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Discussione: Corsi psiconcologia

  1. #31
    Partecipante Affezionato L'avatar di forgotten_tear
    Data registrazione
    04-03-2008
    Residenza
    Bolzano
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    Citazione Originalmente inviato da ikaro78 Visualizza messaggio
    Sì, è necessaria, ma per la formazione e supervisione all'équipe curante.
    Solo in alcuni casi è indicato un intervento con i familiari e con i pazienti.
    Quanto al "gestire la cosa", che dirvi, davvero pensi che si possa "gestire" la morte?

    Saluti,
    ikaro
    Innanzitutto io non parlo solo di pazienti morenti, ma anche d coloro che si trovano davanti alla malattia e non ne è ancora definito il decorso, ma comunque necessitano d aiuto.
    Con gestire la cosa dei familiari intendevo che non è sufficiente il loro aiuto come tu hai detto prima, perchè anche in loro sono presenti sentimenti contrastanti(a volte i genitori, ad es, che non ne possono piu di sentire i bambini piangere, o scaricano le loro colpe, o non sanno gestire la rabbia e la depressione)che renderebbero molto difficile un'adeguata risposta alla sofferenza psichica del malato

  2. #32
    Partecipante Esperto L'avatar di Andy66_rm
    Data registrazione
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    Roma
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    Citazione Originalmente inviato da ikaro78 Visualizza messaggio
    Andy, non si sta parlando infatti di una psicoterapia con pazienti terminali, ma di come una formazione psicoterapeutica possa essere un valore aggiunto per l'operatore, sottolineo inoltre che la formazione in psicoterapia non è una formazione "sui libri" come la lasci intendere tu, ma un training su di sè (o almeno questo dovrebbe essere per come la vedo io). Che poi tutti i malati chiedano sostegno, empatia, vicinanza e rassicurazione trovo sia semplicistico, sicuramente c'è bisogno anche di questo, ma per questo ci sono i volontari o gli infermieri, i familiari, quelli che insomma condiviono la quotidianità, non c'è bisogno dello psicologo.
    Saluti,
    ikaro
    Sì Ikaro sono d'accordo che la formazione psicoterapeutica non si fa solo sui libri, ma neanche necessariamente con un analisi personale... pensiamo agli orientamenti dove non è obbligatoria... le scuole di questo tipo ne sono affollate (si paga meno!), a scapito di quelle psiconalitiche dov'è necessario addirittura fare 3 ore/settimana di analisi personale... aggiungo che personalmente partecipo a una supervisione di gruppo settimanale... ma non vorrei approfondire un tema che non conosco, mentre non è affatto semplicistico un supporto di un professionista psicologo che si propone a ben tre livelli: pz, famiglia, infermieri e ad ognuno si pone intercettando un momento diverso del percorso che stanno compiendo e qui l'esperienza è fondamentale x cogliere come muoversi.
    Che tutti i malati chiedano sostegno non è vero (magari lo facessero)... esiste ancora molta ignoranza, omertà e credenza di farcela da soli.
    Di volontari ci sono pure gli psicologi e psicoterapeuti, gli infermieri sono spesso alle prese con gli effetti del burnout (ci ho fatto una ricerca), i medici spesso giocano a fare gli psicologi rafforzando nel pz difese arcaiche toste poi da gestire e le famiglie se ci sono non sanno proprio cosa fare se non disperarsi promovendo o rafforzando meccanismi familiari perversi e peggiorativi di un sistema complesso di sè...
    Andrea

  3. #33
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
    Data registrazione
    06-07-2004
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    Milano
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    gli infermieri sono spesso alle prese con gli effetti del burnout (ci ho fatto una ricerca), i medici spesso giocano a fare gli psicologi rafforzando nel pz difese arcaiche toste poi da gestire e le famiglie se ci sono non sanno proprio cosa fare se non disperarsi promovendo o rafforzando meccanismi familiari perversi e peggiorativi di un sistema complesso di sè...
    Sono d'accordo, in questo senso dicevo che l'intervento psicologico in oncologia è essenzialmente un intervento sull'équipe curante, più che sui pazienti, a meno che questi non lo richiedano.

    A presto e buon lavoro,
    ikaro

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