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Discussione: lavorare all'estero

  1. #571
    Partecipante Assiduo L'avatar di toska777
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    ciao Mony! io vivo a Birmingham da quasi 2 mesi e per il momento cerco di imparare la lingua,che strazio certi giorni mi sento veramente ridicola mentre cerco di parlare..
    io sono partita dopo subito dopo essermi laureata,quindi niente eds..io ho fatto la vecchia quinq con indirizzo lavoro, tu sai per caso com'e' il lavoro per noi di lavoro?credi possa lavorare anche io come support worker?in fondo il biennio e' uguale e pure alcuni esami del triennio!?a cosa corrisponde l'IELTS? FIRST PIU' ADVANCE?io penso che tra un'annetto cerchero di fare qualche scuola qua,non so se poi in italia pero' poi sara' riconosciuto il tutto..
    cmq qui la vita non e' tanto cara, una casa con stanza e living room bagno cucina la paghi 400 la cosa piu'cara sono i mezzi di trasporto.
    scusa per le mille domande..
    bye bye
    Ultima modifica di toska777 : 18-03-2008 alle ore 21.09.02

  2. #572
    Partecipante L'avatar di mony_loves_dogs
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    oh..scusa. per Glassina. ho fatto tirocinio in un centro privato per persone con problemi di alcohol e droghe varie. poi in un centro per disturbi alimentari dove poi ho fatto la volontaria per quasi un anno, poi 6 mesi in questa casa famiglia per persona con patologie mentali come schizofrenia, ritardo mentale, disturbi della personalita'...insomma quello che faccio qui, ma in Italia ero senza contratto, senza assicurazione e naturalmente manco a dirlo sottopagata.

    i primi passi da fare. non so, penso sia una cosa soggettiva. io, per il fatto della lingua che era ancora allo stato brado ho preferito fare la cameriera in modo da potermi presentare ad un colloquio con una maggiore padronanza. ti diro', mi sono anche divertita in quei mesi in cui lavoravo nel pub. ma certo, se hai altre prospettive alla fine ti sta stretto come lavoro.
    c'e' invece chi arriva qui gia' sicuro abbastanza di se stesso (io sono un-insicura cronica!!) e pronto ad entrare dalla porta principale. avrei voluto avere quel coraggio ma ho dovuto guardare in faccia la realta'.
    dipende poi che in che settore vuoi lavorare o se vuoi invece farti un periodo di prova. non so, io ho seguito una mia scaletta mentale ma non e' detto che sia adattabile a chiunque. cmq leggiti altri interventi precedenti nel forum. io ho trovato molti aiuti, anche solo psicologici. so che e' una scelta tosta e che puo' fare paura, ma se hai dei dubbi, se non sei sicuro al 200% magari fatti solo ..che ne so...sei mesi e poi valuti. e' sempre meglio sapere che ci hai provato invece di aver il dubbio 'chissa' se...'.

    ciao e buona fortuna.

  3. #573
    Partecipante L'avatar di mony_loves_dogs
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    ciao tosca. scusa ma dell'indirizzo del lavoro non so prorpio nulla. nada de nada. scusa. se potresti fare il support worker? hai cmq fatto psicologia per cui nozioni in materia ne hai. tu prova, male che vada ti dicono no. ma se sei del lavoro e vuoi contunuare su questa strada a mio parere non ha senso che ti butti sul clinico se poi non pensi sia questa la tua strada. magari concentrati sulle human resources, da che leggo nei giornali vanno alla grande anche qui.
    non so poi dirti se l'EILTS corrisponde a quello che dici tu. non so proprio. prova ad informartti in qualche scuola di lingue o meglio ancora in qualche universita' che magari ti potrebbe interessare . loro ti sanno dire meglio secondo me. o forse qualcuno del forum la sa la risposta. a me era stato chiesto di presentare o il certificato IELTS o il TOELFquesto e questo ho fatto.o solo scelto. a presto e scusa per le mancate risposte ciao

