
Originalmente inviato da
gieko
Anzitutto è bene specificare che si tratta di un concetto proprio della psicoanalisi, all'interno della cui cornice teorica è nato ed è stato sviluppato.
In estrema sintesi e semplificando, il controtransfert è "il transfert dell'analista", ovvero l'emersione di emozioni e sentimenti legati alla soggettività dell'analista ed evocati da un dato paziente, in un dato momento. Analogamente a quanto succede al paziente, che vive in analisi sentimenti ed emozioni legate ad esempio alle figure genitoriali ma spostate "per falso nesso" sulla figura dell'analista, anche l'analista fa esperienza di vissuti legati alla propria vita inconscia.
Se è vero che originariamente Freud reputava il controtransfert un "disturbo" della relazione analitica da eliminare mediante un'approfondita e preventiva analisi degli analisti stessi, col tempo il controtransfert è divenuto strumento prezioso per una comprensione profonda della relazione inconscia tra analista e paziente.
Un saluto