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  1. #31
    Partecipante Super Esperto L'avatar di fufi1986
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    Citazione Originalmente inviato da Jiaqueline Visualizza messaggio
    se rileggi il mio messaggio tra le righe capirai che il mio pensiero è molto vicino al vostro, io sono dalla parte sempre e comunque delle vittime, sia che siano tifosi o agenti dell'ordine o che appartengano a qualsiasi altra categoria.
    Un bacio a tutti e Buona Pasqua e ricordiamoci sempre che lo scambio di idee anche se opposte apre la mente e il cuore del mondo.
    Jiaq
    Mi sembra che se rileggi il mio di post vedrai che anch'io sono dalla parte della vittime...
    Non credo che essere la moglie di un poliziotto cambi qualcosa in merito a quello che ho detto.. va bene rispettare chi rischia la vita in divisa, ma chi in divisa non rispetta la vita degli altri non lo rispetto.. Credo che emarginare i poliziotti che sono "teste calde" dovrebbe essere desiderio dei poliziotti seri e responsabili proprio per evitare che poi qualcuno pensi che i poliziotti sono tutti uguali..non lo sono.. Ma se sistematicamente assistiamo a insabbiamenti allora un dubbio su come funziona il sistema può sorgere.. Quel poliziotto che ha sparato, lo ripeto, avrebbe potuto colpire chiunque..anche un bambino nel parcheggio di quell'autogrill..in quel caso cosa sarebbe successo?
    Ultima modifica di fufi1986 : 23-03-2008 alle ore 19.34.21
    There █████ █ ████ is ███ █ no █████ █ ████ conspiracy █ ████ █████
    █ ████ everything ███ █████ is█████ ████ ████ fine ████ ███ ██████
    trust ███ ██████ ███ your █████ ████ government.

  2. #32
    Partecipante Esperto L'avatar di Jiaqueline
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    Citazione Originalmente inviato da fufi1986 Visualizza messaggio
    Mi sembra che se rileggi il mio di post vedrai che anch'io sono dalla parte della vittime...
    Non credo che essere la moglie di un poliiotto cambi qualcosa in merito a quello che ho detto.. va bene rispettare chi rischia la vita in divisa, ma chi in divisa non rispetta la vita degli altri non lo rispetto.. Credo che emarginare i poliziotti che sono "teste calde" dovrebbe essere desiderio dei poliziotti seri e responsabili proprio per evitare che poi qualcuno pensi che i poliziotti sono tutti uguali..non lo sono.. Ma se sistematicamente assistiamo a insabbiamenti allora un dubbio su come funziona il sistema può sorgere.. Quel polizziotto che ha sparato, lo ripeto, avrebbe potuto colpire chiunque..anche un bambino nel parcheggio di quell'autogrill..in quel caso cosa sarebbe successo?
    in questo senso hai perfettamente ragione, la vita va difesa sempre a maggior ragione se sei delle forze dell'ordine, se poi alludi alla difesa di "casta" nel non far emergere verità sgradevoli mi trovi perfettamente d'accordo, ho voluto dire col mio essere moglie di.... che per 1 disonesto ne trovi 10 a posto. e le teste calde come le chiami tu vanno stanate e mandate a zappare.

  3. #33
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    Citazione Originalmente inviato da Jiaqueline Visualizza messaggio
    in questo senso hai perfettamente ragione, la vita va difesa sempre a maggior ragione se sei delle forze dell'ordine, se poi alludi alla difesa di "casta" nel non far emergere verità sgradevoli mi trovi perfettamente d'accordo, ho voluto dire col mio essere moglie di.... che per 1 disonesto ne trovi 10 a posto. e le teste calde come le chiami tu vanno stanate e mandate a zappare.
    qui siamo tutti d'accordo, non ci piove!!
    Intendevo proprio dire cio' che ha scritto, spiegandolo meglio, fufi!
    il problema è che le teste calde nn vengono mandate a zappare, ma spesso vengono coperte. Perdonatemi, ma un Casini (mi pare) che dice "a genova solo casi isolati" mi fa venire i vermi.......
    A genova non sono stati casi isolati. Casi isolati sono stati quelli che pacifici come me sono riusciti a scappare dentro case di perfetti sconosciuti e non prendersi manganellate gratis sulla testa.....

  4. #34
    Johnny
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    il parere generale (forse anche qui, nel thread) che si è delineato è questo, mi sembra: il poliziotto indossa la divisa e quindi non può sbagliare o sparare qualunque sia il motivo, se lo fa sbaglia ed è una "testa calda" e non è degno di far parte della polizia, va punito, ecc...

    Gli ultrà invece, proprio perchè fanno parte degli ultrà, sono cattivi e hanno un'identità negativa a priori, quindi se commettono violenza, questa violenza è rappresentativa della categoria e quindi è "normale", è legittima...sono ultrà!

    Forse è per questo che il poliziotto che spara all'ultrà fa notizia e e suscita scalpore; se è l'ultrà a uccidere il poliziotto invece è normale e accettabile.
    Ultima modifica di Johnny : 23-03-2008 alle ore 22.41.10

  5. #35
    piccirilla
    Ospite non registrato
    non credo si sia voluto dire questo,almeno qui.

  6. #36
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    Esco un momento dal mio volontario esilio. Posto e ci ritorno.
    Ma qui misuro distanza d'età e di storia rispetto a voi. E, per favore, non intendo farne una questione di "partito", cioè "di parte".

    Ci sono diverse questioni aperte in questo thread, e provo a riassumerle e a dire la mia.

