente "malata", poco volentieri va dallo strizzacervelli. Che sia vero o no, poco importa: ciò che conta è che la categoria degli psicologi è percepita così. Nello sport ha molto più successo il coach dello psicologo. Nell'area scolastica lavorano molto di più i pedagogisti clinici e gli psicopedagogisti. Nell'area sociale lavorano molto di più i counselor. Nell'area familiare lavorano molto di più i mediatori familiari non-psicologi. Nell'area delle ricerche di mercato e del marketing si preferisce di gran lunga il laureato in sociologia o economia al laureato in psicologia. Potrei andare avanti all'infinito con esempi concreti che chi lavora tutti giorni in queste aree sa e conosce più che bene.

    Questioni relative all'ECM
    Al momento non è possibile sbilanciarsi più di tanto... cmq tutto farebbe pensare ad un obbligo evidente anche per i liberi professionisti. E' un bene o un male? L'aggiornamento permanente obbligatorio per tutti è sicuramente un bene... quello che non quadra dell'ECM è quella M finale... a me sarebbe piaciuta di più una bella P finale... perché se sono Psicologo devo fare l'aggiornamento permanente in medicina? Scusa, sai, ma lo vorrei fare in psicologia... Cmq, ripeto, al momento è bene attendere comunicazioni ufficiali sia da parte del Ministero che dell'Ordine.

    Rapporti con i Medici
    La storia ha insegnato molto... e ha contestualmente posto dei punti fermi nei rapporti di forza tra medici e psicologi. Già gli psicologi erano in buona parte manovrati dalla lobby dei medici quando la psicologia non era professione sanitaria... figuriamoci ora! Sì, è vero, ora stiamo sotto lo stesso tetto. Ma sotto quel tetto non vige un sistema democratico: tutti sanno bene chi comanda e chi prende le decisioni. In Parlamento, al Ministero, negli organi istituzionali, etc.

    Le "tante" psicologie
    E' indubbio che già ora la psicologia sia clinico-centrica: a livello di studi, di ricerche, di investimento, di formazioni, di posti di lavoro, di opportunità, etc. Questo credo sia un dato incontestabile. Basta leggere velocemente le centinaia di 3d su questo forum (come sugli altri forum). La domanda è sempre la stessa: dopo la laurea? E la risposta pure: psicoterapia, psicologia clinica. Non che la psicologia scolastica, dello sport, del benessere, della salute, quella sociale, etc. non esista. Intendiamoci. Ma già ora molti di questi settori sono ampiamente coperti da altre professioni psi. Gli psicologi, lì, non ce li vogliono.

    Questione cuturale ai limiti dell'epistemologico
    Il modello psicologico (ammesso che esista un modello psicologico) è sempre stato soggetto, culturalmente, al modello medico-paziente. Dove il paziente è visto come elemento passivo del rapporto. Dove il paziente (il suo corpo) è l'oggetto (di studio, di diagnosi, di anamnesi, di cura, etc.) del medico. E' proprio per colpa di questa sovrapposizione che la psicologia ha, negli ultimi 15 anni, perso terreno nei confronti delle altre professioni psi. Quelle che della non-medicalizzazione hanno fatto il loro cavallo di battaglia. Questo è senza dubbio una questione culturale ampia. Non avrà ripercussioni domani, ma riparliamone tra una decina di anni...

    Modalità di attuazione
    Semplicemente vergognosa: tutto fatto di nascosto senza minimamente sentire cosa ne pensava la comunità professionale. Così come pare accada ultimamente all'ordine nazionale: si fa tutto alla zitta e poi si mette al corrente il popolo.

    Conclusioni
    Per esigenze meramente sindacali si è intrapresa la strada della sudditanza. Perché la direzione è quella: una psicologia come professione satellite alla medicina. Se il tempo mi dovesse smentire sarò la persona più felice del mondo... perché in questo lavoro, culturalmente parlando, ho investito molto. Per me l'essere bollato come "professionista della sanità" è una sconfitta micidiale... io non voglio scimmiottare i medici, perché francamente mi muovo su un paradigma culrale molto diverso: distante migliaia di chilometri da quello medico. L'errore (piucchelatro l'ingenuità) che state facendo è quello di non analizzare la cosa sul versante culturale, ma di soffermarvi agli esigui benefici che la cosa porterà.
    Beh, mi rendo conto che dal quadro che descrivi, piuttosto realistico, ci sarebbe da allarmarci...e in effetti, non è che siamo messi bene! Anzi!