  4. #574
    Partecipante Assiduo L'avatar di toska777
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    Citazione Originalmente inviato da mony_loves_dogs Visualizza messaggio
    ciao tosca. scusa ma dell'indirizzo del lavoro non so prorpio nulla. nada de nada. scusa. se potresti fare il support worker? hai cmq fatto psicologia per cui nozioni in materia ne hai. tu prova, male che vada ti dicono no. ma se sei del lavoro e vuoi contunuare su questa strada a mio parere non ha senso che ti butti sul clinico se poi non pensi sia questa la tua strada. magari concentrati sulle human resources, da che leggo nei giornali vanno alla grande anche qui.
    non so poi dirti se l'EILTS corrisponde a quello che dici tu. non so proprio. prova ad informartti in qualche scuola di lingue o meglio ancora in qualche universita' che magari ti potrebbe interessare . loro ti sanno dire meglio secondo me. o forse qualcuno del forum la sa la risposta. a me era stato chiesto di presentare o il certificato IELTS o il TOELFquesto e questo ho fatto.o solo scelto. a presto e scusa per le mancate risposte ciao
    diciamo che mi sento divisa tra la clinica e l'area lavoro, personalmente penso che un buon psicologo del lavoro che fa orientamento o counseling dovrebbe avere non dico una specializzazione anche come psicoterapeuta ma quasi..
    Si ho visto pure io che le H.R sono molto curate..
    Ti ringrazio tanto, spero di risentirti/rilergeti presto!
    ahh mi raccomando se passi in qs zona per vedere la foresta di Roobin Hood(si scrive cosi?boh)fammi sapere cosi ci incontriamo!!
    notte, notte!!!
    Ultima modifica di toska777 : 18-03-2008 alle ore 21.08.13

  5. #575
    Partecipante L'avatar di babangida74
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    lavorare in Svizzera

    Citazione Originalmente inviato da dani.max Visualizza messaggio
    Ciao a tutti!Questa è una richiesta che ho già fatto, senza però ricevere risposta, purtroppo ! Comunque ci ripovo: non c'è proprio nessuno che ha qualche informazione sulla professione di psicologo o anche di educatore in Svizzera (meglio ancora in Ticino), Austria o Germania???? Se c'è lavoro, le varie carte e riconoscimenti da presentare, com'è la vita, ecc...?!?!
    Grazie mille a tutti! (speriamo di essere più fortunata stavolta e ricevere qualche risposta!!!!!)
    Anch'io sarei molto interessata a sapere come funziona in Svizzera. ho paura che gli svizzeri non siano particolarmente predisposti ad accoglierci. Cmq bisognerebbe sentire il consolato.

  6. #576
    Partecipante L'avatar di babangida74
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    lavorare all'estero

    Citazione Originalmente inviato da mony_loves_dogs Visualizza messaggio
    Ciao a tutti. Volevo partecipare un pochino al forum per dare magari consigli anche a chi si appresta e a chi ancora ci pensa a lasciare o meno l’Italia per venire nel freddo nord (porca miseria sti giorni il freddo pela davvero!!).

    Cmq. Sono arrivata qui a settembre del 2007 con un progetto preciso: iscrivermi ad una scuola di psicoterapia familiare, fare il tirocinio in una charity, lavorare per un tot di mesi (fino massimo a maggio del 2008) come cameriera (uno dei lavori più accessibili e facili da trovare qui) tanto per migliorare la lingua e poter poi puntare q.sa di meglio.

