Anch'io concordo su tutta la linea con Colmados. Mi piace molto il suo modo di esprimersi che è pacato, equilibrato ma deciso, ancorato a quelli che sono i dati di realtà. Bellissima poi, l'osservazione fatta sul concetto di missione salvifica e sull'assetto difensivo dello psicologo. Talvolta mi capita di saltare da una discussione all'altra e di ritrovare ( non sempre, per fortuna ) interventi che hanno quel non so che di profetizzante ed assoluto, che non ammette repliche, che mi fa girare un pochino le scatole ( non parlo però, degli interventi precedenti al mio in questa discussione ). Mi trovo a condividere l'amore per la professione che, so già mi porterà, purtroppo, a fare le ore piccole in qualche cinema, giusto per citare l'esperienza della collega ( quello o altro di simile ). E non perchè ho voglia di farlo ma il sistema lo impone, ora come ora. Però Vi dico anche che sono disposta a ciò con un limite, proprio per non finire nella spirale dipinta perfettamente da Colmados. L'esigenza di fare esperienza, rimpolpare il proprio cv è sacrosanta e giusta, ma, per carità, che questo si debba abbinare al puro sfruttamento economico delle ns competenze professionali ( anche se siamo all'inizio ) è una mentalità molto italiana e sbagliata. L'idea di dover fare una gavetta al pari del garzone del panettiere, come se si dovesse ricominciare ogni volta da capo, senza voler minimamente tener conto delle competenze e formazione già acquisite è un'ingiustizia. La questione andrebbe regolamentata a livello legislativo stabiliendo un inquadramento economico relativo ai praticantati e, via via, seguire un percorso in ascesa di professionalità riconosciuta con il giusto corrispettivo. L'indignazione è doverosa, a fronte di questa situazione, ed anche la decisione, ad un certo punto, di non voler più subire. Ma come fare?
Per lo meno nel ns paese.... rifletto seriamente, ogni tanto, sul da farsi terminata la specializzazione, e non sono per niente sicura di voler continuare a vivere in Italia, data la situazione attuale e le prospettive future che non riesco a vedere, nonostante la buona volontà, rosee.
Francesca







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