    Vorrei però fare alcune considerazioni
    Non tutti i medici considerano gli psicologi come dei sudditi. Lo dimostra il fatto che esistono pur sempre medici che instaurano rapporti professionali impostati sulla collaborazione, sull'invio di pazienti e sul lavoro di equipe.
    Per esempio, quì nella mia città vanno molto in voga gli studi associati, per esempio di pediatri con psicologi che si occupano di scuola e di disturbi dello sviluppo, e la gente ci va perchè sono gli stessi pediatri che davanti ad una difficoltà che esula il loro campo li inviano a colleghi psicologi.

    Anche lo psicologo può lavorare sul benessere, è lo psicoterapeuta che lavora sulla "malattia" e sulla psicopatologia. La gente molto spesso non sa queste differenze e si rivolge ad altri secondo me perchè pensa che sia la stessa cosa. Ma non credo che se sapesse che un counselor o un coaching potrebbe anche non avere una laurea e conoscenze approfondite ci andrebbe. La gente quando sta veramente male e quando ha un minimo di conoscenza sulle distinzioni tra le varie professioni, ci va eccome dallo psicologo. Secondo me è quindi un problema di informazione.
    Se ognuno di noi aprisse un sito sul proprio esercizio professionale e mettesse una sezione su chi è lo psicologo, cosa fa e perchè si distingue dal counselor (non laureato in psicologia), già secondo me sarebbe fare un passettino in avanti verso la corretta informazione.

    Ok, esistono altre psicologie, tante pseudo-professioni che come realtà ci danneggiano e ci fanno concorrenza (spesso sleale perchè noi siamo soggetti a dei vincoli in materia di pubblicità), ma che vogliamo fare: stare a guardare e a nostra volta affliggerci oppure lottare, chiedere in massa un minimo di regolamentazione su queste professioni? I medici a mio parere sono molto più coalizzati e compatti, si chiamano colleghi e si stimano reciprocamente, nella nostra professione non sempre è così, vuoi per orientamenti teorici diversi, vuoi per origini culturali...ma ciò non toglie che sarebbe l'ora di sviluppare una maggiore coscienza professionale e battersi in prima linea per difendere la professione. Perchè, che se ne dica, mi risulta che associazioni come AltraPsicologia sia riuscita quantomeno a farsi sentire e ad ottenere cose importanti.
    Ultima modifica di valevalens : 06-03-2008 alle ore 22.54.32

  5. #20
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    Citazione Originalmente inviato da quattrostracci Visualizza messaggio
    Rapporti con le altre professioni psi
    Qui, caro Accadueo, hai preso una cantonata di proporzioni bibliche...: sarà vero esattamente il contrario. Statisticamente, infatti, già oggi le professioni limitrofe alla Psicologia hanno un maggior successo nell'accoglimento della domanda generica di psicologia. Il perché è molto semplice: tutta quella parte di società che non si sente "malata", poco volentieri va dallo strizzacervelli. Che sia vero o no, poco importa: ciò che conta è che la categoria degli psicologi è percepita così. Nello sport ha molto più successo il coach dello psicologo. Nell'area scolastica lavorano molto di più i pedagogisti clinici e gli psicopedagogisti. Nell'area sociale lavorano molto di più i counselor. Nell'area familiare lavorano molto di più i mediatori familiari non-psicologi. Nell'area delle ricerche di mercato e del marketing si preferisce di gran lunga il laureato in sociologia o economia al laureato in psicologia. Potrei andare avanti all'infinito con esempi concreti che chi lavora tutti giorni in queste aree sa e conosce più che bene.
    ciao Quattrostracci , beh, sai che non basta scrivere "statisticamente" per affermare ciò che si dice; un link o bibliografia rafforzerebbe l'idea che effettivamente ho preso una cantonata di proporzioni bibliche. Fino ad ora l'unico coach sportivo che ho conosciuto è il tizio che appariva su "Campioni" e che "esaltava" i ragazzi del Cervia con il risultato che ancora oggi gioca in eccellenza categoria B.
    Nell'area scolastica lavorano soltanto gli psicologi delle asl o gli psicologi di associazioni di volontariato perchè offrono servizi gratuiti... le scuole non hanno soldi da spendere. Per i progetti PON (almeno quest'anno e nella mia provincia), richiedono psicologi più che psicopedagogisti. I corsi di formazione che hanno a che fare con l'area sociale e socio-sanitaria, contengono per norma almeno un modulo dedicato alla psicologia e il formatore deve essere laureato in psicologia. L'unica area dove non posso parlare per certo e dove comunque pare che effettivamente c'è confusione di professioni è quella del lavoro.

