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  1. #61
    ketta_it
    Ospite non registrato
    Citazione Originalmente inviato da **Ayax** Visualizza messaggio
    Un conto è parlare, un conto è insultare gratuitamente, umiliare, mortificare (specie se in gruppo) una persona (adulto o bambino che sia).
    A mio figlio/figlia insegnerò a rispettare gli altri e a farsi rispettare. A non essere vigliacco contro gli altri ma nemmeno debole.
    Tante parole, alla fin fine, lasciano il tempo che trovano.
    Bisogna essere realisti : difendere questo feticcio del dialogo ad oltranza ( con chiunque, in qualunque modo questo si ponga) è fortemente diseducativo.
    Nella vita mi è capitato, per ragioni fondate, di "attaccare al muro" diversa gente.
    Dopo hanno imparato a rispettarmi, e qualcuno è diventato persino mio amico...
    "Testimonianze di vita vissuta"...

    Il rispetto lo si ottiene maggiormente con le parole che con l' "attaccare al muro"...
    Mio nonno diceva sempre: se non ci arrivi col cervello, ci arrivi con le mani...
    Penso proprio che avesse ragione!

    Continuo a non capire cosa significasse quell' "occorrerebbe fare del tutto per evitarlo"..perchè io proprio non capisco COSA bisognerebbe evitare...


    Comunque, mi scuso per essere andata OT.

  2. #62
    Postatore OGM L'avatar di chiocciolina4
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    Citazione Originalmente inviato da LuisaMiao Visualizza messaggio
    chiocciolina siamo d'accordo: i contenuti possono essere sentiti in vari ambiti e riprese dai bambini, ma lo strumento del "deridere" il compagno e ferirlo con le parole è già conosciuto e ben usato dai bambini di 8 anni (anche perchè già lo usano quelli più piccoli).
    si lo strumento del deridere senza dubbio, era questo che intendevo.
    Citazione Originalmente inviato da LuisaMiao Visualizza messaggio
    (vedasi Zidane e Matterazzi ... non immaginate che fatica spiegare ai bambini/ragazzini dove era sbagliato quel tipo di comportamento ).
    non ti invidio

  3. #63
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di julia1976
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    1,044
    rispetto attacando al muro???
    rispetto???
    forse non abbiamo ben chiari i concetti... questo si chiama timore non rispetto...

  4. #64
    Postatore Compulsivo L'avatar di LuisaMiao
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    07-02-2005
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    Citazione Originalmente inviato da **Ayax** Visualizza messaggio
    Un conto è parlare, un conto è insultare gratuitamente, umiliare, mortificare (specie se in gruppo) una persona (adulto o bambino che sia).
    A mio figlio/figlia insegnerò a rispettare gli altri e a farsi rispettare. A non essere vigliacco contro gli altri ma nemmeno debole.
    Tante parole, alla fin fine, lasciano il tempo che trovano.
    Bisogna essere realisti : difendere questo feticcio del dialogo ad oltranza ( con chiunque, in qualunque modo questo si ponga) è fortemente diseducativo.
    Nella vita mi è capitato, per ragioni fondate, di "attaccare al muro" diversa gente.
    Dopo hanno imparato a rispettarmi, e qualcuno è diventato persino mio amico...
    Come ti ha già detto qualcuno, se tu attacchi uno al muro forse non si parla di rispetto ma di altro...
    Anche perchè ti assicuro che non è proprio semplice spiegare a un bambino quali sono le ragioni fondate e quali no per alzare le mani (che a mio modesto parere è una roba mooolto arbistraria...).

    E l'ipotesi che se ti dicono cose del genere te ne puoi anche andare e fregartene? Perchè ti dovrebbe importare di quello che pensa o dice gente così *stupida*? Sono provocazioni. A volte basta non raccoglierle....
    Ultima modifica di LuisaMiao : 09-04-2008 alle ore 20.08.48
    Não sei o motivo pra ir
    só sei que não posso ficar
    não sei o que vem a seguir
    mas quero procurar.
    (Mafalda Veiga)