    1) Perché si ricordano alcuni morti e non altri? Ras, non te ne avere a male, ma la memoria degli esseri umani è quella che è (il mitico numero 7 più o meno uno, credo), e la lista dei morti, dall'età della pietra in poi, è dannatamente lunga. Allora, accade che ognuno ricorda i morti che gli sono più "vicini". Affettivamente, ideologicamente, per partito preso, per comunanza di bandiera, di interessi, per averli visti, o conosciuti... Io, ad esempio, ricordo i morti sul lavoro. Altri quelli negli stadi. Altri quelli di fame. Altri i monaci tibetani. Mi dispiace. Ma non abbiamo memoria sufficiente per ricordarci di tutti i morti. E questo dovrebbe pur dirci qualcosa sulla società nella quale viviamo. Se permetti, preferirei protestare perché nessuno porta i bambini a vedere come nascono le vite, mentre consente loro di vedere ogni giorno come si perdono.

    2) Le dinamiche amico/nemico, ingroup/outgroup dovrebbero essere patrimonio comune, almeno in questo forum. Abbastanza da riuscire a capirci tra di noi e ad applicare quel che studiamo alla realtà nella quale viviamo. Invece vedo che i meccanismi di costruzione del "nemico" funzionano bene da tutte le parti, e quelli di decostruzione della propaganda molto male. In questo senso ha ragione chi ricorda che i morti sono morti, e basta. Secondo me

    3) Poi c'è il livello del giudizio "politico" (ripeto, "politico", che ha a che fare con la pòlis). Allora, qui, a prescindere dal mio giudizio personale che considera polizia ed eserciti come enti inutili da abolire, mi limito a far presente che, dal mio punto di vista, la sproporzione di forze è notevole. Da una parte dei ragazzi che si suppone stiano menandosi tra di loro. Dall'altra dei colpi di pistola.
    Si chiede di non generalizzare, perché la responsabilità è personale. E sono d'accordo. Ma chiedo di fare lo stesso per tutte le parti. Se non esistono "i poliziotti cattivi", allora non esistono neppure "gli ultras sanguinari", o "i terroristi islamici", o "i brigatisti rossi". Non accetto la tecnica dei due pesi e delle due misure. Mi sta benissimo che ce la si prenda solo con le mele marce. Ma spiegatemi perché, in un caso valgono i reati associativi e nell'altro siamo sempre e solo di fronte a "deviazioni", a "mele marce", a "casi isolati".

    Grazie e buona vita

    Guglielmo
    Dott. Guglielmo Rottigni
    Ordine Psicologi Lombardia n° 10126

  7. #37
    Partecipante Super Esperto L'avatar di fufi1986
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    Citazione Originalmente inviato da *-ras-* Visualizza messaggio
    il parere generale (forse anche qui, nel thread) che si è delineato è questo, mi sembra: il poliziotto indossa la divisa e quindi non può sbagliare o sparare qualunque sia il motivo, se lo fa sbaglia ed è una "testa calda" e non è degno di far parte della polizia, va punito, ecc...

    Gli ultrà invece, proprio perchè fanno parte degli ultrà, sono cattivi e hanno un'identità negativa a priori, quindi se commettono violenza, questa violenza è rappresentativa della categoria e quindi è "normale", è legittima...sono ultrà!

    Forse è per questo che il poliziotto che spara all'ultrà fa notizia e e suscita scalpore; se è l'ultrà a uccidere il poliziotto invece è normale e accettabile.

    non capisco proprio da dove è venuta fuori questa concusione... forse ce la volevi vedere tu..
    non mi sembra che ci sia stato qualcuno che ha detto che un poliziotto non deve sparare qualsiasi sia il motivo, caso mai è stato detto che deve saper sparare quando ce n'è motivo, ripeto:deve SAPERLO fare.. poi dimmi , per cortesia, dove la violenza ultrà è stata legittimata...
    poi dimmi te se fa più notizia un lupo che mangia un agnello o un agnello che mangia un lupo...
    There █████ █ ████ is ███ █ no █████ █ ████ conspiracy █ ████ █████
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  8. #38
    Johnny
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    Citazione Originalmente inviato da fufi1986 Visualizza messaggio
    non capisco proprio da dove è venuta fuori questa concusione... forse ce la volevi vedere tu..
    non mi sembra che ci sia stato qualcuno che ha detto che un poliziotto non deve sparare qualsiasi sia il motivo, caso mai è stato detto che deve saper sparare quando ce n'è motivo, ripeto:deve SAPERLO fare.. poi dimmi , per cortesia, dove la violenza ultrà è stata legittimata...
    poi dimmi te se fa più notizia un lupo che mangia un agnello o un agnello che mangia un lupo...
    eh, allora stiamo dicendo la stessa cosa: fa più notizia l'agnello che mangia il lupo, infatti in tv sento parlare per la maggior parte della vicenda di Gabriele. Era proprio questo l'argomento del thread. Sempre per stare nella metafora, la vita della pecora è importante come quella del lupo.
    Sarebbe invece educativo ricordare ache l'altra vicenda, secondo me. La tv non dovrebbe avere questi buchi di memoria, che come dice Willy ci sono nelle persone. (il thread riguarda la tv infatti)

    Si chiede di non generalizzare, perché la responsabilità è personale. E sono d'accordo. Ma chiedo di fare lo stesso per tutte le parti. Se non esistono "i poliziotti cattivi", allora non esistono neppure "gli ultras sanguinari", o "i terroristi islamici", o "i brigatisti rossi". Non accetto la tecnica dei due pesi e delle due misure. Mi sta benissimo che ce la si prenda solo con le mele marce. Ma spiegatemi perché, in un caso valgono i reati associativi e nell'altro siamo sempre e solo di fronte a "deviazioni", a "mele marce", a "casi isolati".
    Non sono completamente d'accordo perchè secondo me c'è gente che diventa ultrà solo per esercitare violenza, non tutti, ma alcuni si. Non vanno allo stadio per vedere la partita, ma per fare casino. Se uno di lavoro fa il poliziotto deve solo pregare di non avere la sfiga di trovarsi lì in mezzo.