    Le "tante" psicologie
    E' indubbio che già ora la psicologia sia clinico-centrica: a livello di studi, di ricerche, di investimento, di formazioni, di posti di lavoro, di opportunità, etc. Questo credo sia un dato incontestabile. Basta leggere velocemente le centinaia di 3d su questo forum (come sugli altri forum). La domanda è sempre la stessa: dopo la laurea? E la risposta pure: psicoterapia, psicologia clinica. Non che la psicologia scolastica, dello sport, del benessere, della salute, quella sociale, etc. non esista. Intendiamoci. Ma già ora molti di questi settori sono ampiamente coperti da altre professioni psi. Gli psicologi, lì, non ce li vogliono.
    Il fatto che la categoria degli psicologi sia clinico-centrica è da rintracciare nella storia delle università e nelle statistiche che indicano i dati degli iscritti ai vari indirizzi. Facendo un conto approssimativo, si potrebbe dire che su 1000 iscritti in psicologia, 600 scelgono l'indirizzo clinico e comunità, 200 sviluppo ed educazione, 150 lavoro ed organizzazioni, 50 generale e sperimentale. Il punto adesso è rispondere alle domande: come mai l'80% (ho incluso anche l'indirizzo svipuppo ed educazione perchè forma anche in ambito clinico) degli studenti preferisce una formazione "clinica" in psicologia? Perchè deve diventare un problema il fatto che l'80% degli studenti d'Italia identifichi la psicologia come professione clinica e sanitaria? Siamo 50mila psicologi italiani, 13mila di questi hanno continuato specializzandosi in psicoterapia: è possibile che la scelta di questi 13mila non sia necessariamente connessa a questa fantomatica pressione culturale clinico-centrica, ma ci sia dell'altro?
    Il passaggio al Ministero della Salute, forse non offrirà lavoro in tempi brevi però ha generato un grande dato di fatto: ci ha dato una identità e ufficiamente siamo riconosciuti come professione sanitaria. Personalmente, con questa nuova veste mi ci rispecchio e ritrovo, e ho smesso pure di continuare a domandar(mi): chi sono? dove mi trovo? Cosa faccio? Come mi vedono? Quale è il mio ruolo? Come mi presento?

    Modalità di attuazione
    Semplicemente vergognosa: tutto fatto di nascosto senza minimamente sentire cosa ne pensava la comunità professionale. Così come pare accada ultimamente all'ordine nazionale: si fa tutto alla zitta e poi si mette al corrente il popolo.
    Quando l'80% degli studenti sceglie l'indirizzo clinico, comunica qualcosa no? Io in questo caso mi lamento solo del fatto che hanno perso tempo.
    ciaociao

  6. #21
    Partecipante Super Esperto L'avatar di quattrostracci
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    Citazione Originalmente inviato da Accadueo Visualizza messaggio
    Il punto adesso è rispondere alle domande: come mai l'80% (ho incluso anche l'indirizzo svipuppo ed educazione perchè forma anche in ambito clinico) degli studenti preferisce una formazione "clinica" in psicologia?
    Perché in Italia è pacifico che la Psicologia non esiste se non intesa cosa Psicologia clinica e Psicoterapia... e questo tutti gli studenti lo sanno bene: se ti fai un giro qui sul forum troverai riscontro diretto a tale affermazione. Negli altri settori della Psicologia non esistono investimenti in termini di risorse, di ricerca, di formazione ma, soprattutto, non esiste quella cultura sociale che vede nello Psicologo qualcosa di diverso dal semplice strizzacervelli.