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  5. #65
    Postatore Compulsivo L'avatar di lollypsico
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    bene che cosa fareste se vostro figlio venisse deriso su una cosa del genere???...
    beh leggendo su un manuale di psicologia giuridica ho provato interesse per alcuni punti di vista che possono aiutare a leggere in un altro modo questa vicenda.
    nel manuale vengono affrontate 2 storie che riguardavano 2 modi di agire differenti e assunti da parte della famiglia nei confronti di 2 bambini che hanno in comune proprio il fatto di essere stati derisi dai loro coetanei a scuola...
    nel 1 caso la famiglia ha sostenuto il bambino facendolo reagire,aiutandolo ad essere consapevole di quanto è successo,dandoli tempo nelle sue scelte e aiutandolo a convincersi a non sentirsi vittima all'interno di questa faccenda..col tempo il bambino acquisì sicurezza migliorando la sua abilità relazionale con i propri compagni e la sua famiglia!!!il manuale spiega come in molti casi spesso la gente commetta l'errore di pensare al binomio vittima e carnefice,mentre nella realtà spesso sono certi modi di porsi nei confronti di se stessi,della vita e delle persone a mettere le persone di sentirsi "vittime" e quindi di conseguenza a subire certi etichettamenti da parte dei più forti(i cosidetti bulli)...un vittimismo derivato dal sentirsi troppo deboli e inutili!!!(quante volte da bambini a scuola ci sarà capitato di scorgere dei compagni che non partecipavano alla vita di classe,a chi arrossiva molto spesso x gli interventi del prof finendo poi per non aprire bocca per tutto il giorno,bambini che non intervenivano per paura di essere presi in giro etc...)
    nel 2 caso trattato dal libro ci si riferisce ad bambina appartenente ad una famiglia che non la faceva sentire responsabile e fiduciosa nelle proprie potenzialità,una bambina che spesso si isolava a scuola e se la prendeva spesso con gli scherzi di poco peso fatti dai suoi compagni rendendola antipatica agli occhi di tutto...in questo caso la famiglia avrebbe potuto aiutato la bambina a rivedere la propria posizione assunta all'interno di quanto accaduto(ad esempio sviluppando in lei maggior autorità e capacità di difesa nei confronti dei bulli) invece di sostenere i suoi capricci accontentando il suo forte desiderio di cambiare immediatamente scuola.si può sempre accantonare il problema secondo il principio"pensare fa soffrire"ma di fatto questa non è una soluzione che frutta in futuro...tuttavia la vicenda di questa bambina non cambia nel tempo:infatti cambia scuola e diviene nuovamente lo zimbello della classe..come mai??..in questo caso il processo di vittimizzazione continua il suo corso!!!...
    di fondamentale importanza è anche il ruolo assunto dalla famiglia prima e dopo il "reato"(infatti si nota come i 2 ragazzi partendo dalla medesima situazione arrivino a conclusioni differenti ,in un caso si trova la soluzione nell'altro no no,questo perchè nel 1 caso il bambino ha in suo sostegno maggiori risorse personali e famigliari)
    la vittima è chi si sente tale e se il ruolo cosi assunto non viene modificato non avrà modo in futuro di difendersi da solo nei vari contesti,di sperimantare le sue capacità ottenendo dei successi personali ma sopratutto di fermare alcuni meccanismi che la massa ahimè negativamente promuove ai suoi danni...come è possibile tutto ciò??? sembra semplice ma di fatto non lo è,però ciò richiederebbe il passaggio dall'essere vittima ,che per definizione è chi subisce azioni ingiuste,ad autore di azioni legittime.
    la mia riflessione dunque porta i seguenti quesiti:se il bambino fosse rimasso a scuola?se fosse stato aiutato a credere che la colpa non è solo la sua o semplicemente sua?e se certi sentimenti negativi in seguito alle offese dei compagni fossero stati tramutati in qualcosa di positivamente utile al ragazzo?e se con delle riunioni di classe si fosse affrontanto il problema? mi viene da pensare magari che ,in questo caso, si sarebbe raggiunta la consapevolezza che è stata la scuola (in questo caso rappresentata dai compagni del ragazzo) ad aver sbagliato e non è giusto che sia quel bambino a pagare da solo,cambiando scuola..
    perchè sempre più i bambini devono abbandonare la scuola x simili stupidagini,cercando di stare bene da soli e con la loro famiglia(a volte proprio lasciati soli), senza che la scuola aiuti a far riflettere tutti,senza che la scuola cambi,senza che la scuola artefice del danno si renda utile nei confronti di chi è offeso al suo interno e e nei confronti dei poveri bulli ,che andrebbero educati???
    qui non è completo il ruolo della scuola:perchè concedendo al bambino di abbandonare l'istituto dove è cresciuto smette di promuovere il benessere x tutti e la da vinta a quei 4 bulli!!!!...che rabbia....

  6. #66
    Partecipante Super Figo L'avatar di **Ayax**
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    Allora consiglio una lettura istruttiva : "Il Principe" di Nicolò Machiavelli...
    Citazione Originalmente inviato da julia1976 Visualizza messaggio
    rispetto attacando al muro???
    rispetto???
    forse non abbiamo ben chiari i concetti... questo si chiama timore non rispetto...
    ...un testo che ha molte più aderenze al concreto di tanti polpettoni psicopedagoci....