    Secondo me dal punto di vista etico un poliziotto che spara è diverso da un ultrà che lancia una pietra-estintore-sedia-tavolo-qualsiasicosapuòfarmale, perchè il poliziotto che spara HA SBAGLIATO e sarà punito, magari viene radiato. Il corpo della polizia non contempla l'omicidio, ma che si spari solo per legittima difesa, appunto. Invece l'ultrà che fa violenza contro qualcuno NON HA SBAGLIATO stando alle norme del suo gruppo, anzi il contrario, ha agito secondo la regola, va allo stadio proprio per questo, ci va per fare danni, tant'è che si coprono anche il volto per non farsi riconoscere. E' per questo che ritengo più grave il secondo, perchè è un problema sociale. Il poliziotto che ha sbagliato, ha sbagliato lui. L'ultrà che butta l'estintore contro qualcuno non ha sbagliato, è legittimato da un gruppo organizzato. QUindi mi sembra più grave, ma alla fine non si fa niente per risolverlo.

    AH no, pardon...hanno fatto il "terzo tempo"
    Ultima modifica di Johnny : 24-03-2008 alle ore 08.57.30

  9. #39
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    Citazione Originalmente inviato da *-ras-* Visualizza messaggio
    Non sono completamente d'accordo perchè secondo me c'è gente che diventa ultrà solo per esercitare violenza, non tutti, ma alcuni si. Non vanno allo stadio per vedere la partita, ma per fare casino. Se uno di lavoro fa il poliziotto deve solo pregare di non avere la sfiga di trovarsi lì in mezzo.
    Cosa ti fa escludere che ci sia gente che diventa poliziotto solo per esercitare violenza? Il fatto che vi sia una selezione? Eppure, in Italia, fatti due conti e vedrai che sono più i manifestanti uccisi da poliziotti che non i poliziotti uccisi da manifestanti...


    Citazione Originalmente inviato da *-ras-* Visualizza messaggio
    Secondo me un poliziotto che spara è diverso da un ultrà che lancia una pietra-estintore-sedia-tavolo-qualsiasicosapuòfarmale, perchè il poliziotto che spara HA SBAGIATO e sarà punito con un processo e magari viene radiato, invece l'ultrà che fa violenza contro qualcuno NON HA SBAGLIATO perchè la violenza fa parte delle norme del suo gruppo, va allo stadio proprio per questo, ci va per fare danni, tant'è che si coprono anche il volto per non farsi riconoscere
    Poliziotti sotto processo ne ho visti tanti. Condannati... lasciamo perdere. Radiati, men che meno. Semmai li promuovono.

    Esercizio n°1: che mestiere fa adesso il questore responsabile di Genova alcuni anni fa?

    Buona vita

    Guglielmo
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  10. #40
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    Ras, scrivi:
    Il corpo della polizia non contempla l'omicidio, ma che si spari solo per legittima difesa, appunto.
    5 luglio 1960

    A Licata, una manifestazione popolare contro il carovita e la mancanza di lavoro è caricata selvaggiamente dalla polizia. Rimane ucciso Vincenzo Napoli, mentre cercava di difendere un bambino tenuto fermo ad un muro e picchiato dai celerini.

    7 luglio 1960

    A Reggio Emilia, la polizia interviene contro una massa di cittadini che segue, all’esterno del teatro dove si svolge, un comizio contro il governo Tambroni. Per disperdere la folla di circa 20.000 cittadini, oltre ai caroselli con le jeep la polizia apre il fuoco uccidendo Lauro Farioli, Ovidio Franchi, Marino Serri, Emilio Reverberi e Afro Tondelli. 21 risultano i feriti. Viene arrestato, dopo la strage perpetrata dalla polizia, Alberto Bedini. Gli agenti inquisiti saranno assolti definitivamente nel luglio 1960.

    8 luglio 1960

    A Palermo, il centro è presidiato fin dalle prime ore del mattino dalla Celere per disturbare lo sciopero generale proclamato dalla Cgil. Alle violente cariche i dimostranti rispondono. Restano uccisi Francesco Vella, organizzatore delle leghe edili, mentre soccorre un ragazzo colpito da un lacrimogeno, Giuseppe Malleo, Rosa La Barbera e Andrea Cangitano di 18 anni, non si sa se da poliziotti o mercenari. Una manifestazione indetta alle 18 davanti a municipio, questura e prefettura viene respinta con l'impiego di armi da fuoco. Gli scontri continuano fino a notte, seguiti da rastrellamenti e pestaggi dei fermati. Bilancio: 300 fermi, centinaia di feriti e contusi, 40 persone medicate per ferite da armi da fuoco.

    8 luglio 1960

    A Catania, nel corso dello sciopero contro il governo Tambroni, le forze di polizia caricano i manifestanti con lancio di candelotti lacrimogeni. Un edile disoccupato, Salvatore Novembre, rimasto isolato viene massacrato a manganellate e finito a colpi di pistola. Altri 7 manifestanti rimangono feriti.

    11 maggio 1961

    A Sarnico (Bs), una manifestazione di protesta da parte degli operai contro i licenziamenti, viene stroncata dai carabinieri che aprono, senza alcuna motivazione plausibile, il fuoco uccidendo il disoccupato Mario Savoldi.