    Citazione Originalmente inviato da Accadueo Visualizza messaggio
    Il passaggio al Ministero della Salute, forse non offrirà lavoro in tempi brevi però ha generato un grande dato di fatto: ci ha dato una identità e ufficiamente siamo riconosciuti come professione sanitaria.
    Ecco, il punto è proprio questo... non se ne sentiva il bisogno di questa nuova identità... almeno a sentire la media dei giudizi espressi da tutte le associazioni di categoria (AltraPsicologia, Mo.P.I., SIPAP, etc.) e dai colleghi sulle più disparate ML professionali (NoiPsicologi, OrizzontiPsy, etc.).[/quote]

    Citazione Originalmente inviato da Accadueo Visualizza messaggio
    Quando l'80% degli studenti sceglie l'indirizzo clinico, comunica qualcosa no? Io in questo caso mi lamento solo del fatto che hanno perso tempo.
    No, non si governa affatto così una comunità professionale perché si esula dalla ricerca del consenso. Gli Psicologi iscritti all'Albo sono più di 60.000 e a questi, ultimamente, l'Ordine non chiede più di esprimersi su questioni assolutamente centranti e fondanti la professione. Oltre a questa vergogna, basta ricordare la precedente sulla modifica al codice deontologico... se devo essere un suddito lo voglio sapere prima e voglio avere la libertà di decidere se esserlo o meno. Ma tanto lo sappiamo, se non ti iscrivi all'Ordine non puoi lavorare... che dire? Speriamo solo che gli Ordini vengano aboliti presto...

  7. #22
    Partecipante Super Esperto L'avatar di quattrostracci
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    Citazione Originalmente inviato da valevalens Visualizza messaggio
    Non tutti i medici considerano gli psicologi come dei sudditi.
    Questo è verissimo: anzi bisogna dire che questo trend sta via via sempre migliorando. Il problema è che non è il medico illuminato a fare le leggi... prendi ad esempio quei simpaticoni che volevano la specializzazione in psicologia clinica all'interno di medicina e chirurgia riservata ai medici... ecco: è di quelli che c'è da aver paura.

    Citazione Originalmente inviato da valevalens Visualizza messaggio
    Anche lo psicologo può lavorare sul benessere, è lo psicoterapeuta che lavora sulla "malattia" e sulla psicopatologia.
    Il punto è proprio questo: la società, rispetto alla richiesta di benessere, ha dato una risposta molto chiara: gli psicologi non li vuole... perché tendono troppo a scimmiottare i medici e, ripetono, sono troppo legati al modello medico-paziente. Problema, quest'ultimo, che riguarda anche la psicoterapia.

    Citazione Originalmente inviato da valevalens Visualizza messaggio
    Ok, esistono altre psicologie, tante pseudo-professioni che come realtà ci danneggiano e ci fanno concorrenza (spesso sleale perchè noi siamo soggetti a dei vincoli in materia di pubblicità), ma che vogliamo fare: stare a guardare e a nostra volta affliggerci oppure lottare, chiedere in massa un minimo di regolamentazione su queste professioni?
    Certo che non vogliamo stare a guardare... ma MEDICALIZZARE la psicologia, perché di questo stiamo parlando, non capisco che vantaggi su questo versante possa portare...

  8. #23
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    Dall'Ordine Psicologi della Toscana

    Mi è arrivata oggi la comunicazione del mio Ordine. Ve la allego di seguito.

    Equipollenza delle specializzazioni in psicoterapia a fini concorsuali e l'Ordine passa alla vigilanza del Ministero della Salute

    Care/i colleghe/i, ora che il decreto n. 248 del 2007 art. 24 – sexies comma 1 e 2 con l'emendamento proposto dal Consiglio Nazionale, e' stato approvato anche dal Senato, ed è quindi definitivo, posso darvi due notizie di grande rilievo per la nostra categoria professionale!


    L'equipollenza dei titoli di specializzazione in psicoterapia a fini concorsuali e' stato uno dei temi più lungamente dibattuti in questi anni ed ha ricevuto talvolta interpretazioni assolutamente restrittive, anche da parte del Consiglio di Stato, che hanno vanificato quanto sostenuto da più parti con forza e cioè che tale equipollenza vi fosse.