    Resoconto fino ad ora: a giugno finisco il primo anno di corso. Onestamente non è andato come pensavo.il corso è bello! ma La barriera linguistica mi ha impedito di poter essere partecipe al 200% come vorrei. Capisco abbastanza bene e naturlamente posso mettere anche 10 paroline in croce, ma il fatto di sapere che non ho ancora una buona padronanza dell’inglese in qualche modo mi blocca. Ma è superabile!!! Se anche faccio qualche errore mica mi sparano!!! Spero l’anno prossimo vada meglio (mmmm…sempre se passo questo ovviamente!).
    Dopo Natale ho iniziato a presentare domande per lavori come support worker e health care assistant. Non sapevo davvero come muovermi e ringrazio mille e poi altre mille volte Axamer per i preziosi consigli. Mamma che fifina!!! Per farla breve, mi sono iscritta ad un bordello di siti di lavoro (il meglio perché raccolgie le domande di lavoro pratticamente di tutti gli employers è staffnurse.com) ho aggiustato mille volte il mio cv in base al lavoro cui presentavo la domanda, ogni aplication mandata con una cover letter a doc (altra preziosa tip di Axamer), tanti incrociamenti di dita e………….dopo il primo colloqui ho avuto il mio lavoro. È stata una cosa molto veloce, talmente veloce che ho faticato a crederci. A metà gennaio ho iniziato a mandare cv, dpo 2 settimane avevo il mio attuale lavoro. Magari è stata una questione di fortuna, non lo so questo!! Ma ricordo bene in Italia ho speso non so quanti soldi tra francobolli, buste da lettere, fax, telefonate e in 2 anni e mezzo (periodo in cui la mia ricerca di un lavoro è stata particolarmente frenetica), solo una sorta di charity mi ha risposto dicedomi che il mio cv era sì molto interessante e che mi avrebbero tenuto presente se mai avessero avuto bisogno di qualcuno. Per il resto nessuno mi ha mai risposto,e anzi al telefono mi veniva detto che ero troppo qualificata.
    Avrei potuto mettere da parte il mio orgoglio e accettare qualche zampata sul sedere da alcuni amici ‘politici’ di mio padre. Almeno sarei potuta restare in Italia e vicino alla mia famiglia.
    Ma sapere che, da quel favore fatto a me, i miei si sarebbero in qualche modo sentiti ‘obbligati ed indebitati’ verso un estraneo…no…non me la sono sentita. Ma poi, anche io personalmente mi sentivo uno schifo. Era come dovrer ammettere con me stessa che non ero stata in grado di iniziare una mia indipendenza. E l’orgoglio è una delle mie peggiori qualità!!

    Insomma, alla fine eccomi qui a Londra. Lavoro come support worker in un centro privato che ospita persone con learning disabilities, challenging behaviours oltre che affette da schizofrenia e altre patologie.
    Ci lavoro da 3 settimane ormai e mi trovo bene. Certo, le cose da fare e le responsabilità sono maggiori. Non so ci di voi ha mai lavorato o lavora in una casa famiglia. Io l’ho fatto per un periodo a roma e vi assicuro che non c’è paragone. Volgio dire, a roma il mio compito era quello di assitere i pazienti durante le varie attività della giornata, dal lavarsi i denti a prendere le medicine. Ok, non è poco direte voi, ed in effetti è così. Anche perché inevitabilmente ti ci affezioni e cerchi di aiutarli il più possibile ad avere una vita decente. Ma alla fine, almeno questa è stata la mia esperienza, i pazienti erano visti nell’ottica dell’irreversibilità della malattia. Si cercava di contenere la malattia anziché cercare di trovare e sviluppare le poche risorse rimaste al paziente.
    Quelo che noto qui è che, per quanto la persona sia ‘incapace id intender e di volere’, ci cerca di disegnare un piano di intervento terapeutico tessuto su quella persona specifica rendendola però sempre partecipe e cercando di far si che, per quanto possibile, la abbia una minimo di voce in capitolo.
    La maggiore difficoltà che vedo in questo lavoro, che poi come è già stato detto da altri come Axamer e Shiren è una via di mezzo tra l’operatore e lo psicologo, è che oltre alla semplice osservazione del paziente, tu, come operatore lo devi incoraggiare ad essere indipendente, a fare delle scelte, nel rispetto di religione e altri fattori che in Italia sono ancora allo stato embrionale.
    Inoltre la residenza dove lavoro, se anche rispnde ad un ufficio centrale che controlla altre simili strutture, è indipendente per cui ci sono molte questioni organizzative che devono essere sbrogliate dallo staff tipo attivita sociali per i pazienti ( porca miseria, loro hanno una vita sociale molto più sttiva della mia!!! ) appuntamenti con gli pschiatri, dentisti, visite mediche noi li dobbiamo accompagnare. Insomma siamo molto a contato con loro.
    Ripeto è una bella esperienza che secondo me, se si vuole lavore nel csettore clinico bisogna fare sia perché ti fa curriculum, ma soprattutto perché ti fa ‘crescere’ le palle (scusate il francesismo!!). a me sta servendo molto ma ribadisco che è dura. Co sono momenti difficili, ma anche momenti in cui sei contenta di quello che fai. Fortuna i secondi superano in percentuali i primi.
    Mi hanno fatto il contratto a tempo indeterminato (un miraggio in Italia), con tutte le principali voci annesse e connesse: ferie, straordinari, training…..