    28 maggio 1962

    A Ceccano (Frosinone), i carabinieri aprono il fuoco sugli operai del saponificio Scala, in sciopero da 34 giorni, che protestano contro i crumiri assunti dalla direzione. Viene ucciso l’operaio Luigi Mastrogiacomo e altri 7 rimangono feriti.

    27 ottobre 1962

    A Milano, mentre è in corso una manifestazione contro il blocco aeronavale imposto dagli Stati uniti a Cuba, i reparti della Celere caricano i partecipanti travolgendoli e uccidono, schiacciandolo contro un muro, lo studente Giovanni Ardizzone.

    14 luglio 1964

    La Corte d’assise di Milano, presieduta da Paolo Curatolo, emette la sentenza a carico dei 63 imputati per i fatti di Reggio Emilia del luglio 1960, assolvendo da ogni addebito i poliziotti che avevano aperto il fuoco contro i manifestanti.

    12 settembre 1968

    A Lodè (Nuoro), nel corso di una manifestazione, i carabinieri intervengono aprendo il fuoco sui dimostranti e uccidendo l’operaio Vittorio Giua.

    2 dicembre 1968

    Ad Avola (Siracusa), la Celere apre il fuoco contro una manifestazione di braccianti, in agitazione nel quadro di una settimana di scioperi per il rinnovo del contratto, uccidendo Giuseppe Scibilia e Angelo Sigona.

    9 aprile 1969

    A Battipaglia (Salerno) viene caricata violentemente una manifestazione di operai e braccianti dalla polizia che spara, uccidendo Teresa Ricciardi e Carmine Citro, 19 anni, e ferendo molti altri manifestanti. La manifestazione, che aveva bloccato il traffico sull’Autosole, era stata indetta nel corso di uno sciopero cittadino, per protestare contro la chiusura degli stabilimenti che davano occupazione alla zona (uno per uno, hanno chiuso i battenti il tabacchificio Santa Lucia, Baratta, D’Amato, D’Agostino, Giambardella e il zuccherificio Ziis) e chiedere terra e lavoro.

    23 luglio 1969

    A Battipaglia, vengono incriminate 119 persone in relazione alla manifestazione nella quale sono stati uccisi Citro e Ricciardi, per blocco stradale, violenza e resistenza a pubblico ufficiale.

    27 ottobre 1969

    A Pisa, la polizia carica i manifestanti del movimento, uccidendo con un candelotto lacrimogeno sparato a tiro teso ed altezza d'uomo lo studente Cesare Pardini; numerosi altri manifestanti rimangono feriti. Vengono spiccati 12 mandati di cattura per ‘radunata sediziosa, resistenza, violenza privata, lesioni aggravate, danneggiamento aggravato, detenzione, uso e trasporto di materiali esplosivi’ ; 5 manifestanti (3 operai e 2 studenti) sono arrestati e tradotti nel carcere di Livorno, gli altri 7 si rendono latitanti.

    28 ottobre 1969

    Il ministro degli interni, Franco Restivo, intervenendo al Senato per riferire sull’uccisione da parte della polizia dello studente Cesare Pardini, a Pisa, afferma :"Questi avvenimenti, che purtroppo hanno avuto la loro vittima, ci ammoniscono ad opporci all’eversivo operare di minoranze di facinorosi che, trasformando anche le più civili manifestazioni in violenti tumulti, perseguono il fine di turbare gli animi, di esasperare le passioni e di attentare all’ordine democratico".

    30 novembre 1969

    A Napoli, nel carcere di Poggioreale, si uccide Domenico Criscuolo, tassista incarcerato in occasione di una manifestazione sindacale caricata dalla polizia, il 13 ottobre. Aveva appena avuto un colloquio con la moglie, che non sapeva come procurarsi il denaro per vivere, insieme ai 5 figli.

    14 luglio 1970

    A Reggio Calabria, si verificano dimostrazioni e scontri tra forze di polizia e popolazione alla notizia che è stata prescelta la città di Catanzaro come capoluogo di regione. Nel corso degli scontri la polizia uccide il ferroviere Bruno Labate.

    27 settembre 1970

    A Reggio Calabria, nel corso di incidenti con i manifestanti per ‘Reggio capoluogo’, la polizia uccide Angelo Campanella.

    9 novembre 1970

    Ad Avola (Siracusa), il giudice istruttore Dionisio Mangiacasale invia 85 mandati di comparizione ad altrettanti braccianti, per i reati di ‘blocco stradale’, ‘resistenza a pubblico ufficiale’, ‘violenza’, a seguito della repressione poliziesca del 2 dicembre 1968

    12 dicembre 1970

    A Milano, la polizia guidata dal vice questore Vittoria carica con lacrimogeni e pestaggi un corteo indetto dalla sinistra extraparlamentare nell'anniversario della ‘strage di Stato’, e per solidarizzare con i militanti dell’Eta sotto processo a Burgos, uccidendo Saverio Saltarelli di 22 anni, provocando decine di feriti fra i quali il giornalista Giuseppe Carpi, colpito da un proiettile. Per la morte di Saltarelli saranno successivamente inquisiti il capitano dei carabinieri Antonio Chirivi e il capitano di Ps Alberto Antonietti.

    2 febbraio 1971

    A Foggia, nel corso di uno sciopero la polizia apre il fuoco uccidendo il bracciante Domenico Centola.