    · Adesso, il cosiddetto Decreto Milleproroghe riconosce la piena validità del titolo di specializzazione rilasciato dalle scuole di psicoterapia private (riconosciute ai sensi dell'art. 3 della Legge 56/89) o derivante dall’annotazione per l’esercizio della psicoterapia (ai sensi dell'art. 35 della medesima Legge) come requisito valido per l'ammissione ai concorsi per i posti in organico presso il Servizio Sanitario Nazionale.

    · Inoltre, sempre nello stesso Decreto, viene modificato l'art. 29 della Legge 56/89 e l'Ordine degli Psicologi passa sotto l’Alta vigilanza del Ministero della Salute e non più, come è stato finora, del Ministero della Giustizia.

    Dobbiamo rilevare che il nostro passaggio al Ministero della Salute offre dei vantaggi concreti ma, d’altro canto, apre anche nuovi scenari e rapporti con la sfera “sanitaria” che andranno gestiti in direzione di un’estensione del costrutto di “salute” su cui gli Psicologi molto hanno da dire, evitando di cadere o contribuire ad un riduzionismo “medico-sanitario”.


    Indipendentemente da valutazioni più ampie, in questo momento storico, di possibile revisione delle leggi relative alle professioni ordinate,l’essere agganciati al Ministero della Salute, e quindi al “Diritto alla Salute”, è l’unica possibilità per avere maggiori chances di “tutela” dell’ordinamento professionale.


    In tutte le proposte di riforma delle professioni, presentate sia dalla destra che dalla sinistra, si rileva un depotenziamento del ruolo di tutela degli Ordini a vantaggio dello sviluppo delle Associazioni Professionali che, per la nostra materia, talvolta significano professioni non regolamentate (counsellor, mediatori, etc.) con tutti gli scenari conseguenti anche in termini di garanzie per il cittadino. Le professioni che continueranno ad avere garanzie di tutela ordinistica saranno solo quelle che hanno a che fare con i diritti fondamentali dei cittadini: il diritto alla salute è un diritto fondamentale degli ordinamenti europei così come della nostra Costituzione .

    Questa la ricaduta più immediata.

    Sappiamo bene, tuttavia, che il mercato occupazionale per i colleghi non può essere il SSN (se non per una minima parte), quindi, questa transizione non può e non deve significare un appiattimento della professione in termini solo sanitari.

    Il passaggio al nuovo organo di vigilanza potrà essere "un'opportunità" solo se gestito a vantaggio della "professione tutta" e della sua "identità globale", sia in termini strategici sia di sviluppo a medio e lungo termine. La transizione non è in sé buona o cattiva, saranno “buone” o “cattive” le strategie e le politiche che vi costruiremo intorno.

  9. #24
    Super Postatore Spaziale L'avatar di Accadueo
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    Citazione Originalmente inviato da quattrostracci Visualizza messaggio

    Ecco, il punto è proprio questo... non se ne sentiva il bisogno di questa nuova identità... almeno a sentire la media dei giudizi espressi da tutte le associazioni di categoria (AltraPsicologia, Mo.P.I., SIPAP, etc.) e dai colleghi sulle più disparate ML professionali (NoiPsicologi, OrizzontiPsy, etc.).
    Tutte le associazioni di categoria? Dunque, vado al sito Mo.P.I. e non trovo alcun articolo che critichi questo passaggio al ministero della Salute, però di contro vengo a scoprire che il Mo.P.I lavora per integrare tutte le belle professioni... psicologi, counselors, mediatori familiari, ecc. tutti assieme a fare festa nella dispersione di identità! NoiPsicologi che citi, è sempre Mo.P.I...
    La SIPAP non si è ancora espressa al riguardo.. almeno ufficialmente; parla "solo" della psicoterapia convenzionata e del "furto" della diagnosi.
    L'unica associazione di categoria che ha preso posizione ai riguardi è Altrapsicologia. Stop. Quindi la media dei giudizi espressi sarebbe di 1su1 quindi non c'è media perchè è un valore assoluto.