  7. #67
    Partecipante Super Figo L'avatar di **Ayax**
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    Permettimi.
    Citazione Originalmente inviato da LuisaMiao Visualizza messaggio
    Anche perchè ti assicuro che non è proprio semplice spiegare a un bambino quali sono le ragioni fondate e quali no per alzare le mani (che a mio modesto parere è una roba mooolto arbistraria...)..
    Se un educatore (genitore/istruttore) non padroneggia il metodo per far comprendere ad un bambino la differenza tra comportamenti corretti e comportamenti arbitrari, è un grosso limite dell'educatore, non del bambino...

  8. #68
    Partecipante Super Figo L'avatar di **Ayax**
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    Gli consiglierei di assestare un calcio nelle palle all'autore di tali derisioni.
    Citazione Originalmente inviato da lollypsico Visualizza messaggio
    bene che cosa fareste se vostro figlio venisse deriso su una cosa del genere???......
    Sortisce effetti molto persuasivi....
    Senza cambiare scuola, senza scomodare la capacità della famiglia di "elaborare" il disagio.
    Pratico, immediato, efficace

  9. #69
    Rappre on-line L'avatar di Jollysimo
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    Citazione Originalmente inviato da **Ayax** Visualizza messaggio
    Allora consiglio una lettura istruttiva : "Il Principe" di Nicolò Machiavelli...

    ...un testo che ha molte più aderenze al concreto di tanti polpettoni psicopedagoci....
    Ciao! Anche a te piace Il Principe?! Ma pensa, ci sono anch'io!! Però mi puoi dire qual'è il passaggio che sostiene la tua teoria? Forse non me lo ricordo bene... Anche perchè il "destinatario" di quel "trattato" è un uomo adulto già ben formato, non un ragazzino/bambino...
    A parte questo sono in parte d'accordo sull'educare il figlio a difendersi, ma credo che non si possa dire così con leggerezza. Cioè: se un ragazzino viene aggredito fisicamente è giusto e doveroso che si difenda altrettanto fisicamente, ma ad un'aggressione verbale non deve seguire un'aggressione fisica! Anche perchè se impara a rispondere a ceffoni, non impara mai a rispondere a parole o con l'indifferenza! E quando cresce cosa fa, si mette a fare risse a 18 anni? E se a deriderlo è una ragazza? Picchia pure lei?
    Evidentemente è meglio insegnargli ad avere la risposta pronta e un'alzata di spalle sempre a portata di mano...
    Edit: ripeto che a volte è necessario difendersi, ma è abastanza raro...
    Ultima modifica di Jollysimo : 10-04-2008 alle ore 09.44.32
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  10. #70
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di julia1976
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    Citazione Originalmente inviato da Jollysimo Visualizza messaggio
    Ciao! Anche a te piace Il Principe?! Ma pensa, ci sono anch'io!! Però mi puoi dire qual'è il passaggio che sostiene la tua teoria? Forse non me lo ricordo bene... Anche perchè il "destinatario" di quel "trattato" è un uomo adulto già ben formato, non un ragazzino/bambino...
    A parte questo sono in parte d'accordo sull'educare il figlio a difendersi, ma credo che non si possa dire così con leggerezza. Cioè: se un ragazzino viene aggredito fisicamente è giusto e doveroso che si difenda altrettanto fisicamente, ma ad un'aggressione verbale non deve seguire un'aggressione fisica! Anche perchè se impara a rispondere a ceffoni, non impara mai a rispondere a parole o con l'indifferenza! E quando cresce cosa fa, si mette a fare risse a 18 anni? E se a deriderlo è una ragazza? Picchia pure lei?
    Evidentemente è meglio insegnargli ad avere la risposta pronta e un'alzata di spalle sempre a portata di mano...
    Edit: ripeto che a volte è necessario difendersi, ma è abastanza raro...

    assolutamente d'accordo su tutta la linea...
    Ultima modifica di julia1976 : 10-04-2008 alle ore 10.44.55

  11. #71
    Partecipante Super Figo L'avatar di **Ayax**
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    Hai una lettura un po' semplicistica e letterale delle cose, per questo non hai còlto....

    Citazione Originalmente inviato da Jollysimo Visualizza messaggio
    Però mi puoi dire qual'è il passaggio che sostiene la tua teoria? Forse non me lo ricordo bene... Anche perchè il "destinatario" di quel "trattato" è un uomo adulto già ben formato, non un ragazzino/bambino...
    ...ammesso che possa esserti utile, il capitolo cui mi riferisco è "Se è meglio essere temuti che amati.."...

  12. #72
    ketta_it
    Ospite non registrato
    Citazione Originalmente inviato da **Ayax** Visualizza messaggio
    Hai una lettura un po' semplicistica e letterale delle cose, per questo non hai còlto....
    E' davvero necessario punzecchiare in questo modo?
    Lo trovo molto offensivo.