    6 giugno 1971

    A Milano, nel corso dello sgombero di una palazzina Iacp di via Tibaldi, occupata da decine di famiglie operaie, il denso fumo provocato da decine di candelotti lacrimogeni sparati dalle forze di polizia provoca la morte di Massimiliano Ferretti, di 7 mesi, malato di cuore e affetto da bronchite.

    12 giugno 1971

    A Palermo, un attivista del Partito repubblicano, Michele Guaresi di 32 anni, viene ucciso con un colpo di pistola da un agente di Ps perché sorpreso ad affiggere manifesti elettorali del suo partito dopo il termine consentito.

    17 settembre 1971

    A Reggio Calabria, nel corso di incidenti con dimostranti per Reggio capoluogo, le forze di polizia fanno uso di armi da fuoco uccidendo Carmelo Jaconis.

    11 marzo 1972

    A Milano, la Questura autorizza un raduno della maggioranza silenziosa che raccoglie alcune centinaia di persone a piazza Castello; a margine di questa manifestazione, vengono malmenati un cronista del "Giorno" e un fotografo. La Questura vieta per contro la piazza alla sinistra extraparlamentare che vuole manifestare per la libertà di Valpreda e contro il governo Andreotti e la ‘strage di Stato’. I giovani si radunano egualmente in vari punti della città ed impegnano la polizia, tenendo il centro per tutto il pomeriggio. Rimane ucciso da un candelotto lacrimogeno sparato ad altezza d’uomo dalla polizia, il pensionato Giuseppe Tavecchio (per la sua morte verrà incriminato per ‘omicidio colposo’, il capitano di Ps Dario Del Medico, condannato in primo grado e, infine, assolto in appello perché ‘il fatto non costituisce reato’) e si contano 40 feriti. Nei giorni seguenti, perquisizioni a tappeto, la Questura annuncia 99 arresti: fra essi, il nostro compagno, Luigi Cipriani, ‘comandante’ delle forze di piazza, che dovrà rendersi latitante per sfuggire all’arresto, nonché l’avvocato Leopoldo Leon, non presente ai fatti, che raccoglieva testimonianze sul comportamento della polizia, per ‘concorso ideologico nei reati di resistenza aggravata e devastazione’.

    5 maggio 1972

    A Pisa, le forze di polizia caricano i militanti della sinistra extraparlamentare che contestano il comizio del missino Niccolai, provocando decine di feriti e procedendo a 20 arresti. Fra questi, l’anarchico Franco Serantini di vent’anni, che al momento del fermo viene selvaggiamente percosso con i calci dei fucili, pugni e calci. Morirà due giorni dopo nel carcere di Pisa, privo di cure, per frattura della scatola cranica. Il pretore condannerà il capitano di Ps Amerigo Albini e l’agente Giovanni Colantoni a 6 mesi e 10 giorni di reclusione per ‘falsa testimonianza’. Anche a Bergamo, le forze di polizia caricano violentemente i militanti di sinistra che contestano il comizio del missino Tremaglia, provocando il ferimento di 15 giovani.

    23 gennaio 1973

    A Milano, in serata 100 poliziotti agli ordini del vice questore Paolella e Cardile e del tenente Vincenzo Addante circondano la Bocconi contro una manifestazione di studenti del movimento, indetta per protestare contro i provvedimenti repressivi della libertà di riunione, adottati sulla scia di quelli alla Statale. Un agente di Ps apre il fuoco contro i manifestanti in fuga, colpendo a morte lo studente Roberto Franceschi. Rimane ferito anche l’operaio Roberto Piacentini, al quale una pallottola sfiora un polmone. Il giorno successivo, in gravissime condizioni, verrà incriminato per ben 5 reati. Si verifica nei giorni successivi un rimbalzo di responsabilità per l’intervento della polizia fra il rettore Giordano Dell’Amore e la Questura, che avanza la versione dell’ ‘agente in preda a raptus’.

    24 febbraio 1974

    A Firenze, nel corso di una protesta inscenata dai detenuti nel carcere cittadino Le Murate, un secondino uccide con una raffica di mitra Giancarlo Del Padrone, di 20 anni, mentre altri 4 rimangono feriti.

    10 maggio 1974

    Ad Alessandria, una rivolta dei detenuti che avevano preso degli ostaggi, viene stroncata dal procuratore generale di Torino, Carlo Reviglio Della Veneria e dal generale dei carabinieri Carlo Alberto Dalla Chiesa che ordinano un attacco militare che si conclude con l’uccisione di 2 detenuti, di 2 secondini, del medico del carcere e di una assistente sociale.

    8 settembre 1974

    A Roma, si rinnovano gli interventi repressivi della polizia nel quartiere san Basilio contro gli occupanti di case, anche con l’uso di armi da fuoco che uccidono il militante di sinistra Fabrizio Ceruso.

    17 aprile 1975

    In molte città, si svolgono manifestazioni di protesta per l’uccisione di Claudio Varalli da parte del fascista Braggion. A Milano, la manifestazione è repressa dalla polizia con ampio uso di armi da fuoco. Un manifestante, l’insegnante Giannino Zibecchi di 27 anni, è ucciso da un camion dei carabinieri guidato dal milite Sergio Chiairieri, salito sul marciapiede per caricare i partecipanti. I tre militi inquisiti per l’uccisione saranno definitivamente scagionati nel novembre 1980.

    18 aprile 1975

    A Firenze, una manifestazione antifascista organizzata dall’Anpi è attaccata dalla polizia con l’uso di armi da fuoco. Un agente di Ps, Orazio Basile, uccide Rodolfo Boschi e ferisce Alfredo Panichi. Al processo che ne seguirà, l’agente sarà condannato a 8 mesi con la condizionale per ‘eccesso colposo di legittima difesa’; 10 anni di reclusione sono inflitti invece a Francesco Panichi, imputato di reati minori.