  10. #25
    Partecipante Super Esperto L'avatar di valevalens
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    Citazione Originalmente inviato da Accadueo Visualizza messaggio
    Tutte le associazioni di categoria? Dunque, vado al sito Mo.P.I. e non trovo alcun articolo che critichi questo passaggio al ministero della Salute, però di contro vengo a scoprire che il Mo.P.I lavora per integrare tutte le belle professioni... psicologi, counselors, mediatori familiari, ecc. tutti assieme a fare festa nella dispersione di identità! NoiPsicologi che citi, è sempre Mo.P.I...
    La SIPAP non si è ancora espressa al riguardo.. almeno ufficialmente; parla "solo" della psicoterapia convenzionata e del "furto" della diagnosi.
    L'unica associazione di categoria che ha preso posizione ai riguardi è Altrapsicologia. Stop. Quindi la media dei giudizi espressi sarebbe di 1su1 quindi non c'è media perchè è un valore assoluto.
    Scusate, ma visto che ormai su ops siamo davvero tanti, e che altrettanto lo sono gli iscritti ai vari ordini, perchè non sosteniamo in massa e con consapevolezza le azioni di AltraPsicologia per lottare contro chi vorrebbe assemblare tutte queste pseudo-professioni alla nostra?
    Io credo che la nostra voce insieme a quella di AltraPsicologia faccia un pò paura....ed è su questo che dovremmo puntare a mio parere, avanzando proposte, petizioni e quant'altro.
    Molti enti che assemblano varie professioni come hai detto, infondo fa molto comodo che le cose stiano così...loro il lavoro ce l'hanno e se attirano a sè counselor, pedagogisti ecc ecc. hanno dei ritorni economici non indifferenti.
    Così come molti psicologi che alimentano questi corsi sul counseling aperti a mezzo mondo...da una parte ci guadagnano, ma dall'altra si danno e CI danno la zappa sui piedi, perchè così facendo sono loro stessi a promuovere un'ottica della confusione e a remare contro la nostra professione.
    Lo ripeto: nulla di male contro il counseling e il coaching, ma che almeno dietro ci siano lauree in psicologia, psicologi che hanno maturato conoscenze nella psicodiagnosi...giusto per rendersi conto se dietro il disagio di una persona si nasconda molto di più. Non è ammissibile secondo me che un counselor con la laurea in scienze dell'educazione si prenda in carico adolescenti anoressiche inquadrandolo come un "empasse" e non rendendosi minimamente conto (perchè non le ha neppure studiate queste cose) che non è di sua competenza.

  11. #26
    Partecipante Super Esperto L'avatar di quattrostracci
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    Citazione Originalmente inviato da Accadueo Visualizza messaggio
    Tutte le associazioni di categoria? Dunque, vado al sito Mo.P.I. e non trovo alcun articolo che critichi questo passaggio al ministero della Salute, però di contro vengo a scoprire che il Mo.P.I lavora per integrare tutte le belle professioni... psicologi, counselors, mediatori familiari, ecc. tutti assieme a fare festa nella dispersione di identità! NoiPsicologi che citi, è sempre Mo.P.I...
    La SIPAP non si è ancora espressa al riguardo.. almeno ufficialmente; parla "solo" della psicoterapia convenzionata e del "furto" della diagnosi.
    L'unica associazione di categoria che ha preso posizione ai riguardi è Altrapsicologia. Stop. Quindi la media dei giudizi espressi sarebbe di 1su1 quindi non c'è media perchè è un valore assoluto.
    Beh, AltraPsicologia l'hai visto tu stesso.

    Il Mo.P.I. propone questo comunicato stampa: Movimento Psicologi Indipendenti

    Le varie mailing list ne parlano da una settimana (ovviamente o ti ci iscrivi o non ti posso postare qualche centianaio di messaggi...).

    Molti ordini regionali non si "azzardano" ad esprimere un giudizio e riportano la notizia così com'è.

    Ma, indipendentemente dalle associazioni di categoria, è singolare come il giudizio espresso dai partecipanti della varie ML sia quasi uniformemente negativo.

  12. #27
    manola
    Ospite non registrato
    scusatemi, ma a me sembra una buona notizia.

    prima di tutto porta con sè un riconoscimento: la psicologia E' professione sanitaria e non cazzeggio libero

    e, stando così le cose, io sono tanto folle, o stupida, da farmelo bastare!

    e facciamolo un sorriso ogni tanto su questo forum!

