
Originalmente inviato da
quattrostracci
Mmmm, scusate se ci vado giù un po' duro: le vostre osservazioni che fanno una lettura positiva della situazione denotano sicuramente, da parte vostra, una estrema buona fede, ma contestualmente un'assoluta non conoscenza dei meccanismi che regolano i rapporti tra Medici e Psicologi e, tantomeno, i meccanismi della politica professionale della categoria che stanno dietro a questa decisione.
L'unico vantaggio oggettivo (oggettivamente dimostrabile) allo stato attuale sarà il miglioramento contrattuale degli Psicologi dipendenti del SSN, ovvero coloro il cui datore di lavoro è il Ministero della Salute.
Quanto al resto, non sarebbe male dare un'occhiata alle vicende dei rapporti tra Medici e Psicologi degli ultimi 20 anni... Lo so, è una cosa noiosissima, ma credetemi: ha una sua utilità.
Provo a darvi una risposta nello specifico a quanto avete sollevato:
Questioni legate all'IVA
Il passaggio di vigilanza è totalmente irrilevante ai fini dell'esenzione o meno dell'IVA. Tale questione fiscale, infatti, è legata ad un preciso decreto (il DPR 633/72). Già ora gli Psicologi sono esenti dall'IVA per le sole prestazioni sanitarie. Come del resto i Medici, i Fisioterapisti, etc.
Concorsi, posti da dirigenti e altre amenità relative alle pubbliche assunzioni
Come detto sopra, qui sta l'unico vantaggio oggettivo: un miglioramento delle condizioni contrattuali. COnsiderando che gli Psicologi impiegati nel settore pubblico sono un pugno di mosche rispetto ai liberi professionisti... non mi pare un grande vantaggio. Si poteva fare una leggina ad hoc per dare tale parità di trattamento.
Rapporti con le altre professioni psi
Qui, caro Accadueo, hai preso una cantonata di proporzioni bibliche...: sarà vero esattamente il contrario. Statisticamente, infatti, già oggi le professioni limitrofe alla Psicologia hanno un maggior successo nell'accoglimento della domanda generica di psicologia. Il perché è molto semplice: tutta quella parte di società che non si sente "malata", poco volentieri va dallo strizzacervelli. Che sia vero o no, poco importa: ciò che conta è che la categoria degli psicologi è percepita così. Nello sport ha molto più successo il coach dello psicologo. Nell'area scolastica lavorano molto di più i pedagogisti clinici e gli psicopedagogisti. Nell'area sociale lavorano molto di più i counselor. Nell'area familiare lavorano molto di più i mediatori familiari non-psicologi. Nell'area delle ricerche di mercato e del marketing si preferisce di gran lunga il laureato in sociologia o economia al laureato in psicologia. Potrei andare avanti all'infinito con esempi concreti che chi lavora tutti giorni in queste aree sa e conosce più che bene.
Questioni relative all'ECM
Al momento non è possibile sbilanciarsi più di tanto... cmq tutto farebbe pensare ad un obbligo evidente anche per i liberi professionisti. E' un bene o un male? L'aggiornamento permanente obbligatorio per tutti è sicuramente un bene... quello che non quadra dell'ECM è quella M finale... a me sarebbe piaciuta di più una bella P finale... perché se sono Psicologo devo fare l'aggiornamento permanente in medicina? Scusa, sai, ma lo vorrei fare in psicologia... Cmq, ripeto, al momento è bene attendere comunicazioni ufficiali sia da parte del Ministero che dell'Ordine.
Rapporti con i Medici
La storia ha insegnato molto... e ha contestualmente posto dei punti fermi nei rapporti di forza tra medici e psicologi. Già gli psicologi erano in buona parte manovrati dalla lobby dei medici quando la psicologia non era professione sanitaria... figuriamoci ora! Sì, è vero, ora stiamo sotto lo stesso tetto. Ma sotto quel tetto non vige un sistema democratico: tutti sanno bene chi comanda e chi prende le decisioni. In Parlamento, al Ministero, negli organi istituzionali, etc.
Le "tante" psicologie
E' indubbio che già ora la psicologia sia clinico-centrica: a livello di studi, di ricerche, di investimento, di formazioni, di posti di lavoro, di opportunità, etc. Questo credo sia un dato incontestabile. Basta leggere velocemente le centinaia di 3d su questo forum (come sugli altri forum). La domanda è sempre la stessa: dopo la laurea? E la risposta pure: psicoterapia, psicologia clinica. Non che la psicologia scolastica, dello sport, del benessere, della salute, quella sociale, etc. non esista. Intendiamoci. Ma già ora molti di questi settori sono ampiamente coperti da altre professioni psi. Gli psicologi, lì, non ce li vogliono.
Questione cuturale ai limiti dell'epistemologico
Il modello psicologico (ammesso che esista un modello psicologico) è sempre stato soggetto, culturalmente, al modello medico-paziente. Dove il paziente è visto come elemento passivo del rapporto. Dove il paziente (il suo corpo) è l'oggetto (di studio, di diagnosi, di anamnesi, di cura, etc.) del medico. E' proprio per colpa di questa sovrapposizione che la psicologia ha, negli ultimi 15 anni, perso terreno nei confronti delle altre professioni psi. Quelle che della non-medicalizzazione hanno fatto il loro cavallo di battaglia. Questo è senza dubbio una questione culturale ampia. Non avrà ripercussioni domani, ma riparliamone tra una decina di anni...
Modalità di attuazione
Semplicemente vergognosa: tutto fatto di nascosto senza minimamente sentire cosa ne pensava la comunità professionale. Così come pare accada ultimamente all'ordine nazionale: si fa tutto alla zitta e poi si mette al corrente il popolo.
Conclusioni
Per esigenze meramente sindacali si è intrapresa la strada della sudditanza. Perché la direzione è quella: una psicologia come professione satellite alla medicina. Se il tempo mi dovesse smentire sarò la persona più felice del mondo... perché in questo lavoro, culturalmente parlando, ho investito molto. Per me l'essere bollato come "professionista della sanità" è una sconfitta micidiale... io non voglio scimmiottare i medici, perché francamente mi muovo su un paradigma culrale molto diverso: distante migliaia di chilometri da quello medico. L'errore (piucchelatro l'ingenuità) che state facendo è quello di non analizzare la cosa sul versante culturale, ma di soffermarvi agli esigui benefici che la cosa porterà.