    16 maggio 1975

    A Napoli, la polizia carica i disoccupati che hanno occupato la sala consiliare del Comune, provocando 34 feriti e travolgendo con un automezzo Gennaro Costantino, determinandone la morte. Numerosi sono gli arrestati fra i dimostranti, che si sono difesi con sassaiole, impegnando la polizia in scontri.

    16 luglio 1975

    Il quotidiano comunista "L’Unità" riporta uno stralcio dell’ordinanza istruttoria sulla morte di Saverio Saltarelli, che vede come indiziati di reato il capitano dei carabinieri Antonio Chirivì e il capitano di Pubblica sicurezza Alberto Antonietti. Il magistrato ammette che da parte degli organi giudiziari e di polizia "è evidente che fu posto in essere un ostruzionismo sottile, bizantino, fondato su manipolazioni procedurali, che ha avuto quale unico effetto quello di allontanare nel tempo l’accertamento della verità".

    22 novembre 1975

    A Roma, nel corso di una manifestazione a favore della liberazione dell’Angola dal dominio portoghese, i carabinieri aprono il fuoco uccidendo il diciottenne Pietro Bruno e ferendo gravemente altri 3 militanti di sinistra. Per l’uccisione di Bruno saranno inquisiti il sottotenente dei carabinieri Saverio Bosio, il carabiniere Pietro Colantuono e l’agente di Ps Romano Tammaro. Il giudice istruttore Pasquale Lacanna nella sua ordinanza di proscioglimento scriverà: "se per la difesa dei superiori interessi dello Stato, congiuntamente alla difesa personale, si è costretti ad una reazione proporzionata alla offesa, si può compiangere la sorte di un cittadino la cui vita è stata stroncata nel fiore degli anni ma non si possono ignorare fondamentali principi di diritto. La colpa della perdita di una vita umana è da ascrivere alla irresponsabilità di chi, insofferente della civile vita democratica, semina odio tra i cittadini".

    14 marzo 1976

    A Roma, davanti all’Ambasciata spagnola è stata indetta una manifestazione antifranchista dalla sinistra rivoluzionaria e movimento studentesco, caricata dalla polizia che si lancia in caroselli al Pincio ed uccide un anziano, l’ingegner Marotta, che passeggiava in via Belvedere, e ferisce uno studente.

    7 aprile 1976

    A Roma, in occasione della trattazione in Cassazione del caso Marini, per il quale è riconfermata la condanna, manifestano gli anarchici e la sinistra rivoluzionaria dinanzi al ‘Palazzaccio’ e al ministero di Grazia e giustizia. Il secondino Domenico Velluto, in servizio dinanzi al ministero, spara contro alcuni giovani che avevano lanciato delle bottiglie molotov contro l’edificio, uccidendo con un colpo alla nuca il 21enne Mario Salvi.

    1 luglio 1976

    A Milano, viene condannato per omicidio colposo, in relazione alla morte di Saverio Saltarelli, il capitano di Ps Alberto Antonetti a 9 mesi con la concessione delle attenuanti generiche, la sospensione condizionale della pena e la non menzione.

    19 gennaio 1977

    Il Tribunale di Pisa modifica la sentenza emessa dal pretore il 1 ottobre 1975, assolvendo il capitano di Ps Amerigo Albini e l’agente Giovanni Colantoni accusati di ‘falsa testimonianza’ per la morte di Franco Serantini.

    11 marzo 1977

    A Bologna, la polizia carica i militanti di sinistra e del movimento che manifestano per le vie cittadine. I carabinieri aprono il fuoco, uccidendo Pier Francesco Lorusso di Lotta continua. I giovani continuano a manifestare, caricati a più riprese. Sono arrestate in seguito agli scontri 45 persone fra cui Renato Resca, Nicola Rastigliano, Diego Benecchi, Alberto Armaroli, Mauro Collina, Raffaele Bertoncelli, Giancarlo Zecchini, Albino Bonomi, Fausto Bolzani, Carlo Degli Esposti, fra gli altri. Per la morte di Lorusso sarà inquisito il capitano dei carabinieri Pietro Pistolese.

    22 marzo 1977

    A Roma, l’agente di Ps Claudio Graziosi è ucciso su un autobus mentre tenta di arrestare Maria Pia Vianale, senza darsi conto che accanto vi è un suo compagno armato. In seguito al fatto, la polizia scatena una caccia all’uomo, nel corso della quale viene uccisa ‘per errore’ Angelo Cerrai. .

    8 aprile 1977

    A Firenze, è condannato in relazione all’uccisione di Boschi, qualificata come ‘omicidio colposo in eccesso di legittima difesa’, l’agente Orazio Basile alla pena assai mite di 8 mesi con la condizionale.

    12 maggio 1977

    A Roma, la polizia carica una dimostrazione pacifica, organizzata dai radicali per ricordare la vittoria del referendum sul divorzio, facendo largo uso di armi da fuoco ed uccidendo Giorgiana Masi, diciannovenne, e ferendo altri 7 giovani, tra i quali Elena Ascione. Fra gli agenti di Ps che aprono il fuoco viene ritratto in una foto Giovanni Santone, in forza alla squadra mobile.

    7 luglio 1977

    A Roma, il Tribunale assolve il secondino Domenico Velluto dall’accusa di ‘omicidio preterintenzionale’ nei confronti di Mario Salvi, per "aver fatto uso legittimo delle armi".