  13. #28
    psicosarix
    Ospite non registrato
    ciao a tutti, mi inserisco ... anche se per poco ... sono a casa dei miei, quindi con pc/adsl solo fino a domani pomeriggio ... sigh!!!

    quindi se eventualmente non dovessi rispondervi non mi considerate maleducata, per favore


    Citazione Originalmente inviato da manola Visualizza messaggio
    [...]prima di tutto porta con sè un riconoscimento: la psicologia E' professione sanitaria e non cazzeggio libero[...]

    lo dico senza ironia, con grande sincerità e con un sorriso magari fosse così!!! magari bastasse questo!!!

    ... mi piacerebbe poterla pensare come te ... ma non posso perchè: il riconoscimento professionale una categoria lo può ottenre solo sul campo, solo lavorando molto bene nella realtà ... mostrando a tutti, per lungo tempo, e senza dubbi, che la professione e la professionalità sono valide e inattaccabili sul piano teorico, pratico e degli strumenti
    ...non basta assolutamente una legge o un passaggio di ministeri o altre cose burocratiche ...
    ... se la psicologia è considerata un "cazzeggio" il problema è dovuto a tanti tanti altri fattori legati alla cultura di un paese, al percorso di studio, alle scelte di politica professionale, al potere di una lobby, ecc. ecc. ecc.


    ... sono totalmente d'accordo con le considerazioni di quattrostracci ... anzi sono ancora più critica ... per me questa è la fine definitiva della psicologia non clinica e non terapeutica ... con buona pace di noialtri che ... ingenui fino alla morte ... volevavo semplicemente fare gli psicologi e lavorare con la nostra laurea (o magari con una specializzazione diversa dalle clinico-terapeutiche) nel campo della prevenzione, del benessere, della salute, della scuola, del lavoro, delle organizzazini, della comunità ecc. ecc. ecc. ecc. [B]
    noi giovani psicologi continueremo ad essere costretti a riempire le casse delle costosissime scuole di specializzazione private!!!e ad ingrassare le fila degli psicoterapeuti disoccupati

    infine uno spaccato di vita vera ...
    la mia amica L. psicologa dell lavoro che negli ultimi 10 anni si è impegnata tantissimo nel suo ramo, arrivando finalmente a dei buoni risultati, mi ha detto: ma che ca*zo fanno quei fot**ti str***zi dell'ordine!!! che ca**o c'è di sanitario nel mio lavoro??? ma lo sanno quei ba***rdi maledetti che pago anche io la tassa annuale??? (sono le sue parole ... perdonate i francesismi ... di solito è una ragazza di gran calsse , credetemi!!!)

    a tutti

    (ps. ciao quattro ... begli interventi!!! come sempre )


  14. #29
    manola
    Ospite non registrato
    si hai ragione, lo so che non basta e credo che tutti quanto noi facciamo ogni giorno qualcosa per promuovere e tutelare la professione.

    NOI sottolineo NOI psicologi cosiddetti giovani anche se non lavoriamo molto, anche se nessuno ci fa gli ossequi quando passiamo....

    ma per me questo riconoscimento è già qualcosa perchè neppure basta il nostro duro lavoro per dare dignità alla professione....
    Ultima modifica di manola : 08-03-2008 alle ore 20.32.04

  15. #30
    manola
    Ospite non registrato
    [... volevavo semplicemente fare gli psicologi e lavorare con la nostra laurea (o magari con una specializzazione diversa dalle clinico-terapeutiche) nel campo della prevenzione, del benessere, della salute, della scuola, del lavoro, delle organizzazini, della comunità ecc. ecc. ecc. ecc. ]

    un'altra cosa..ma perchè questa di cui parli tu non è psicologia clinica? intervenire in questi ambiti non è sanitario?

    lavorare nelle scuole, nelle comunità (in senso ampio), nelle organizzazioni, fare psicologia del lavoro, crescita personale, non è fare prevenzione, incrementare il benessere? è questo non è clinico?

    non per forza fare psicologia clinica significa avere a che fare con i matti (esagero volutamente lo sapete no?!)

    questo il mio parere, ma anche quello che mi hanno insegnato...

    cerchiamo di capire cosa possiamo fare perchè questo sia un inizio... dico solo questo....
    Ultima modifica di manola : 08-03-2008 alle ore 20.32.36

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