    Axamer mi ha consigliato di scrivere sul forum la mia sperienza anche per far coraggioa chi ancora è dubbioso. Ribadisco ancora che non è stata una scelta facile quella di lasciare l’Italia. Mi manca il mio paese, la mia famiglia ed i miei amici…ed il mio gatto!!!
    Ma la scelta era :1) resto, investo in una scuola di specializzazione che poi non è detto che migliori la mia posizione di disoccupata e frustrata, continuo a fare lavori del tipo commessa o cameriera e nel frattempo busso alla cassa di mamy e daddy sperando che la classe politica in italia venga sterminata da una rara malattia che affligge solo i corrotti e venga sistituita da gente giovane e con la voglia di far funzionare le cose (ma avete visto che mummie che abbiamo come politici!! Una ventata di novità noooo????).
    2) cambio paese dove si dice si sia una maggiore attenzione al ‘cosa puoi fare per noi’ piuttosto che ‘chi è che ti raccomanda?’, vado in contro al fredo e al gelo, lontata da tutto ciò che mi sta a cuore, tra gente che porca miseria spesso ha una strana concezione del concetto di ‘Igene’, tra fish and chips e muffin, con il sole che lo vedi solo in cartolina.

    Per carità. Non volgio dire che gli psicologi che lavorano come psicologi sono solo figli di papà o con qualcuno alle spalle da cui hanno avuto la famosa zampata. Anzi, ci sono amici che lavorano e anche bene e che ci crediate o no la maggioranza di questi amici-colleghi vivono nel sud.
    Dico solo che a me non è andata molto bene le ricerca ed allora ho cercato pascoli più fertili. Tutto qui. Spero di essere stata di aiuto a qualcuno. Se avete domande sono qui. Se non vi rispondo subito è perché tra lavoro ed uny sono piena come un uovo. Ma prometto che rispondo.

    Ps: mi unisco alla proprosta di Axamer di riunirci, noi temerari. Per motivi di lavoro preferirei a londra. Ci sarà anche Swany…

    Ciao xxx
    Laciatelo dire....sei una tosta! A me continua a frullare nella testa questa possibilità ma sono terrorizzata dalla lingua. Sto frequentando un corso d'inglese ma tra scuola di specializzazione, lavoro da educatrice, tirocinio e corsi di aggiornamento non ho molto tempo per studiare. Io purtroppo ho sempre studiato francese per cui nonostante conosca abbastanza bene la grammatica, faccio una fatica immane per conprendere ma soprattutto per rispondere oralmente.Cmq continuerò a rifletterci perchè qui faccio la fame.

  7. #577
    Grazie Mony per aver raccontato la tua eseperienza....penso seriamente di spostarmi...Londra la conosco abbastanza bene...ci sono stata un sacco di volte...ma sempre in vacanza....
    Graie ancora...e magari ....potrebbe darsi che ti disturberò ancora chiedendoti informazioni!
    Stef.

  8. #578
    Partecipante Assiduo L'avatar di toska777
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    Per tutti coloro che stanno pensando di partire all'estero in particolare negli Uk, non scoraggiatevi e fatelo! la lingua si impara sul posto, chiaramente all'inizio non lavorerete come psicologi,ma farete lavori piu' umili, tipo cameriere e simili, ma considerate tutto qs come un'investimento, dopo avrete tante possibilita' in piu'!
    io vivo a Birmingham da 2 mesi, frequento un corso di inglese e in piu' ho iniziato a prendere contatti con persone che vogliono imparare l'italiano e in cambio mi insegnano l'inglese,cosa questa che mi fa accellerare l'apprendimento dell'inglese.
    Da 3 settimane ho iniziato anche a cercare lavoro, ma ancora nn l'ho trovato(un po x sfortuna un po perche' ho delle esigenze particolari)tra un paio di mesi iniziero' a fare volontariato nel sociale(1,2 volta a settimana) cosi da fare un po di esperienza(io non ho mai fatto nulla,non ho neanche mai fatto tirocinio ne edt) e sondare il terreno.
    Fatto tutto cio' a Gennaio conto di cercare finalmente nel campo della psicologia.
    vi terro'aggiornati
    Coraggio fate le valigie e partite!!
    ciao a tutti!!