    22 ottobre 1977

    La sezione istruttoria della Corte di appello di Bologna annulla il mandato di cattura a carico del carabiniere Massimo Tramontani, accusato di aver ucciso Francesco Lorusso l’11 marzo 1977.

    3 gennaio 1979

    A Roma, una pattuglia di carabinieri ferisce in modo grave, sparandogli, Alberto Di Cori, impegnato a tracciare scritte sui muri nelle vicinanze della residenza privata di Giulio Andreotti.

    18 luglio 1979

    A Milano, al processo per la morte di Franceschi, sono assolti gli agenti incriminati per la impossibilità, a giudizio del Tribunale, di stabilire la dinamica dei fatti; assolti con formula dubitativa anche i manifestanti Piacentini e Cusani. L’unica condanna è per ‘falsa testimonianza’, al capitano Savarese e all’agente Puglisi.

    1 febbraio 1980

    A Roma, i carabinieri uccidono Maria Minci, nel quartiere Montesacro, nel corso, affermeranno successivamente, di un’operazione anti terrorismo, per ‘errore’.

    6 gennaio 1981

    A Roma, nel corso di un controllo anti- terrorismo, la Digos uccide ‘per errore’ Laura Rendina.

    28 luglio 1981

    A San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno), agenti di polizia in borghese appostati sotto l’abitazione di Roberto Peci, uccidono Vincenzo Illuminati che, in compagnia della fidanzata, non si era fermato all’alt temendo di avere a che fare con dei banditi.

    9 marzo 1985

    A Trieste, nel corso dell’operazione finalizzata all’arresto dell’autonomo Pietro Maria Greco, alla quale partecipano l’agente di Ps Mario Passanisi, il vice ispettore Giuseppe Guidi, l’agente di Ps Nunzio Romano in forza al Sisde ed altri, il giovane viene ucciso benché non avesse opposto resistenza e fosse disarmato.

    20 febbraio 1986

    A Milano, la polizia uccide nel corso di un’operazione di ordine pubblico il militante di Democrazia proletaria Luca Rossi.

    20-21 luglio 2001

    A Genova, in una città blindata in occasione del vertice dei G8, continuano le dimostrazioni iniziate il giorno precedente con il ‘corteo dei migranti’, mentre la città è affollata di giovani e non, che hanno risposto all’appello lanciato dal ‘Genoa social forum’, dalle ‘Tute bianche’, Rifondazione comunista, Campo antimperialista e altri gruppi antiglobalizzazione, per contestare lo strapotere dei grandi. Oggi le ‘Tute bianche’ hanno inscenato lo sfondamento della rete che protegge la ‘zona rossa’ nel giorno della ‘disobbedienza civile’. Da una camionetta di carabinieri, circondata da alcuni ragazzi armati di soli oggetti contundenti, parte un proiettile che colpisce alla testa Carlo Giuliani, 23 anni. Per inscenare l’incidente, non sapendosi filmati, i carabinieri innescano la retromarcia e la camionetta passa sul corpo del ragazzo, già caduto a terra in una pozza di sangue. Il giorno seguente, 200.000 persone accorrono per la dimostrazione finale unitaria e per protestare contro l’uccisione del ragazzo. Le forze di polizia prendono a pretesto l’azione di alcuni gruppi di giovani, che effrangono le vetrine di alcune banche e bruciano macchine di lusso, e caricano con lanci di lacrimogeni e pestaggi indiscriminati la folla di manifestanti, per la gran parte indifesi e privi di servizi d’ordine. Diverse testimonianze parlano di infiltrati. La giornata si chiude con un altro pestaggio nelle scuole messe a disposizione dal Comune per accogliere i giovani, operato dalle forze di polizia, che operano decine di arresti e provvedono altresì ad effrangere, nella scuola adibita a sede del Genoa social forum i computer, asportare il materiale fotografico e video che gli organizzatori hanno raccolto per documentare le violenze della polizia e la morte del giovane.
    A questa lista parziale possiamo aggiungere anche Marcello Lonzi, Maurizio Tortorici, Federico Aldrovandi, Aldo Bianzino. Basta un qualsiasi motore di ricerca per trovare documenti e informazione su questi recenti morti per mano dello Stato

    Ti bastano per considerare falsa la tua affermazione?

    Buona vita

    Guglielmo
    Dott. Guglielmo Rottigni
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  11. #41
    Partecipante Super Esperto L'avatar di fufi1986
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    eh, allora stiamo dicendo la stessa cosa: fa più notizia l'agnello che mangia il lupo, infatti in tv sento parlare per la maggior parte della vicenda di Gabriele. Era proprio questo l'argomento del thread. Sempre per stare nella metafora, la vita della pecora è importante come quella del lupo.
    Sarebbe invece educativo ricordare ache l'altra vicenda, secondo me. La tv non dovrebbe avere questi buchi di memoria, che come dice Willy ci sono nelle persone. (il thread riguarda la tv infatti)
    Allora..a parte il fatto che mi dovresi rispondere a tutto quello che ti ho detto...e aspetto che tu argomenti le coclusioni che hai tratto...
    il discorso della pecora e del lupo è solo una metafora della realtà... è normale che faccia più notizia e non è che ci si possa fare molto. Ma voglio dire... chi ha mai detto che questo è giusto? chi ha mai detto che la vita della pecora non conta una cippa? quando l'ho detto...?
    Ma per me un ultrà violento e un poliizotto violento sono la stessa identica cosa..e se vogliamo entrambi violano la legge, ma il polziotto, tra i due, è quello che la legge dovrebbe farla rispettare, quello che dovrebbe proteggerci, e scusa se io non ammetto che un poliziotto non sappia sparare..lo pretendo esattamente come pretendo che il chirurgo che mi opera sappia usare un bisturi e l'autista del mio autobus sappia guidare..