  13. #73
    Postatore Compulsivo L'avatar di LuisaMiao
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    Citazione Originalmente inviato da **Ayax** Visualizza messaggio
    Permettimi.

    Se un educatore (genitore/istruttore) non padroneggia il metodo per far comprendere ad un bambino la differenza tra comportamenti corretti e comportamenti arbitrari, è un grosso limite dell'educatore, non del bambino...
    In linea di principio è facile... ma non è detto che nella pratica vada tutto come noi vorremmo.
    Esempio di vita reale: bambino che tira schiaffi a molti bambini, quando ripreso spiega che lo fa per difendersi. quello che lui legge come *attacco* andava da un calcio, un'offesa, al rifiuto detto in modo educato di giocare con lui. il padre gli aveva detto che se lui viene attaccato, è giusto alzare le mani... quindi il bimbo tira schiaffi con facilità.

    comunque mi devi ancora spiegare perchè è meglio alzare le mani invece di (e mi quoto da sola)
    E l'ipotesi che se ti dicono cose del genere te ne puoi anche andare e fregartene? Perchè ti dovrebbe importare di quello che pensa o dice gente così *stupida*? Sono provocazioni. A volte basta non raccoglierle....
    Anche perchè se quello che ti umilia, prende in giro, deride o quant'altro è 2 volte te, come fai? Lo appendi al muro lo stesso?
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  14. #74
    Postatore Compulsivo L'avatar di lollypsico
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    bellissimo l'allusione al principe di macchiavelli...io credo che ad ogni età esista una certa malvagità anche se di intensità e di natura differente in questo secondo caso...
    come prima domanda che mi viene in mente,e se la natura umana anche x voi, è malvagia e non è dunque un fattore di età???
    Le qualità che, secondo Machiavelli, deve possedere un principe ideale sono tuttora citate nei testi sulla leadership:x mantenere o acquisire la leadership i bimbi possono mettere in pratica certi meccanismi crudeli (deridere,picchiare,urlare etc),tale processo puo essere assunto o personalmente con la forza o derivare dall'esterno,i bimbi sono soliti commettere degli errori "per farsi belli e grandi" o per "farsi rispettare o temere"davanti ai propri coetanei

    -la disponibilità di imitare il comportamento di grandi uomini, es. quelli dell'Antica Roma per machiavelli la tv o i grandi eroi dei cartoni animati per i bimbi odierni,per gli adolescenti alcuni icone o simboli possono essere mal interpretati(prendiamo il caso sui figli di satana) e divengono pericolosi per la loro ridotta capacità di discernimento); ;
    -il comando sull'arte della guerra - per la sopravvivenza dello stato(personalmente come machiavelli sono daccordo quando si sostiene che in ogni età c'e chi predilige percorrere la strada dell'odio e delle armi rispetto a quella fatta dal dialogo e dall' armonia);

    machiavelli descrive un principe ideale che calcola l'imprevedibile e sa riccorrere ai ripari in caso di insuccesso,che usa ogni mezzo per giustificare i suoi fini,che possiede quelle virtù per affrontare il "caso"..un uomo dotato di fisicità,di enegia e intelligenza..
    se è vero che il "principe"è in ognuno di noi,qui riporto alcune caratteristiche che meglio si combinano con l'età mentale di un adulto e non di un "ragazzino".....
    -la capacità di comprendere che il male simulato può essere essenziale per mantenere stabilità e potere;
    -la prudenza;
    la saggezza di cercare consigli soltanto quando è necessario;
    la capacità di essere "simulatore e gran dissimulatore";
    il totale controllo della fortuna attraverso la virtù (la metafora utilizzata accosta fortuna ad un fiume, che deve essere contenuto dagli argini della virtù).
    la capacità di essere leone, volpe e centauro. (leone forza - volpe astuzia - centauro come capacità di usare la forza come gli animali e la ragione come l'uomo)
    soprattutto il principe ideale deve saper creare e mantenere uno stato.

  15. #75
    Partecipante Super Figo L'avatar di **Ayax**
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    Ti ringrazio per aver còlto la pertinenza del mio richiamo a Machiavelli...
    Senza coinvolgere l'intero senso dell'opera (che è un trattato di politica, nel suo complesso, ma anche un saggio sulla natura umana, come tale immutevole) intendevo riaffermare il principio in virtù del quale è bene -come suggerisce Machiavelli al Principe cui si rivolge - apparire "buoni" o meno a seconda dell'interlocutore che si ha dinanzi.
    Perchè non si può sempre essere amati da tutti e quindi talvolta è sufficiente essere rispettati, coi mezzi che si reputano adeguati nella circostanza.

    Ora potete tornare a volare bassi.

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