  9. #579
    Tosca con "la Kappa" hai ragione!!Grazie per il messaggio positivo..atto a spronare!
    Ciao Stef.
    Io intanto penso e ripenso...

  10. #580
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    Secondo me per la scelta dipende molto cosa avete da perdere e per questo intendo, non solo il lavoro ma soprattutto legami affettivi, attaccamento ad un certo stile di vita ecc
    Inizialmente e' dura per tutti.
    L'inghilterra ha, come ogni paese, i suoi bei lati negativi e adattarsi ad un nuovo stile di vita necessita tempo. Alla fine però, se ci pensate, si può sempre provare: parti, provi, vedi come va con la lingua e lo stile di vita e alla peggio dopo sei mesi te ne torni a casa. Avrai comunque fatto un'esperienza che, bella o brutta che sia, ti servirà sempre, se non altro per aver migliorato la conoscenza della lingua.

    Per Mony_loves_dog: beh, che dire, ti sei giocata la tua chance alla perfezione!

  11. #581
    Partecipante Assiduo
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    2 domande:
    1) nessuno lavora come assistant psychologist in uk?
    2) quando ci troviamo??

  12. #582
    Partecipante Affezionato
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    Citazione Originalmente inviato da chiaralia Visualizza messaggio
    2 domande:
    1) nessuno lavora come assistant psychologist in uk?
    2) quando ci troviamo??
    1)non io
    2)Aprile?? Maggio??

  13. #583
    Partecipante Affezionato L'avatar di dani.max
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    Citazione Originalmente inviato da Shiren75 Visualizza messaggio
    Secondo me per la scelta dipende molto cosa avete da perdere e per questo intendo, non solo il lavoro ma soprattutto legami affettivi, attaccamento ad un certo stile di vita ecc
    Inizialmente e' dura per tutti.
    Sono d'aqccordissimo con te! Per quanto mi riguarrda, infatti, dopo aver cercato lavoro qua in Italia e non aver trovato molto, me ne sarei già andata,un pò allo sbando magari, ma ci avrei almeno provato! Non me ne sono andata non tanto per la mia famiglia (sono abbastanza indipendente da quel punto di vista) ma per il mio ragazzo...stiamo insieme da tanto e non partirei mai senza di lui...e lui non è molto propenso a partire, purtroppo! Magari riuscirò a fargli cambiare idea pian piano, dato che, comunque, non è del tutto contrario!
    "Per arrivare all'alba, non c'è altra via che la notte" Kahlil Gibran

  14. #584
    Partecipante Assiduo L'avatar di toska777
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    Scusate forse non sono stata molto chiara, io non intendevo dire che partire sia meglio per tutti, ne tantomeno dire che adattarsi e inserirsi in una nuova nazione sia una cosa facile.Il mio post si riferiva a tutti coloro che vorrebero partire, ma non lo fanno o non lo hanno ancora fatto perche' hanno paura o non sanno bene come muovesi.
    Ci tengo a non passare messaggi sbagliati, quindi specifico anche che non aspettano nessuno con le braccia aperte e ne che il lavoro te lo portano a casa, anche qui devi cercare, fare la tua gavetta e sopprattutto se non conosci la lingua studiarla e essere consapevole che in questo caso i tempi si allungheranno ancor di piu'.
    Pero' dopo ever fatto tutto cio',sapere che si puo' trovare lavoro e che il sistema in generale e' molto piu' efficiente.. a me ha fatto decidere di venire qui.
    Spero di essermi spiegata meglio.
    Toska
    Ultima modifica di toska777 : 19-03-2008 alle ore 13.51.10

  15. #585
    Toska..ti sei spiegata benissimo!!
    Penso che tutti mettiamo in conto le cose negative....a meno che uno non viva Nel Paese delle Meravilglie!!eheehhehhe!!!
    I vostri pareri ...incoraggiano chi vacilla...(ogni riferimento è puramente CAUSALE!!!)
    Ciao e grazie a tutti quelli che riportano le proprie esperienze all'estero!
    Stef.

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