    Se poi vogliamo essere proprio pignoli paragonare raciti a gabriele sandri non è proprio un paragone azzeccatissimo visto che quel ragazzo non lo possiamo considerare un ultrà violento, non era nè più nè meno che un ragazzo normale in quella situazione..(lo ripeto fino alla nausea che avrebbe potuto colpire un passante che non aveva mai fatto del male ad una mosca nella sua vita)..il poliziotto non lo sapeva che aveva delle pietre in tasca, per dire...

    Se poi vogliamo parlare di ricordo allora io sostengo questo: gabriele sandri era un tifoso... è morto per mano di un poliziotto e automaticamente le tifoserie lo prendono come bandiera di una rivalità con la polizia.. era impossibile pensare che non se ne sarebbe parlato..
    Raciti era un poliziotto ucciso da un ultrà idiota e stupido...di certo però non ci si possono aspettare le reazioni che si possono avere con la morte di un ultrà..(i tifosi hanno visibilità piena per quattro domeniche al mese, chi altro possiede una forza del genere? e poi sono tantissimi)
    Federico Aldrovandi non era proprio nessuno.... un semplice ragazzo che voleva divertirsi con gli amici..aveva solo 17 anni.. non era un ultrà e nemmeno un poliziotto..la sua morte non ha indignato quasi nessuno e in pochi conoscono quello che gli è successo.. se lui fosse stato un tifoso oltre che un ragazzo che tornava a casa a piedi forse oggi ne sentiremmo parlare molto di più..
    In conclusione, ogniuno ricorda i suoi morti, quelli con i quali si identifica, io sbaglierò ma mi viene spontaneo, se mi capita, di ricordare federico, piuttosto che gabriele o raciti...e con questo non tolgo valore ad una morte..se una morte ha un qualche valore.. mi libero come meglio posso di paure e sensazioni negative, perchè secondo me il ricordo serve anche a questo..
    Non puoi pretendere che gli ultrà ricordino davvero con sentimento un poliziotto morto come ricordano un tifoso morto... non perchè hanno ragione ma perchè molti non sono proprio persone da cui ti puoi aspettare un gesto civile..e di certo non si identificano nell'immagine di un poliziotto..
    E non lo puoi pretendere allo stesso modo da tutti..esattamente come non ti può infastidire il ricordo di un altro..

    Sennò mettiamoci a fare una lista di tutti i morti di tutte le fazioni e ricordiamoci di ricordarli tutti..
    Io preferisco poco ricordo e sincero che tanto ricordo solo formale...

    La tv non sta ricordando nessuno, al limite sta sfruttando un morto..
    Ultima modifica di fufi1986 : 24-03-2008 alle ore 11.18.38
    There █████ █ ████ is ███ █ no █████ █ ████ conspiracy █ ████ █████
    █ ████ everything ███ █████ is█████ ████ ████ fine ████ ███ ██████
    trust ███ ██████ ███ your █████ ████ government.

  12. #42
    Angelus_Laguna
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    Allora dobbiamo mettere anche un elenco esteso di tutte le vite salvate dalla celere, con nomi cognomi date ect.
    Si faccia il bilancio e vediamo il "trand" più veritiero -.-
    Un conto è ci sono stati casi vergognosi, un altro che UFFICIALMENTE la legge dice che debbano fare cosi.
    Riferito al post di willy.
    Ultima modifica di Angelus_Laguna : 24-03-2008 alle ore 11.14.41

  13. #43
    Partecipante Super Esperto L'avatar di fufi1986
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    Secondo me dal punto di vista etico un poliziotto che spara è diverso da un ultrà che lancia una pietra-estintore-sedia-tavolo-qualsiasicosapuòfarmale, perchè il poliziotto che spara HA SBAGLIATO e sarà punito


    angelus.. è solo che certe affermazioni fanno pensare che un poliziotto violento o incapace che uccide (a caso) possa essere in qualche modo giustificato...o comunque "si, dai, qualcosa gli faranno su... secondo me il morto se l'era un pò cercata"
    e questo fa un pochino arrabbiare
    Ultima modifica di fufi1986 : 24-03-2008 alle ore 11.24.39
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  14. #44
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    Citazione Originalmente inviato da Angelus_Laguna Visualizza messaggio
    Allora dobbiamo mettere anche un elenco esteso di tutte le vite salvate dalla celere, con nomi cognomi date ect.
    Si faccia il bilancio e vediamo il "trand" più veritiero -.-
    Un conto è ci sono stati casi vergognosi, un altro che UFFICIALMENTE la legge dice che debbano fare cosi.
    Riferito al post di willy.
    Bellissimo! Guardiamo alle carte, invece che alla realtà

    Io preferisco guardare alla realtà

    Buona vita

    Guglielmo
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  15. #45
    Angelus_Laguna
    Ospite non registrato
    No no la verità è che la celere ha solo commesso assasini, barbarie , stupri, omicidi su commissione.
    Non ha mai fatto del bene a nessuno, nemmeno per errore.
    Sono la feccia dell'umanità
    Non ha mai fatto niente di buono, è anzi un istituzione nata per distruggere le vita... magari consideriamo pure GLI ALTRI dati positivi, giusto per essere equi? Se ne si ha voglia ovviamente, e no mi pare sia questo il caso francamente.

    Fufi la mia idea è questa: poliziotti o meno uccidere è e resta un reato.
    E' ovvio che i favoritismi eventuali o presenti siano decisamente sgradevoli.

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